CFD TRADING OUTLOOK – Chiusura Borse UE: Milano Chiude la Peggior Settimana da Maggio Scorso

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Chiusura Borse UE: Milano chiude la peggior settimana da maggio scorso.
CFD TRADING OUTLOOK 28 Marzo 2013- In collaborazione con IG Markets.

Focus

Proseguono in timido rialzo gli indici statunitensi dopo il calo di ieri.

Il Dow Jones Industrial Average segna un rialzo dello 0,2%, l’S&P500 avanza dello 0,25% e il Nasdaq Composite dello 0,05%. Recuperano gli indici europei, con il Ftse 100 che ha mostrato un rialzo dello 0,7%, mentre il Dax segna un +0,25% e il Cac dello 0,5%. Potremmo definirla una seduta anonima se consideriamo i cali dei giorni scorsi. Il tanto atteso rimbalzo alla fine si è ridotto a un timido rialzo. Purtroppo la chiusura dei listini azionari domani anticipa di un giorno il week end e ai trader non piace rimanere esposti sul mercato così a lungo periodo. Se consideriamo poi che oggi si chiude anche la sessione di trading del mese con gli indici Usa vicino ai massimi storici e con la terza economia dell’eurozona (l’Italia) che potrebbe tornare presto alle urne, capiamo bene perché il sentiment degli operatori sia così fragile. Nulla di buono all’orizzonte dunque. Raccomandiamo cautela per le prossime settimane.

Italia: FtseMib, target a 15.090

A Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato con un calo dello 0,1% a 15.340 punti. L’indice italiano si è mostrato incapace di reagire alla lunga scia di cali della settimana e ha vanificato tutto il guadagno di oggi nel finale di seduta. Il raggiungimento del supporto a 15.090 punti viene spostato alla prossima ottava. Recuperano i bancari dopo la lunga striscia di cali. In rosso Finmeccanica (-1,9%), Mediaset (-1,4%) e Prysmian (-3%). Gli investitori si concentrano ora sui conti di Monte dei Paschi di Siena, che potrebbe mostrare perdite a seguito della svalutazione di alcuni asset.

Valute: ricoperture su euro/dollaro dopo settimana di calo

Tra le valute, colpo di reni dell’euro/dollaro che, dopo essersi avvicinato ai minimi di ieri, ha reagito salendo sino a 1,2840 per effetto di ricoperture. I dati Usa non hanno brillato e questo è bastato agli operatori che hanno venduto dollari vedendo più lontana la rimozione delle misure espansive della Fed. Il modesto calo del cambio usd/jpy e il ritorno degli acquisti sul cable conferma la nostra view. Sull’euro/dollaro rimaniamo molto scettici e il target della prossima settimana è a 1,26.

Macro: Usa, mercato del lavoro impatterà su consumi dei prossimi mesi

Sul fronte macro, la lettura definitiva sul Pil Usa del 4° trimestre è stata rivista allo 0,4% annualizzato, rispetto al modesto +0,1% della stima precedente. Contributi positivi sono arrivati dal comparto immobiliare non residenziale e dalle scorte. Ci aspettiamo che il netto miglioramento del mercato del lavoro a cui si è assistito negli ultimi mesi del 2012 inizieranno a produrre effetti sui consumi nel corso dei prossimi mesi e potrebbero rafforzare la crescita. Hanno deluso invece le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, salite a 357.000 unità dalle 341.000 della settimana precedente. La sensazione è che i dati sui non farm payrolls potrebbero subire una timida flessione a partire da marzo causa i tagli automatici alla spesa scattati a inizio marzo che peseranno sull’occupazione del settore pubblico.

Titoli di Stato: tensioni politiche porteranno spread a quota 450 pb

Sul fronte governativo, questa mattina le tensioni sui mercati hanno spinto gli operatori ad incrementare le posizioni sul Bund e a vendere Btp. La conseguenza è stata un allargamento dello spread Btp-Bund a 362 punti base, poco sotto i massimi da metà novembre (365pb). La mancanza di governo stabile ci induce a pensare che probabilmente il differenziale tra Btp e Bund sarà destinato a salire ancora nel corso delle prossime settimane e i top di metà novembre saranno facilmente rotti. Non si può escludere che l’apice delle tensioni potrebbero condurre verso un target di 450 punti base, con il rendimento sul decennale italiano che potrebbe spingersi sino al 5,25-5,3%.

Commodity: oro, view rimane moderatamente rialzista

Tra le materie prime, vira pericolosamente sotto i 1.600 dollari/oncia l’oro nonostante il deprezzamento del biglietto verde. La view rimane moderatamente rialzista sul metallo fintantoché rimangono le tensioni sul mercato.

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