CFD TRADING OUTLOOK – Chiusura borse Ue: Ftse Mib Resiste, Vola Facebook, Precipita il Bund

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Chiusura Borse UE: Ftse Mib Resiste, Vola Facebook, Precipita il Bund.
CFD TRADING OUTLOOK 25 Luglio 2013 – In collaborazione con IG Markets.

Focus

Proseguono in calo gli indici statunitensi nonostante i buoni conti arrivati da General Motors. Il Dow Jones cede lo 0, 5%, mentre l’S&P 500 lo 0,25%. Resiste in positivo solo il Nasdaq grazie ai conti di Facebook (+25%) che è tornata all’utile grazie alla pubblicità su mobile. Chiusura in rosso per l’Europa, con il Dax che ha guidato i ribassi. Bene solo Madrid. Il sentiment sul mercato oggi sembra aver risentito dei dati non molto confortanti arrivati dagli ordini di beni durevoli in Usa. In realtà il mercato già in mattinata non aveva apprezzato le figure sull’Ifo. Gli scarsi volumi ci spingono a dedurre però che si sia trattato di un movimento di pochi operatori e comunque rimane del tutto fisiologico visti i livelli di Wall Street. Probabilmente in vista di una settimana densa di dati e appuntamenti rilevanti come quella che è alle porte, gli operatori preferiscono attendere piuttosto che rischiare di incorrere in perdite, visti anche i massimi storici su cui si trovano molti indici. Intanto in vista della Bce, oggi sul tema tassi è intervenuto il Fondo monetario internazionale che ha aperto a un taglio dei tassi e all’introduzione di nuove misure non convenzionali. Il miglioramento del quadro congiunturale dell’eurozona comunque non mette fretta alle decisioni di politica monetaria di Draghi, che potrebbe agire a nostro avviso solo dopo le elezioni tedesche di settembre.

Italia: Ftse Mib non supera test dei 16.460 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un frazionale calo dello 0,07% a 16.432 punti. L’indice italiano non è riuscito neanche oggi a superare la resistenza collocata 16.460 punti, livello testato 3 volte da inizio settimana. Contrastati i bancari, con Ubi che ha terminato a -1,5%, mentre Banca Popolare di Milano ha segnato un +2%, nonostante l’ispezione negativa della Banca d’Italia.

Valute: Eur/Usd potrebbe chiudere settimana sotto 1,33

Tra le valute, è stata una seduta a doppia velocità caratterizzata da un’iniziale forza del dollaro Usa a cui ha fatto seguito la debolezza nel pomeriggio. Il cambio EurUsd si è appoggiato sui minimi delle ultime due sedute a 1,3160, subito dopo il dato dell’Ifo di questa mattina per poi riposizionarsi sopra 1,32, sfruttando la debolezza del biglietto verde. Potremmo chiudere la settimana sotto 1,33 in vista della Bce, del Fomc e dei non farm payrolls della prossima ottava.

Macro: Usa, ordinativi aerei fanno volare ordini beni durevoli

Sul fronte macro, luci e ombre dietro al dato degli ordini di beni durevoli di giugno. Il dato è salito del 4,2% su base mensile a fronte di una contribuzione della componente trasporti pari al 12,8% m/m. Il dato che esclude i trasporti infatti è rimasto invariato rispetto a maggio contro un +0,6% atteso. Sebbene le figure siano sorprendenti, non è positivo che gli ordini ex trasporti siano rimasti fermi. Modesto rialzo delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, passate a 343 mila unità dalle 336 mila della settimana precedente.

Titoli di Stato: Bund in ipervenduto fa scendere spread

Sul fronte governativo, scende ai minimi dal 9 luglio scorso lo spread Btp-Bund raggiungendo quota 270 punti base. In realtà oggi il decennale italiano è stato interessato dalle vendite, ma il crollo del Bund ha permesso il restringimento del differenziale. Sono tre sedute che il decennale tedesco è colpito dalle vendite e questo movimento è spiegato dai buoni dati sui Pmi e sull’Ifo. Ricordiamo che domani andranno in asta Ctz a 2 anni fino a 3 mld euro, mentre lunedì sarà la volta dei Bot a 6 mesi fino a 8,5 mld. La decisione del Tesoro di cancellare l’asta dei titoli indicizzati prevista per domani, da un lato è dipesa dall’abbondante liquidità presente in cassa e dall’altra dalla mancanza di volumi in questo particolare periodo dell’anno. Probabilmente il Tesoro non vuole che ci sia una pressione sulla domanda dopo il calo delle precedenti emissioni.

Commodity: precipita ancora il petrolio

Tra le materie prime, riesce a recuperare le perdite della notte l’oro, riportandosi a quota 1.325 dollari/oncia. Il movimento rimane inquadrato come una reazione alla forte correzione di ieri. Forte calo per il petrolio, con il greggio texano che si è portato al ridosso dei 104 dollari/oncia, lontano dai top settimanali a 109 dollari.

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