Exchange Traded Fund (ETF): pillole di Tecnica di Borsa

| 0 commenti

Sono uno strumento finanziario quotato nel mercato finanziario MTF del mercato Borsa da luglio 2002, è un particolare fondo di investimento aperto o Sicav di tipo indicizzato che si limita a riprodurre pedissequamente l’indice di Borsa a cui è collegato (ad es. S&P Mib, Nasdaq, Dow Jones).

Si ha una gestione passiva che porta a replicare perfettamente il Benchmark di riferimento rappresentato appunto da un indice di Borsa. Non comporta particolare impegno da parte del gestore del fondo né una grande rotazione degli investimenti, comporta il pagamento di commissioni di gestione ridotte rispetto agli altri fondi comuni e nessuna commissione di performance, né di entrata o di uscita.

ETF: negoziazione dei valori mobiliari

E’ negoziato in Borsa come ogni altro titolo azionario in negoziazione continua e quindi si ha una valorizzazione del valore della quota immediato. Maggiore trasparenza e flessibilità dell’investimento.

Come ogni altro titolo quotato, gli ETF si prestano per:

  • Vendite allo scoperto (scommesse al ribasso sull’indice);
  • Trading che può essere anche giornaliero;
  • Investimento di lungo periodo con lo scopo di contenere i costi di gestione.

Il rischio di arbitraggi tra l’acquisto dei titoli sottostanti all’indice di riferimento e l’acquisto dell’E.T.F. stesso è molto ridotto data la liquidità di tutti gli strumenti coinvolti.

Per ogni E.T.F. è previsto comunque almeno uno specialista a supporto della liquidità del titolo, con l’obbligo di esporre continuamente prezzi di vendita e di acquisto. Per ogni strumento Borsa Italia stabilisce lo spread massimo e la quantità minima della quotazione. La liquidazione dei contratti avviene come per le azioni dopo tre giorni dalla transazione.

ETF: caratteristiche peculiari

L’ETF consente di:

  • Prendere posizione in tempo reale sul mercato target con una sola operazione di acquisto: acquistando un ETF è possibile investire su di un intero indice di mercato (ad esempio FTSE MIB, DAX, Nasdaq100, S&P500) in tempo reale ad un prezzo che riflette perfettamente il valore del fondo in quel preciso momento;
  • Realizzare l’identica performance dell’indice benchmark: l’ETF consente di ottenere un rendimento pari a quello del benchmark di riferimento in virtù di una “gestione totalmente passiva”, ad esempio, replicando al suo interno esattamente la composizione ed i pesi dell’indice al quale si riferisce. Va considerato però che qualora la valuta di riferimento dell’indice sia differente da quella di negoziazione (che è sempre l’euro), il rendimento dell’ETF potrà divergere da quello del benchmark per effetto della svalutazione/rivalutazione di tale valuta nei confronti dell’euro.
  • Avere un prezzo di mercato costantemente allineato al NAV: grazie al particolare meccanismo di funzionamento sul mercato primario detto creation/redemption in kind, che permette ai partecipanti autorizzati di creare e rimborsare le quote scambiando gli ETF con tutti i titoli componenti l’indice di riferimento, e viceversa, il prezzo in Borsa è costantemente allineato al valore ufficiale dell’ETF, il Net Asset Value (NAV): di conseguenza il rischio di acquistare un ETF a premio o di venderlo a sconto è ridotto, tuttavia questo rischio non può essere a priori escluso.
  • Ottenere un’ampia diversificazione: investire in un ETF significa prendere facilmente posizione su un intero indice di mercato, che facendo riferimento ad un paniere ampio di titoli, diversifica e diminuisce il rischio dell’investimento.
  • Ridurre il costo del proprio portafoglio: gli ETF presentano una commissione totale annua (TER) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” è a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le commissioni applicate dalla propria banca o dal proprio broker per l’acquisto e la vendita sul mercato.
  • Beneficiare di proventi periodici: i dividendi o gli interessi che l’ETF incassa a fronte delle azioni detenute nel proprio patrimonio (nonché i proventi del loro reinvestimento) possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell’ETF stesso. In entrambi i casi il beneficiario è solo l’investitore.
  • Abbattere il rischio emittente: gli ETF quotati su ETFplus sono, a seconda dello strumento, Fondi Comuni di Investimento oppure Sicav (OICR). Come noto gli OICR hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società che ne curano le attività di costituzione, gestione, amministrazione e marketing. Gli ETF non sono esposti al rischio di insolvenza neppure in caso di fallimento delle società appena menzionate.

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Non perderti gli altri articoli:

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.