Ennio Doris: puntare sui PIR per l’Italia, quali sono i vantaggi?

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Una valida strategia è quella di puntare sui PIR: è quanto sostiene Ennio Doris, Presidente di Banca Mediolanum. Ecco cosa avrebbe dichiarato lo stesso Doris in un’intervista rilasciata al programma “Faccia a Faccia” in onda su canale La7.

Cosa sono i Piani Individuali Risparmio? Quali i vantaggi? Sono davvero utili per la crescita economica dell’Italia? Scopriamolo in questa guida.

Ennio Doris: “noi dobbiamo puntare sui PIR

Era gennaio di quest’anno, ho radunato la direzione dell’azienda e ho detto: cancellate tutti i budget del 2017, noi dobbiamo puntare sui Pir perchè è troppo importante per il Paese“, dice il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, intervistato da Giovanni Minoli a ‘Faccia a Faccia’ su La7. “Grazie a questo strumento – afferma Doris – “noi cancelleremo uno dei grandi inconvenienti dell’economia di questo Paese: bancocentrica, dove qualsiasi bisogno di danaro la banca può revocarlo con conseguenze catastrofiche. In questo modo le aziende hanno la possibilità di finanziare i loro investimenti con aumenti di capitale, con prestiti a 10 o a 5 anni, insomma è una situazione diversa“. 

E “non c’è nessun pericolo perchè è diversificato in migliaia di titoli“. Quanto alle esperienze di altri Paesi, “in Inghilterra, il mercato è arrivato a 500 miliardi di sterline, hanno quotato negli ultimi 20 anni, 3700 aziende” .

I rischi? “Sono tutti investimenti liquidi, tutti quotati. Si può guadagnare o perdere ma la liquidità è garantita. Nel tempo sarà uno degli investimenti che premieranno di più gli investitori“. Se i governi decidessero di togliere i benefici fiscali dei Pir “sarebbe una follia e credo che nessun governo lo farebbe“.

PIR: che cosa sono?

I PIR o Piani Individuali Risparmio sono strumenti di gestione del risparmio dedicati ai piccoli investitori che vogliono canalizzare ed investire tutte le risorse economiche verso il sostegno delle piccole e medie imprese italiane.

Si tratta di uno strumento di investimento di medio e lungo periodo che aiutano a supportare la struttura ed il tessuto imprenditoriale di un Paese contribuendo ad accrescere la competitività del Sistema-Paese.

I PIR sono strumenti di gestione del risparmio e di investimento riservati alle persone fisiche risparmiatrici che hanno accumulato un capitale da investire. Non possono essere sottoscritti da persone giuridiche e da società, i PIR sono proposti da SGR, ma anche da Compagnie assicurative.

PIR: obiettivi e vantaggi

I PIR sono dei veri e propri contenitori fiscali all’interno dei quali i risparmiatori possono collocare asset (come azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni) al fine ultimo di poter diversificare ed ottimizzare il profilo di rendimento/rischiosità del progetto di investimento. 

L’obiettivo dei Piani Individuali Risparmio è quello di indirizzare e canalizzare i risparmi delle famiglie verso l’economia reale italiana, offrendo un’importante agevolazione fiscale per tutti i soggetti che decidono di investirvi.

In buona sostanza, l’investitore otterrà un abbattimento di tutto il carico fiscale, con conseguente azzeramento dell’aliquota d’imposta sulle plusvalenze che ammonta al 12,5% per i titoli di Stato e al 26% per le azioni e altre obbligazioni.

Per godere del risparmio fiscale la normativa tributaria prevede che il periodo minimo per mantenere i PIR sia di 5 anni e debba decorrere a partire da ogni versamento fatto durante la vita dello strumento di gestione del risparmio.

PIR: come investire?

Per investire sui PIR occorre considerare il “vincolo di diversificazione“, il quale prevede che il 70% di quanto investito debba essere destinato a strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee, purché abbiano una stabile organizzazione in Italia.

Inoltre, di questo 70% almeno il 30% dovrebbe essere investito in titoli non presenti del FTSE MIB di Borsa Italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

Il restante 30% può essere destinato ad altri strumenti finanziari: conti correnti o conti deposito. Altro vincolo da tenere in debita considerazione riguarda la possibilità di investire fino a un massimo di 30.000 euro annui e non oltre il tetto massimo di 150.000 euro per tutta la durata dell’investimento.

Dinanzi ai vantaggi occorre considerare che esistono rischi intrinseci come la variabilità del rendimento dell’asset dato che non essendo garantito, subisce delle variazioni nel tempo che dipendono dall’andamento dei mercati finanziari.

Da valutare anche i costi applicati dalle società di intermediazione SGR che offrono la possibilità di sottoscrivere ed investire capitali risparmiati in PIR.

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Autore: Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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