Buoni Ordinari del Tesoro (BOT): Pillole utili (II Parte)

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I Buoni Ordinari del Tesoro sono emessi con scadenze uguali o inferiori all’anno e sono ammessi alla quotazione sui mercati regolamentati, segnatamente il mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato (MOT) per quantitativi limitati (lotti da 1.000 € o multipli) ed il mercato telematico a pronti dei titoli di Stato (MTS) per scambi non inferiori a 2,5 milioni di €uro.

Grazie alla caratteristica di essere titoli zero-coupon, i BOT presentano indubbi vantaggi in termini di gestione poiché l’esborso finanziario richiesto per questo tipo di investimento risulta essere inferiore al valore nominale di rimborso ed inoltre non esiste l’esigenza di reinvestire i flussi percepiti periodicamente a titolo di interessi.

Investire in BOT: Come fare?

Chi vuole acquistare un BOT in asta, deve prenotare la quantità desiderata presso un intermediario autorizzato entro il giorno precedente l’asta. Essendo titoli soggetti al regime di dematerializzazione, gli importi sottoscritti dei BOT sono rappresentati da iscrizioni contabili a favore degli aventi diritto.

Le norme sulla trasparenza bancaria hanno fissato un tetto alle commissioni che le banche possono richiedere ai propri clienti per la sottoscrizione dei BOT: esse non possono superare 0,05% per i titoli con durata residua uguale o inferiore agli 80 giorni; 0,10% per i titoli con durata residua compresa tra gli 81 ed i 170 giorni; 0,20% per quelli con durata residua tra i 171 ed i 330 giorni e 0,30% per i titoli con durata residua pari o superiore a 331 giorni.

Tali commissioni si aggiungono al prezzo applicato dagli intermediari ai richiedenti che è quello medio ponderato d’asta. I BOT possono essere sottoscritti per un importo minimo di 1000 euro o multiplo di tale cifra.

BOT: Meccanismi d’asta

I BOT sono titoli a sconto che rimborsano alla pari, il cui interesse è rappresentato dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di sottoscrizione.

L’emissione avviene tramite asta competitiva  senza  indicazione di prezzo base ed ognuna delle richieste che il singolo intermediario può effettuare  deve indicare  il nominale da sottoscrivere ed il relativo prezzo.

L’esecuzione delle operazioni relative al collocamento dei BOT è affidata alla Banca d’Italia.

Al termine della procedura di assegnazione dei BOT semestrali è previsto un collocamento supplementare di tali BOT riservata agli specialisti in Titoli di Stato per un importo minimo del 10% del nominale offerto nell’asta ordinaria.

I rendimenti indicati dagli operatori partecipanti alle aste dei BOT, espressi in termini percentuali, possono variare, per tutte le tipologie di titoli, di un millesimo di punto percentuale o multiplo di tale cifra.

Non sono ammesse all’asta richieste senza indicazione del rendimento. L’importo di ciascuna richiesta non può essere inferiore ad un milione e mezzo di euro (1.500.000€).

BOT: durate e calendario

Le attuali durate standard, espresse in termini di giorni, sono di  3, 6 e 12 mesi. Il Tesoro si riserva, inoltre, la facoltà di emettere BOT con scadenze diverse da quelle standard con modalità identiche a quelle utilizzate per l’emissione dei BOT di durate standard.

Lo stesso scopo può essere ottenuto ricorrendo all’emissione di ulteriori tranche di BOT già esistenti, come normalmente avviene per i titoli a medio-lungo termine.

Come disposto nel calendario annuale delle aste relative ai titoli di Stato, le aste dei BOT trimestrali e annuali si tengono a metà mese mentre quelle dei titoli semestrali a fine mese. Si procede ad emettere BOT di durate diverse ogni qual volta le esigenze di tesoreria lo richiedano.

Sul sito Internet del Debito Pubblico si possono consultare le pagine Comunicazione Emissioni BOT e BOT Risultati Ultima Asta.

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