Dal 4 luglio 2017: addio ai libretti al portatore

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Dal 4 luglio 2017 addio ai libretti al portatore: finirà per sempre l’epoca dei libretti di risparmio pagabili al portatore sia bancari che postali. Se fino a sette anni fa se ne contavano ben 26 milioni, ora per l’entrata in vigore della nuova normativa, Dl 90/2017 del 25 maggio 2017, che recepisce la direttiva UE 2015/849 sulla prevenzione al riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, si dovrà definitivamente dire addio.
Nonostante il successo e la diffusione di questo strumento di risparmio, a seguito del recepimento della direttiva comunitaria, si dovrà definitivamente abbandondare i libretti al portatore per rispondere ad esigenze di tracciabilità del denaro per sconfiggere la piaga del riciclaggio. 

Antiriciclaggio: pubblicato il Decreto attuativo della IV Direttiva europea

Il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo avvengono sovente a livello internazionale. Misure adottate esclusivamente a livello nazionale o anche dell’Unione, in assenza di coordinamento e di cooperazione internazionali, avrebbero effetti molto limitati.

Di conseguenza, le misure adottate in materia dall’Unione dovrebbero essere compatibili e altrettanto rigorose rispetto alle altre iniziative intraprese nelle sedi internazionali “- continua la stessa Direttiva comunitaria – “I pagamenti in contanti di importo elevato si espongono sensibilmente al pericolo del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Al fine di aumentare la vigilanza e mitigare i rischi associati a tali pagamenti in contanti, è opportuno che i soggetti che commerciano beni rientrino nell’ambito di applicazione della presente direttiva quando effettuano o accettano pagamenti in contanti di importo pari o superiore a 10 000 EUR. Gli Stati membri dovrebbero poter adottare soglie più basse, limitazioni supplementari di ordine generale all’uso del contante e ulteriori disposizioni più rigorose“.

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 25 maggio 2017 n. 90 con il quale l’Italia ha dato attuazione alla Direttiva (UE) 2015/849 (“IV Direttiva Antiriciclaggio”). La stessa ha lo scopo di sintetizzare le principali novità in materia di contrasto al riciclaggio rispetto allo schema di D.Lgs. approvato lo scorso 23 febbraio 2017 dal Governo.

Come messo in evidenza dall’Avvocato Galmarini Sabrina, il D.Lgs. 90/2017 prevede quanto segue:
1) fino al 31 marzo 2018 continuano a trovare applicazione le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza di settore ai sensi di norme abrogate o sostituite;
2) entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 90/2017 le autorità di vigilanza di settore adottano le disposizioni attuative dell’articolo 16, comma 2, del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni (“D.lgs. 231/2007”) volte alla individuazione dei i requisiti dimensionali e organizzativi in base ai quali i soggetti obbligati vigilati adottano specifici presidi, controlli e procedure per (a) la valutazione e gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (b) l’introduzione di una funzione antiriciclaggio, ivi comprese, se adeguate rispetto alle dimensioni e alla natura dell’attività, la nomina di un responsabile della funzione antiriciclaggio e la previsione di una funzione di revisione indipendente per la verifica delle politiche, dei controlli e delle procedure;
3) entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 90/2017 il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, deve emanare il decreto previsto dall’articolo 21, comma 5, del D.lgs. 231/2007 con il quale devono essere stabiliti: (a) i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust da comunicare al Registro delle imprese nonché le modalità e i termini entro cui effettuare la comunicazione; (b) le modalità attraverso cui le informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust sono rese tempestivamente accessibili alle autorità di cui al comma 2, lettera a); (c) le modalità di consultazione delle informazioni da parte dei soggetti obbligati e i relativi requisiti di accreditamento; (d) i termini, la competenza e le modalità di svolgimento del procedimento volto a valutare la sussistenza dell’interesse all’accesso in capo ai soggetti di cui al comma 2, lettera d), e a disporne l’eventuale diniego; (e) con specifico riferimento alle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche private diverse dalle imprese e su quella dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, le modalità di dialogo tra il Registro delle imprese e le basi di dati di cui è titolare l’Agenzia delle entrate relativi al codice fiscale ovvero, se assegnata, alla partita IVA del trust e agli atti istitutivi, dispositivi, modificativi o traslativi inerenti le predette persone giuridiche e i trust, rilevanti in quanto presupposti impositivi per l’applicazione di imposte dirette o indirette;
4) entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto 90/2017, ai fini dell’attuazione delle disposizioni contenute nel Titolo IV del D.lgs. 231/2007, i concessionari devono adottare gli adeguamenti tecnologici dei propri processi necessari a dare attuazione alle disposizioni contenute nel medesimo Titolo;
5) entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto 90/2017 il Ministro dell’economia e delle finanze deve adottare il decreto recante modalità tecniche per l’alimentazione e consultazione del registro di cui all’articolo 45 del D.lgs. 231/2007, e cioè del registro dei soggetti convenzionati ed agenti di prestatori di servizi di pagamento e istituti emittenti moneta elettronica;
6) entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto di cui al precedente comma 5, l’Organismo di cui all’articolo 128-undecies TUB (e cioè l’OAM) avvia la gestione del registro dei soggetti convenzionati ed agenti di prestatori di servizi di pagamento e istituti emittenti moneta elettronica di cui all’articolo 45 del D.lgs. 231/2007;
7) sono immediatamente abrogati gli allegati tecnici a norme contenute nel previgente D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, abrogate o sostituite per effetto del D.Lgs. 90/2017;
8) gli agenti in attività finanziaria qualora nella presta-zione di servizi di pagamento di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), n. 6, del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11, riscontrino in capo all’ordinante l’assenza del titolo di soggiorno richiesto dalle vigenti normative in materia, entro dodici ore dal compimento dell’operazione, ne danno notizia al Questore del luogo in cui l’operazione è stata compiuta, unitamente ai dati relativi all’identità dell’ordinante e dell’operazione eseguita;
9) le disposizioni relative ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria di cui all’articolo 3, comma 2, lettera v), del D.lgs. 231/2007 entrano in vigore all’avvio dell’operatività dell’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 36, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
10) i rinvii effettuati da disposizioni, contenute in qualsiasi atto o provvedimento normativo, a norme abrogate, sostituite o modificate per effetto del D.Lgs. 90/2017, si intendono effettuati, in quanto compatibili, alle norme introdotte ovvero sostituite per effetto della novella recata dal D.Lgs. 90/2017.

4 Luglio 2017: solo libretti nominativi

Dunque dal 4 luglio banche e uffici postali potranno proporre solo libretti nominativi. Una finestra che si chiuderà il 31 dicembre 2018 consentirà agli attuali possessori di far emergere il loro contenuto e vi sarà l’obbligo di controllo e identificazione per capire chi sia il titolare.

Inoltre, è sancito il divieto di conti e libretti di risparmio in forma anonima: “L’apertura in qualunque forma di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia è vietata“. E anche: “L’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia, aperti presso Stati esteri, è vietato“.

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