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Dove investire nel 2018: quali investimenti scegliere?

Siamo quasi giunti alla fine del 2017 e, come ogni anno, ci si deve chiedere in quale direzione ci si dovrà muovere in materia di investimenti e quali saranno le novità che il 2018 ci riserverà.

Ogni trader ed ogni risparmiatore devono costantemente fare valutazioni adeguate sul proprio portafoglio investimenti, quest’anno 2017 ne abbiamo viste davvero tante, ma ci sono davvero nuove opportunità strategiche per il 2018 che ci stanno attendendo.

Chissà cosa ci riserverà il 2018, ma qualche interessante previsione la possiamo già fare: asset del calibro delle criptovalute o delle materie prime o delle pietre preziose stanno già registrando dei trends promettenti che continueranno per il prossimo recente futuro.

Vediamo in questa guida su cosa si dovrà investire maggiormente per ottenere dei rendimenti promettenti sul capitale investito.

Investire nel 2018: considerazioni sullo scenario

Primo punto fondamentale per una corretta pianificazione del portafoglio investimenti per l’anno 2018 è avere un quadro completo sullo scenario e sulla situazione finanziaria attuale.

Un valido suggerimento è quello di mettere in atto sempre un piano ed un’impostazione strategica che sia volta alla diversificazione del portafoglio, in modo tale da ottimizzare il rendimento/rischio.

Ciò ci permette non solo di compensare perdite e guadagni, ma anche di decidere con attenzione su quale tipo di investimento puntare rispetto ad un altro nel 2018.

I Tips da valutare sono ascrivibili ai seguenti:

  • valutazione del fattore tempo che abbiamo a disposizione;
  • risorse necessarie da dedicare all’investimento;
  • orizzonte temporale breve o di medio-lungo termine.

Le opportunità di investimento per l’anno 2018 che si seguito si suggeriscono di valutare derivano da varie analisi tecniche espletate da professionisti esperti in materia finanziaria; pertanto, dato che un investimento non è mai certo e sicuro, sono da considerarsi comunque progetti rischiosi che possono comportare una perdita di capitale.

Dove investire nel 2018: l’anno del “Dragone cinese”

Si sa che il trend di crescita del Gigante cinese è inarrestabile ed impetuoso: l’economia della Cina negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente e, per il futuro, si prevede che continuerà il suo trend “rialzista”.

In fin dei conti la storia economica e geopolitica ci insegna che Pechino è un regime comunista con un modello economico “pianificato” (tipico dei Paesi Sovietici e del continente asiatico).

Il Governo pianifica ad hoc in dettaglio ogni piano di spesa e di investimenti da porre in atto all’interno del sistema economico nazionale. Dalle ultimissime news in materia di politica economica, il Governo cinese ha dichiarato e ha annunciato per il 2018 di voler creare ben 50 milioni di nuovi posti di lavoro e di investire pesantemente sull’alta tecnologia.

Settori che devono essere considerati determinanti per coloro che stanno valutando la possibilità di investire sul mercato cinese. Basti pensare che secondo le stime di autorevoli esperti in materia di finanza pubblica, investendo nel comparto ICT, il Governo cinese mira a far crescere il proprio PIL del 6% annuo fino al 2020.

Ben si comprende che il potenziale di puntare sulla Cina come meta prediletta dei nostri investimenti può nascondere un potenziale davvero interessante, da non sottovalutare.

Investire nell’oro nero?

Anche per il 2018 si prevede che l’oro nero possa continuare il suo trend promettente dato che influenzerà l’andamento macroeconomico a livello mondiale.

Il prezzo del petrolio si è ripreso rispetto a quelle che erano le prospettive, visto e considerato anche che la sua quotazione ha toccato i minimi appena quattro anni fa.

Per chi vuole puntare sul greggio non può non tenere in considerazione l’accordo siglato a Vienna lo scorso 30 novembre fra dei Paesi OPEC e non per prorogare fino alla fine del 2018 i tagli dell’offerta.

A pochi giorni di distanza dalla conclusione dell’accordo, l’Arabia Saudita ha inoltre deciso di abbassare il prezzo sulla scia della crescente competizione con i produttori statunitensi.

Gli esperti di Goldman Sachs hanno incrementato la loro previsione sul prezzo del petrolio nel 2018, in seguito alla recente decisione di prolungare di tagli della produzione, da 58 a 62 dollari al barile per il Brent e da 55 a 57,50 dollari per il Wti.

Secondo gli analisti di Capital Economics la domanda di petrolio dovrebbe restare sostenuta durante il prossimo anno “ma l’offerta proveniente da altri Paesi esterni al gruppo, specialmente dagli Stati Uniti, potrebbe influire negativamente sugli sforzi dell’Opec“.

Al momento per tutti coloro che decidono di investire sul petrolio, possono iniziare a fare trading online sulle materie prime: basta affidarsi a Plus500, 24Option, eToro e a Markets.com per iniziare a negoziare sull’oro nero.

Anno 2018: Investire sulle Criptovalute?

Per il 2018 continuerà la “corsa” dei trader e degli investitori sul mercato delle valute digitali: si prevede che il forte dinamismo del trend delle criptovalute continui per tutto l’anno 2018 e per il futuro.

Rimane da scommettere se il Bitcoin rimarrà ancora la criptovaluta digitale per eccellenza o sarà surrogata dalla sua principale rivale Ethereum o, addirittura, se il Litecoin possa accrescere ancora di più il suo appeal fino a conquistare il titolo di “Prima valuta digitale” per eccellenza.

Il prezzo di Ethereum oggi è pari a circa 744 dollari dopo una galoppata vincente che ha permesso alla quotazione della criptovaluta di accrescere notevolmente il suo valore: si pensi che in 12 mesi la sua performance ha registrato +9140,36%.

Alla luce delle performance dell’intero settore delle monete virtuali, ci si chiede cosa bisognerà aspettarsi per il prossimo anno ormai alle porte? Sicuramente, è condivisibile quanto messo in evidenza da Peter Smith, CEO di Blockchain: “Questo sarà l’anno in cui osserveremo banche centrali che mantengono in portafogli criptovalute come parte dei loro bilanci.

L’AD è convinto che gli istituti bancari si getteranno su Bitcoin ed Ethereum per la creazione delle proprie riserve in sostituzione dell’oro e delle valute estere.

Ciò consentirà di fare fronte agli shock che potrebbero compromettere i mercati? Staremo a vedere. Del resto nel mondo finanziario non si può non rischiare, fa parte del gioco dell’economia capitalista.

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About Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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