Contratti di Borsa: contratto di riporto

| 0 commenti

Con la figura giuridica dei contratti di borsa si trasferiscono dagli alienanti agli acquirenti titoli di serie e “cose generiche”, la cui proprietà passa all’acquirente solo al momento della consegna.

I contratti di borsa che, spesso e volentieri, vengono maggiormente posti in essere possono essere suddivisi nelle fattispecie seguenti:

  • Contratti “per contanti” in cui i titoli ed il prezzo devono essere scambiati entro il terzo giorno di borsa aperta successivo alla stipulazione,
  • Contratti “a termine” in cui l’esecuzione è rinviata ad un momento successivo alla conclusione del contratto (ad esempio, la fine del ciclo borsistico, fissato dal calendario di borsa),
  • Contratti “a premio” in cui una delle parti, con il pagamento del premio, si assicura alcune particolari facoltà da esercitare alla scadenza, quali quella di poter recedere dal contratto, ovvero di modificarne il contenuto.


Contratti di Borsa e sul mercato mobiliare: il riporto

Il contratto di riporto è quello più diffuso sul mercato borsistico e su quello mobiliare con cui un soggetto (il riportato) trasferisce in proprietà di un altro contraente (riportatore) una data quantità di titoli di credito di una data specie verso il pagamento di un prezzo, ed il riportatore assume l’obbligo di trasferire al riportato, alla scadenza del termine convenuto, la proprietà di altrettanti titoli della stessa specie, verso il rimborso del prezzo, che può essere, peraltro, a seconda di quanto sancito dalle parti, maggiore di quello originario (riporto vero e proprio) o inferiore (il c.d. deporto) o uguale (c.d. riporto alla pari, art. 1548 Cod. civ.).

Contratto di riporto: funzioni

Nella prassi operativa e commerciale, il riporto può espletare le seguenti funzioni, qui di seguito ascrivibili:

  • con il riporto bancario si consente al possessore del titolo (riportato) di ottenere un finanziamento da una banca a condizioni migliori di quelle ottenibili normalmente sul mercato, alienando i titoli stessi: in tale prospettiva, l’alienazione dei titoli costituisce per il riportatore la garanzia per il finanziamento stesso e la maggiorazione di corrispettivo pattuita (c.d. riporto) costituisce la retribuzione del finanziamento concesso;
  • Il contratto può essere stipulato, nell’interesse del riportatore, il quale voglia esercitare il diritto di voto in un’assemblea inerente ai titoli oggetto del riporto (art. 1550, comma 2): in questi casi, la diminuzione di corrispettivo pattuita (c.d. deporto) costituisce la retribuzione per l’utilizzo dei titoli;
  • in borsa, il contratto di riporto viene ad assumere una funzione speculativa sulle variazioni delle quotazioni tra il momento dell’inizio del riporto e quello della sua estinzione: chi prevede un rialzo del prezzo dei titoli, ossia ha fiducia nell’andamento del mercato, contrae al riporto: chi, viceversa, prevede una flessione del mercato contrae al deporto. Ovviamente, il contratto è concluso tra due soggetti che hanno effettuato un’opposta valutazione circa l’andamento del mercato.  A differenza della vendita, il quale è un contratto consensuale, il riporto è un contratto reale: si perfeziona con la “traditio”, ovvero con la consegna dei titoli (art. 1549 cod. civ.).

 

Contratti di borsa: forma giuridica

Ai sensi dell’articolo 23 T.U si prevede che i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento effettuata dalle SIM (e quindi anche i contratti di borsa) devono essere redatti per iscritto ed un esemplare è consegnato ai clienti. In caso di inosservanza della forma prescritta, il contratto è nullo, anche se la nullità può essere fatta valere solo dal cliente.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Non perderti gli altri articoli:

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.