Crisi Air Berlin: Obbligazioni sempre più giù, serve una soluzione entro la fine di settembre

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Sempre più nera la crisi di Air Berlin e la Germania di Angela Merkel ha fretta nel porre definitivamente la parola FINE con una soluzione ben definitiva.
La decisione della Cancelliera è dettata dal fatto che il prestito “ponte” da 150 milioni di euro erogato a supporto delle attività industriali è sufficiente solo per il corrente mese di settembre e poi, perchè Angela vuole presentarsi alle elezioni in autunno con una soluzione ben definita e con i posti di lavoro “salvi”.
In fin dei conti il default di Ferragosto di Air Berlin si è sovrapposta alla procedura di liquidazione di Alitalia e questa competizione nella vendita di asset dovrebbe fare presagire che la compagnia italiana sarà alla fine ceduta “a pezzi”.
Intanto è spuntata Lufthansa, che “in teoria potrebbe essere interessata ad alcuni asset sia di Alitalia che Air Berlin, ma solo ad alcuni e per Air Berlin ha il rischio antitrust vista la posizione dominante su Germania e Austria”, ha spiegato Andrea Giuricin, CEO di TRA Consulting e professore di management dei trasporti alla Università Milano Bicocca, in un‘intervista rilasciata a Reuters.
Intanto, le obbligazioni della seconda maggiore compagnia aerea sono sempre più in fase di discesa e la situazione economica è piuttosto allarmante.


Default di Air Berlin: come si è giunti

Air Berlin è la seconda compagnia aerea in Germania e la settima in Europa in termini di passeggeri trasportati.
I principali Hub sono ubicati presso gli aeroporti di Berlino-Tegel e Düsseldorf, raggiunge oltre 171 destinazioni in 40 Paesi, ha fatto parte dell’alleanza di compagnie aeree Oneworld e ha fatto parte dell’Etihad Equity Alliance in quanto partecipata di Etihad Airways.
Nell’agosto 2012 la compagnia aerea ha terminato il secondo trimestre in rosso con perdite nette per 66,2 milioni di euro rispetto al buco di 43,9 milioni dell’esercizio fiscale precedente. Il fatturato e’ invece salito dell’1,7% a 1,13 miliardi. “L’obiettivo di ridurre la flotta ci coonsente di essere meno influenzati dalle fluttuazioni stagionali. Stiamo anche investendo nei voli a lungo raggio per aumentare ulteriormente i profitti e volare in utile, come previsto, il prossimo anno“, aveva spiegato ed annunciato il numero uno Hartmut Mehdorn.
Il 15 agosto 2017, Air Berlin è entrata in procedura di insolvenza dopo che il suo azionista chiave, Etihad Airways, ha chiuso i rubinetti dei finanziamenti dopo anni di perdite, lasciando sul mercato preziosi slot da accaparrarsi e, dopo le dimissioni dei consiglieri di bordo nominati da Etihad.
Il governo tedesco della Cancelliera Angela Maerkel ha concesso un prestito “ponte” da 150 milioni per la sopravvivenza di tre mesi.
Si tratta della stessa sorte di Alitalia, insolvente dal 2 maggio scorso, con l‘azionista Etihad che ha “chiuso i rubinetti” e il governo italiano che ha concesso un prestito ponte da 600 milioni per sei mesi.
Il mercato europeo del trasporto aereo si sta muovendo verso un sempre maggiore consolidamento con uno scenario costellato da meno attori ma sempre più grandi.
Non c’è posto per compagnie regionali, Alitalia, o senza un chiaro modello di business, come nel caso di Air Berlin”, ha commentato Andrea Giuricin, CEO di TRA Consulting e professore di management dei trasporti alla Università Milano Bicocca, in un’intervista rilasciata a Reuters.
Anche le tempistiche per la liquidazione delle due compagnie aeree tendono a sovrapporsi: per la nostra compagnia aerea le offerte vincolanti dovranno pervenire entro il 2 ottobre e la procedura di liquidazione dovrebbe concludersi definitivamente il 5 novembre. Per Air Berlin la liquidazione potrebbe chiudersi già entro la fine di settembre. La Cancelliera Angela Merkel vuole adottare una soluzione in maniera veloce e con posti di lavoro “salvi”.
Anche se la compagnia aerea tedesca valuterà le offerte dei pretendenti il prossimo 15 settembre, già diversi “pretendenti” sono interessati alle sorti di Air Berlin: tra queste Ryanair, anche se, dalle ultime indiscrezioni, avrebbe deciso di non presentare un’offerta di acquisto.
Come ha annunciato il CEO Michael O’Leary:è un gioco truccato. Non entriamo nel processo. L’accordo è già stato preso da tempo [..] si tratta di “un complotto alla luce del sole” tra la compagnia di bandiera Lufthansa, il governo tedesco e Air Berlin, in violazione di tutte le regole sulla concorrenza in Germania e in Europa.
Un interesse concreto per l’acquisizione totale di Air Berlin è stato “avanzato” dalla compagnia tedesca Condor, controllata dal gruppo Thomas Cook.
L’offerta di Condor permetterebbe di evitare di incorrere nella violazione delle leggi sulla concorrenza, nelle quali invece si rischierebbe nel caso in cui fosse Lufthansa ad acquisire interamente la compagnia.

Bond di Air Berlin sempre più giù

Sul fronte finanziario, le disponibilità liquide di Air Berlin sono ridotte e la società ha un “buco” da 1,2 miliardi di euro di debiti: ad oggi, ha presentato domanda di concordato in continuità aziendale in Tribunale.
I pagamenti restano sospesi e il corso dei titoli azionari ed obbligazionari è crollato: il default coinvolge più di 950 milioni di euro di obbligazionisti, oltre che migliaia di dipendenti.
I pretendenti di Air Berlin non sono interessati ai debiti della società e le opzioni sul tavolo sarebbero solo due: un accordo coi creditori per dare il via libera alla ristrutturazione aziendale o uno scorporo delle attività sane rispetto a quelle “malsane” o, come seconda alternativa, il recovery. Al momento la prima soluzione, cioè la vendita della compagnia, consentirebbe agli obbligazionisti di “raccimolare” qualcosa.

 

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Autore: Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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