Donne e Arte del fare impresa agricola: tra vocazione territoriale, localismi, genuinità e competitività

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Imprese del sole” e imprese “rosa”, arte del fare, il ruolo della coltura, della cultura e culinaria: ecco le qualità intrinseche dell’Italia agricola, a forte vocazione imprenditoriale, tra localismi e voglia di fare, imporsi e ritagliarsi una “nicchia” locale e di specializzazione produttiva in uno dei settori più “affannati”, il comparto primario.

Una costellazione di piccole imprese “rosa” che sono vive e vegete nonostante le sfide della globalizzazione e della competitività: in un’economia caratterizzata dai grandi volumi, dal Fintech, dall’alta finanza e dai grandi capitali, c’è ancora quel tessuto imprenditoriale genuino, locale che accomuna e contraddistingue tante zone italiane a “forte vocazione” agricola e territoriale. 

Sono questi i temi presentati in occasione della quarta edizione di “La Terra e le sue Donne” che si è svolta la scorsa settimana all’interno della splendida fortezza Firmafede del borgo ligure di Sarzana. Un evento unico che è divenuto un appuntamento fisso, in grado di richiamare flussi di persone e di riflettere sulla rilevanza di fare impresa agricola oggi, in un contesto globale e competitivo.

Le donne da sempre sono le indiscusse protagoniste: caparbie, sensibili, determinative, creative e deboli dal punto di vista finanziario ma con tanta voglia di fare, sono queste le qualità che contraddistinguono da sempre l’impresa agricola “rosa”.

Interessanti gli interventi del Vicesindaco del Comune di Sarzana Elisabetta Ravecca, del Presidente CIA La Spezia Alessandro Ferrante, della Presidente Nazionale “Donne in Campo” Mara Longhin, della Presidente Regione Liguria “Donne in Campo” Barbara Fidanza.

Inoltre, durante il seminario e convegno “L’Arte del fare: coltura, cultura, culinaria”, tenutosi presso la Fortezza Firmafede di Sarzana sono intervenute come esempi di genuinità delle imprese “rosa” Michela Sabatini, imprenditrice dell’azienda agricola Bartolucci e Elisa Lavagnino, imprenditrice dell’azienda agricola I Paloffi – birrificio La Taverna del Vara.

L’Arte di fare impresa agricola: la Donna al “centro” dell’imprenditoria

La Terra e le sue Donne” 2017 da sempre costituisce un momento di confronto, realizzato da “Donne in Campo” di Cia Liguria a cui partecipano non solo imprenditrici agricole locali ma, anche le Istituzioni politiche ed amministrative regionali e locali.

Interessante l’intervento del Presidente CIA della Provincia di La Spezia Alessandro Ferrante che, durante il Convegno ha avuto l’occasione di riflettere come si possa fare ancora impresa agricola in un contesto globale e competitivo come quello attuale.

La Donna e la sensibilità femminile è l’indiscussa protagonista dell’imprenditoria che caratterizza tanti contesti locali dove l’unico settore a trainare l’economia territoriale rimane il comparto agricolo.

In un contesto in cui trovare lavoro è divenuto un mero miraggio, le donne dotate di intuito, hobbiste, determinate e sensibili, si cimentano nell’”Arte del fare” e danno vita a imprese agricole fortemente localizzate in contesti difficili ed impervi.

Il mondo agricolo è un settore che può dare ancora opportunità di lavoro nonostante le regole e gli adempimenti burocratici stringenti”, ha sottolineato lo stesso Presidente provinciale CIA Ferrante, “il comparto primario può creare indotto occupazionale, soprattutto giovanile […] vi è un continuo interesse da parte delle donne di rinvigorire il mondo rurale, di innovarlo e di sfruttare le potenzialità nel fare business”.

Il territorio è fondante, l’impresa agricola è viva e prospera e la donna ha un ruolo rilevante dal punto di vista imprenditoriale e sociale […] le donne necessitano di essere formate” sono queste le parole che la Presidente nazionale “Donne in Campo” Mara Longhinle donne sono dinamiche e sensibili, sono in grado di conciliare il lavoro e la famiglia, l’impresa nel mondo agricolo diventa il luogo di vita”.

Donne ed impresa agricola: i punti di forza e le difficoltà

Come messo già in evidenza, la sensibilità della donna gioca un ruolo primario e di grande valore aggiunto per il successo di fare impresa agricola in Italia, specie in aree locali difficili.

I punti di forza delle imprese agricole femminili sono ascrivibili ai seguenti:

  • intraprendenza,
  • accettazione delle continue sfide,
  • puntualità nell’onorare i debiti,
  • minori insoluti creditizi,
  • creatività,
  • passione e arte del fare,
  • sapersi organizzare,
  • sapere conciliare la vita imprenditoriale e quella familiare,
  • multifunzionalità
  • produzione di raccolto e prodotti agricoli,
  • erogazione di servizi “collaterali”,
  • dare occupazione a “fasce deboli” e disagiate,
  • valorizzazione del paesaggio e del territorio.

I punti di debolezza delle imprese agricole femminili sono ascrivibili ai seguenti:

  • difficoltà burocratiche e normative,
  • vocazione territoriale,
  • sottocapitalizzazione,
  • dimensione “minore” e nanismo,
  • carattere familiare,
  • difficoltà di accesso al credito,
  • sfide future (sicurezza alimentare, qualità a tavola, cambiamenti climatici, ridurre gli sprechi, fonti energetiche alternative, etc.).

Intervento di Elisa Lavagnino, imprenditrice agricola del “Birrificio La Taverna del Vara”

Interessante l’intervento di Elisa Lavagnino, imprenditrice agricola I Paloffi – Birrificio La Taverna del Vara, nata nel 2013 a Torza (SP) Il progetto, composito e complesso, vedeva in primis la creazione della base agricola per la nascita del birrificio la Taverna del Vara. 

Il nome dell’azienda agricola deriva dal nome della collina sovrastante l’azienda dove vengono raccolte mele e castagne. I principali prodotti dei Paloffi sono confetture, creme e sottolio confezionati con le primizie offerte dall’orto e frutteti.

L’azienda agricola recupera i terreni custoditi da anni dalla famiglia Cattaneo e Braconi, che a tempo perso, preservavano boschi e prati dai pericoli dell’abbandono. Ad oggi, molti dei terreni sono stati recuperati, nei prossimi anni si pensa al recupero del castagneto, trasformandolo in domestico.

Tra i prodotti commercializzati: birre, le gelatine di birra, miele, le confetture e le creme dei Paloffi.

 

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