Banche in crisi

Banche in crisi: in 7 mesi 17.500 eccedenze

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Banche in crisi“, questo è quello che dimostrerebbe lo studio effettuato da First Cisl, l’ufficio che avrebbe calcolato 17.500 esuberi. Giulio Romani lo avrebbe definito come “un’ecatombe occupazionale“.

Cifre fintroppo elevate, tenendo anche in considerazione che la banca ha dovuto affrontare costi superiori a 2 miliardi di euro. Per non parlare delle uscite non considerate, da parte dell’Intesa Sanpaolo che ammontano a 1,3 miliardi di euro.

Banche in ginocchio: esuberi maggiori in Intesa Sanpaolo

A dar maggiore rilievo alla situazione, è proprio l’Intesa Sanpaolo che dopo aver raggiunto un accordo (in riferimento alle operazioni con le banche venete), ha concesso l’utilizzo del fondo in due modi differenti:

La prima tranche con esuberi pari  a 1.000, mentre a 60 mesi e successive, saranno previste almeno 3.000 uscite. A pari passo sarà anche Monte dei Paschi di Siena, il quale ci saranno precisamente 5.500 esuberi.

Da gennaio a luglio, in ben 7 mesi gli esuberi hanno superato i 17.500. Una situazione veramente critica per le banche, che dovranno resistere e cercare di aumentare gli introiti, prima che un domani possano dichiarare fallimento.

Tagli per evitare esuberi

La soluzione seppur scomoda, potrebbe essere quella della banca Popolare di Bari, il quale avrebbe deciso di attuare ben 500 tagli, per sollevare e rimettere in sesto la situazione.

Ad aver subito un altro duro colpo è stato anche il gruppo Carige. A febbraio, oltre i 600 esuberi annunciati, ce ne sarebbero stati altri 155, totalizzando ben 755 eccedenze. Mentre attualmente il numero avrebbe toccato le 900 uscite.

La soluzione dunque sembrerebbe critica per molte banche italiane, non resta quindi che trovare una soluzione di comune accordo. Effettuare tagli potrebbe essere la soluzione più idonea?

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