Il processo di securitisation: vantaggi e benefici per il sistema bancario

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Negli ultimi anni le transazioni sui mercati mobiliari hanno registrato elevati saggi di sviluppo con conseguente espansione della securitisation intesa come reperimento di risorse finanziarie con ricorso diretto al mercato e connessa crescita dei valori mobiliari rispetto al complesso delle attività finanziarie detenute dal sistema economico.

Sono soprattutto le aziende di dimensioni maggiori che soddisfano le esigenze di finanziamento con l’emissione dei titoli di debito, anziché con la richiesta di prestiti al settore bancario; viceversa, per le imprese di ridotte dimensioni (affette da “nanismo”) che costituiscono per la nostra Penisola italiana la maggior parte del nostro tessuto produttivo, il legame con il sistema creditizio è ancora assai forte.

Disintermediazione bancaria e processo di securitisation

Le banche con il processo di disintermediazione dal lato dell’attivo innescato dalla securitisation, hanno ampliato la propria operatività su fronti non riconducibili al business tradizionale: si pensi alla prestazione di garanzie, ai servizi di riscossione dei flussi associati ai titoli, alla sottoscrizione ed al collocamento di questi ultimi, alla consulenza circa i benefici che possono derivare dal ricorso al mercato, con indicazione dei tempi e delle modalità per un’eventuale quotazione.

Definizione di securitisation

In un’accezione più ristretta del termine, la securitisation si riferisce alla titolarizzazione o cartolarizzazione di attività preesistenti, ossia alla conversione di attività finanziarie non negoziabili in securities (dette ABS, Asset Backed Securities).

Nella gestione bancaria la securitisation riguarda più propriamente la trasformazione di pacchetti di attività finanziarie non negoziabili, i prestiti, in titoli scambiati sul mercato di capitali. Si tratta di una tecnica mediante la quale i flussi di cassa derivanti dagli impieghi creditizi (mutui ipotecari, crediti al consumo, crediti derivanti da operazioni di leasing e factoring) vengono selezionati e destinati al rimborso dei titoli emessi a fronte dei crediti.

Securitisation: modalità di funzionamento

Un’operazione di securitisation si compone di diverse fasi: inizialmente si ha la selezione da parte di un intermediario (originator) di un portafoglio di crediti con caratteristiche omogenee di scadenza, piani di rimborso e struttura di tassi di interesse, segue la cessione dei crediti, di norma con la clausola pro-soluto, ad un soggetto esterno (special purpose vehicle-SPV), la cui attività è limitata all’acquisto del pool di crediti finanziato mediante l’emissione delle ABS.

Il rischio assunto dall’investitore finale dipende dalla capacità del portafoglio crediti di generare redditi nella misura e nei tempi necessari al rimborso del capitale e degli interessi. Il flusso originario dal pagamento del capitale e degli interessi da parte dei debitori principali è destinato al rimborso delle ABS.

La cartolarizzazione può assumere strutture diverse ma la più diffusa è quella denominata passthrough. Essa si sostanzia quando il trasferimento dei crediti avviene tramite il deposito in un fiduciario che provvede alla gestione degli stessi; in tale caso, i pagamenti a favore degli investitori, che divengono titolari dei diritti di proprietà sui crediti, sono collegati ai flussi corrisposti dai debitori originari.

Effetti e benefici derivanti dalla securitisation

I principali effetti della securitisation sull’attività bancaria concernono la gestione dei flussi finanziari: la cessione dei crediti costituisce una forma di approvvigionamento di risorse; inoltre, eliminando le poste del bilancio bancario dotate di minore negoziabilità e sostituendole con impieghi facilmente smobilizzabili, la securitisation permette alle banche di aumentare il grado di liquidità dell’attivo.

Con l’impiego delle risorse ottenute in attività a maggior rendimento rispetto ai crediti ceduti sono possibili incrementi della redditività della banca; si favorisce, inoltre una più spinta diversificazione del portafoglio in termini di clientela servita e di settori finanziati. Con la cartolarizzazione, le banche migliorano anche la capacità di gestione del rischio di tasso di interesse, potendo modificare il gap esistente tra le poste di bilancio sensibili.

Benefici si possono realizzare per il computo dei requisiti patrimoniali: al verificarsi di certe condizioni, la banca cedente può escludere dal calcolo di questi le attività cartolarizzate e le perdite attese. Interessanti sono i benefici della securitisation in termini di gestione economico-finanziaria degli istituti di credito: prova ne è il forte sviluppo che essa ha avuto negli ambienti finanziari più evoluti, soprattutto nel mondo anglosassone.

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