CFD TRADING OUTLOOK – Chiusura Borse UE: Grecia fa sfumare il rimbalzo tecnico

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Chiusura Borse UE: Grecia fa sfumare il rimbalzo tecnico
CFD TRADING OUTLOOK 10 Aprile 2013- In collaborazione con IG Markets.

Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi dopo il tonfo delle ultime due sedute. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,4%, mentre l’S&P500 segna un +0,5%. Contrastate le altre borse europee. Il rimbalzo tecnico che ha caratterizzato la prima metà della seduta è stato completamente eroso dopo le newsflow arrivate dalla Grecia. Il partito della sinistra democratica ha fatto sapere di voler ritirare i propri ministri dall’esecutivo dopo la vicenda sulla chiusura della tv di Stato. Si va verso un rimpasto di Governo che potrebbe esserci durante il week end.

Anche l’Fmi ha gettato qualche timore sullo stato delle Finanze del Paese ellenico sui cui si stanno riaccendendo le tensioni degli investitori visto il rialzo dei tassi sui titoli di Stato. Più in generale sui mercati prevale la fase correttiva. Abbiamo notato però che il forte calo azionario degli ultimi giorni non è stato accompagnato dal flight to quality. Questo vuol dire che chi ha venduto ha preferito rimanere liquido. I movimenti sull’oro, sceso ai minimi da settembre 2010, e i rendimenti sul Bund, saliti ai massimi dagli ultimi mesi, ci dicono questo. Per ora quindi il sentiment rimane fragile e prevale la cautela.

Italia: Mediobanca, riallineamento in atto

A Piazza Affari il Ftse Mib prosegue con un calo dello 0,5% a 15.475 punti. In rosso quasi tutti i bancari, fatta eccezione per Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+5,5%). Male soprattutto Mediobanca (-5,3%). Il piano di cessione di partecipazioni non ha presentato punti di particolare criticità da giustificare questo calo in borsa. In base al piano strategico la banca assumerà una forma più “snella” che le permetterà di convergere verso quel modello di banca d’affari a cui sta puntando il management. E allora come spiegare il tonfo di borsa, se non come un riallineamento dei prezzi a quelli del comparto?

Il titolo si era comportato discretamente bene nelle ultime sedute evitando le cadute che hanno interessato gli altri finanziari e oggi non fa altro che riallinearsi a quest’ultimi.

Valute: continua l’apprezzamento del dollaro statunitense

Tra le valute, la seduta odierna ha visto la prosecuzione del rafforzamento del dollaro statunitense. La divisa Usa sta attirando tutti i fondi in uscita dal comparto azionario. L’euro/dollaro è tornato nel pomeriggio a mettere pressione ai minimi di ieri in area 1,3160. Probabilmente il cross potrebbe iniziare una nuova fase discendente nel corso delle prossime settimane, soprattutto se i dati Usa saranno migliori delle attese.

Macro: dati Usa al vaglio dei mercati

Sul fronte macro, non ci sono stati in agenda oggi. La prossima settimana gli operatori si focalizzeranno sui dati Usa per capire se e quando ci sarà il cosiddetto tapering della Fed. In particolare l’attenzione si concentrerà sugli ordini di beni durevoli, le vendite di nuove abitazioni e la terza lettura del Pil del primo trimestre. Sono previste anche una serie di audizioni di alcuni membri della Banca centrale Usa che assumeranno importanza alla luce di quello accaduto nei giorni scorsi. Tra gli altri parleranno Fisher (membro non votante), Powell (votante), Lacker (non votante).

Titoli di Stato: le tensioni avranno effetti sulle aste della prossima settimana

Sul fronte governativo, finiscono sotto pressione i Btp in vista di una settimana chiave per le aste. Il rendimento sul decennale si è portato in area 4,6%, in rialzo da inizio settimana. Il repentino rialzo dei tassi andrà a penalizzare le emissioni del Tesoro della prossima settimana, che vedranno in asta i Btpei, Ctz, Bot e Btp. Per ora lo spread Btp-Bund è rimasto sotto ai 300 punti base solo grazie al contestuale rialzo dei rendimenti sul Bund. Se le tensioni si dovessero intensificare il ritorno degli acquisti sul titolo tedesco potrebbero far schizzare lo spread sopra i 300 punti base in pochi istanti.

Commodity: Oro fatica a recuperare quota 1.300 dollari/oncia

Tra le materie prime, fa fatica a recuperare la soglia dei 1.300 dollari/oncia l’oro dopo il tonfo di ieri. Il metallo prezioso, già pesantemente condizionato dalle parole di Bernanke, è penalizzato anche dal rafforzamento del biglietto verde. Rimane vicino ai minimi di ieri il petrolio, con il Wti a quota 95 dollari/barile. Sull’oro nero hanno impattato anche i deboli dati cinesi sui Pmi, che sono risultati ai minimi da ottobre scorso.

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