CFD TRADING OUTLOOK – Chiusura Borse UE: Continuano le Tensioni sui Mercati

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Chiusura Borse UE: Continuano le tensioni sui mercati. Riflettori puntati su Cipro e Italia.
CFD TRADING OUTLOOK 27 Marzo 2013- In collaborazione con IG Markets.

Focus

In lieve calo gli indici statunitensi.
Il Dow Jones Industrial Average segna un ribasso dello 0,30%, l’S&P500 dello 0,35% e il Nasdaq Composite dello 0,15%. Europa in rosso sulla scia dell’incertezza politica italiana e dei continui problemi a Cipro nonostante l’accordo con l’Eurogruppo (introdotte misure sul controllo dei depositi per 7 giorni per evitare una fuga di capitali dopo la riapertura delle banche di domani).
La delicata situazione politica italiana ha portato lo spread Btp/Bund a salire a 348 pb con un rendimento del decennale italiano aumentato al 4,76%. Deludente è stata l’asta del Tesoro del Bel Paese di titoli a medio/lungo termine soprattutto quella del quinquennale che ha mostrato un rendimento in aumento al 3,65% e una forte discesa del rapporto di copertura all’1,21 dall’1,61 dell’asta precedente.
Intanto aumentano anche i timori sul rischio di contagio della crisi di Cipro alla Slovenia che potrebbe divenire il sesto paese a richiedere gli aiuti internazionali alla Troika. Negli ultimi giorni in forte aumento le quotazioni dei CDS sovrani sulla Slovenia (strumenti derivati per assicurarsi dal rischio di default) e i rendimenti dei titoli di stato emessi dall’agenzia del Tesoro di Lubiana (rendimento bond scadenza gennaio 2021 salito nell’ultima settimana dal 5% al 7%). Crediamo che nel breve la Slovenia non dovrebbe essere coinvolta dalla spirale della crisi debitoria, ma il nuovo governo di centrosinistra guidato da Alenka Bratusek dovrà promuovere il prima possibile una serie di riforme per risanare il comparto bancario (soprattutto le due principali banche del paese la Nova Ljubljanska Banka – NLB e la Nova Kreditna Banka Maribor – NKBM).

Italia: FTSE Mib cerca di limitare le perdite grazie al recupero di Intesa SP nel finale

A Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato in calo dello 0,92% a 15354 punti, segnando nuovi minimi annuali a 15197 punti. Dal punto di vista tecnico l’indice ha messo forti pressioni al supporto in area 15300, minimo del 26 febbraio, il cui definitivo cedimento creerebbe i presupposti per una discesa in direzione degli strategici sostegni a 15100, 50% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa dai bottom della scorsa estate, e 14812, bottom del 16 novembre.
Timidi segnali di ripresa giungeranno, invece, con il superamento della resistenza a 15600, preludio per un possibile allungo verso 15830, dove al momento transita la media mobile a 200 giorni. Consigliamo di tenere un atteggiamento di forte cautela in attesa della fine delle consultazioni di Bersani per la formazione del governo. L’eventuale fallimento delle indagini del leader del PD potrebbe portare al temuto taglio del rating sul debito italiano da parte di Moody’s (probabilmente di un gradino da Baa2 a Baa3 con la conferma dell’outlook negativo). Sul fronte societario da segnalare gli acquisti su Mediaset dopo la pubblicazione dei conti e l’ottimo recupero nel finale di Intesa Sanpaolo.

Valute: EUR/USD scende al di sotto della soglia di 1,28

Indicazioni negative per il cambio tra l’euro e il dollaro. La discesa al di sotto di 1,28 ha confermato la tendenza ribassista di medio/breve periodo, creando i presupposti per una estensione della discesa fino sullo strategico supporto di lungo periodo a 1,2660, bottom di metà novembre e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai minimi della scorsa estate.
Timidi segnali di ripresa giungeranno, invece, al di sopra di 1,2880 circa, preludio a un possibile attacco a 1,3040.

Macro: Pending Home Sales a febbraio -0,4% m/m

Sul fronte macro, poche cifre di particolare rilevanza nel pomeriggio. Negli States l’indice sulle vendite di case con contratti ancora in corso ha mostrato nel mese di febbraio un calo dello 0,4% m/m (consensus -0,2%).

Titoli di Stato: molto deludente l’asta del BTP quinquennale

Il Tesoro italiano ha collocato 6,9 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni, poco sotto il target massimo di 7 miliardi. Se il rendimento sul decennale è sceso lievemente, attestandosi al 4,66% dal 4,83%, la stessa cosa non si può dire del titolo a 5 anni, che ha visto il tasso medio salire al 3,65% (dal precedente 3,59%). Male anche il bid-to-cover sulla scadenza più breve, che è stato di 1,2 volte l’offerta. È stata un’asta particolarmente deludente. La domanda è stata povera per entrambi i titoli in collocamento. Addirittura sulla scadenza a cinque anni il Tesoro non è riuscito a collocare il massimo previsto (4 miliardi), nonostante il rialzo dei rendimenti. La curva dei tassi sta lanciando pericolosi segnali di appiattimento, fenomeno che preannuncia un certo ritorno delle tensioni, dato che queste tendono a ripercuotersi soprattutto sulla parte più breve della curva. Sull’asta ha inciso molto lo scenario politico incerto che il Paese sta vivendo. È bastato questo a tenere lontano gli investitori esteri che temono l’ingovernabilità della penisola.

Commodity: oro recupera terreno e risale sopra 1600 $/oncia

Tra le materie prime, seduta positiva per l’oro che risale a 1600 dollari l’oncia.

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