Conto corrente: il bersaglio sempre più preferito dall’Agenzia delle Entrate

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Il caro conto corrente bancario è il più amato strumento di gestione dei risparmi accumulati in una vita di duro lavoro e sacrifici. Il conto corrente, insieme ai conti deposito ed ai libretti postali, è uno dei tre principali strumenti di gestione e di investimento del denaro.
Luogo prediletto per la “custodia” del risparmio, il conto corrente bancario e/o postale è, al contempo, anche uno strumento di risparmio assai deludente in quanto i saggi di interesse che vengono riconosciuti ai correntisti sono alquanto esigui, prossimi allo zero.
L’obiettivo del correntista è quello di azzerare gli oneri e avere in cambio dall’istituto di credito e dalla Posta un maggiore e migliore numero di servizi bancari possibili (come la carta di credito, bonifici e altre operazioni illimitate, etc) oltre quelli tradizionali come il bancomat.
I saggi di interesse maturati sul conto corrente sono spesso esigui perché la natura della giacenza è variabile, essendo il conto corrente soggetto a continue variazioni del saldo.
Nonostante la delusione dei correntisti nei confronti del conto corrente come strumento di accumulo dei risparmi, è anche il bersaglio sempre più prediletto dal Fisco.


Conto corrente bancario: sotto la “lente” dell’Agenzia delle Entrate

L’ultima Sentenza della Corte di Cassazione (Sentenza n. 19806 del 9 agosto 2017) estende anche ai liberi professionisti, come avvocati, ingegneri, medici e Dottori commercialisti, la presunzione di evasione fiscale in caso di versamenti non giustificati.
L’Agenzia delle Entrate, oltre a controllare i bonifici ricevuti da terzi soggetti, vigila anche sui versamenti effettuati direttamente dal libero professionista o da ogni altro cittadino.
Insomma, chi è titolare di un conto corrente dovrà sempre stare più attento ai versamenti sul proprio conto e dovrà sempre giustificare la provenienza dei vari versamenti.
Anche i liberi professionisti dovranno conservare qualsiasi documentazione utile che li mettano al riparo da un eventuale e possibile accertamento fiscale da parte del Fisco italiano, sempre più impegnato nella lotta contro l’evasione fiscale.
In pratica, basta una somma versata ma mai dichiarata nel 730 per far pensare ad un comportanto elusivo, o meglio di vera e propria evasione fiscale.
Il Fisco si fa più “furbo” ed attento ad ogni versamento che interessi il conto corrente bancario e/o postale del correntista-contribuente.
I contribuenti, d’altra parte, saranno sempre più costretti a dover giustificare ogni minimo movimento che si verifica sul conto corrente. Questo impatterà profondamente sugli adempimenti fiscali che già ostacolano ed aggravano la vita dei correntisti-risparmiatori e dei contribuenti italiani, compresi i liberi professionisti.

La “privacy fiscale” dei correntisti sarà violata?

Con le rafforzate possibilità da parte del Fisco italiano di controllare ogni minimo versamento e di richiedere al correntista la documentazione giustificativa del movimento contabile sul proprio conto corrente, tramonterà definitivamente l’era della tutela e del rispetto della Privacy fiscale di ogni soggetto titolare di conto corrente bancario e/o postale.
Sotto la grande “lente di ingradimento” dell’Agenzia delle Entrate finiranno tutte le forme e gli strumenti di gestione e di accumulo del risparmio: dai conti correnti ai titoli azionari, ai libretti postali fino ai buoni fruttiferi postali.
Nulla potrà più sfuggire al grande occhio vigile dell’Amministrazione tributaria italiana che, sarà sempre più attenta nel rilevare in maniera certosina qualsiasi gap tra quanto versato sul conto corrente e quanto speso, “smascherando” i veri e propri casi di evasione fiscale.
Un obiettivo piuttosto ambizioso questo che impatterà sul non rispetto della Privacy dei correntisti-risparmiatori. Altri dati sensibili che saranno oggetto di indagine fiscale da parte del Fisco riguarderanno il controvalore dei conti deposito di titoli e obbligazioni, oltre a quelli relativi alle cassette di sicurezza, operazioni di compravendita di oro e metalli preziosi, operazioni su contratti derivati e ogni informazione su certificati di deposito e sui buoni fruttiferi.

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Autore: Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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