Investire all’estero: il gelato vale una fortuna, non lo sapevate?

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Se avete una disponibilità monetaria e del capitale risparmiato potete pensare di investirlo all’estero aprendo una gelateria. Se non ci avevate ancora pensato, questa è un’occasione davvero valida per voi, assolutamente da sperimentare e potenzialmente interessante per avere un ritorno economico dall’investimento (ROI).
Se desiderate davvero partire per una nuova esperienza all’estero e investire i vostri soldi che avete risparmiato, potete farlo avviando una gelateria; si tratta di un’attività di business rilevante e assolutamente promettente. 

Il gelato artigianale all’estero è divenuto una sorta di “tesoretto“, specie per chi ha esperienza nel campo della produzione e commercializzazione del gelato.
Perchè questo? Possiamo già anticipare che i costi di gestione e gli oneri fiscali che gravano sugli imprenditori all’estero non sono comparabili con quelli italiani (e questa non è una novità!) e, infine, ad incentivare un potenziale risparmiatore ad investire nel gelato è la crescente domanda del consumo di gelato artigianale, soprattutto, da parte dei consumatori dei paesi esteri che prediligono sempre di più il gelato artigianale “Made in Italy”.

Investire all’estero: aprire una gelateria

Se amate il gelato e avete a disposizione un piccolo capitale risparmiato, non lasciatevi sfuggire questa interessantissima opportunità di business: aprire una gelateria in un paese tropicale o, perchè no, anche in un paese del Nord Europa o, per i più avventurieri, perchè non aprire una gelateria in Australia o negli USA?
Insomma, il modo di fare business e di ottenere interessanti rendimenti dal progetto di investimento è veramente un’occasione propizia ed unica.
Il gelato artigianale è divenuto negli ultimi tempi un vero e proprio “bene di lusso” su cui investire. Non è uno scherzo! Pensateci attentamente, il gelato è gradito a tutti, mette d’accordo il palato di grandi e piccini, la domanda non morirà mai, la crisi non “toccherà” mai le papille gustative dei più golosi, non è ipercalorico (specie se si consuma il gelato alla frutta) e viene considerato come un sostituto del pasto.
Insomma, evitate franchising ed esportate il vostro progetto di fare impresa in un paese dove il regime fiscale è conveniente (non di certo in Italia, Turchia, Spagna e Francia), dove beneficiare delle agevolazioni fiscali e dove il livello di consumo pro-capite di gelato artiginale è elevato.
Scelto il paese di destinazione, ponetevi la seguente domanda: dove localizzare l’apertura del laboratorio e il punto vendita? Ovviamente, in una zona di grande passaggio, vicino ad esercizi commerciali che possano fungere da “negozi-locomotiva” come ristoranti, bar, pizzerie, pub, alberghi, etc. in grado di attirare la costante attenzione da parte dei consumatori.
Ovviamente, per poter preparare un budget e comprendere quali siano gli investimenti iniziali e i costi/ricavi di gestione è necessario definire con attenzione la formula imprenditoriale e il modello di business che si vuole adottare.
E’ sempre bene definire:

  • la gamma e quantità di prodotti da offrire;
  • il posizionamento, l’immagine e la comunicazione;
  • la qualità, i costi e i prezzi dei prodotti;
  • il locale, la sua dimensione, i posti a sedere;
  • la posizione del locale;
  • le macchine e attrezzature necessarie;
  • il personale adatto a gestire la nuova iniziativa.

Dal mix di queste scelte e decisioni dipenderà il successo dell’iniziativa e del progetto imprenditoriale.
Nel pianificare e nello sviluppare il piano degli investimenti occorre tenere in considerazione:

  • gli investimenti immateriali quali avviamento, spese notarili e commercialista per la costituzione dell’attività, deposito del marchio, allacciamento/subentro delle utenze, campagna promozionale di avvio, consulenze iniziali di marketing, ecc.;
  • gli investimenti materiali quali immobili, macchinari, attrezzature, arredi, attrezzature informatiche, ecc.

Domanda di gelato: le statistiche

Secondo quanto messo in evidenza dalle statistiche, la popolazione mondiale è ghiottissima di gelato: solo in Italia i consumatori sono oltre 33 milioni, con un fatturato di 4 bilioni di euro all’anno e 600 mila tonnellate di prodotto venduto e 1.479.001.944 di porzioni.
I 5 principali consumatori di gelato al mondo sono: USA, Nuova Zelanda, Danimarca, Australia, Belgio-Lussemburgo; il consumo mondiale è incrementato del 21% negli ultimi 5 anni e nuovi potenziali mercati sono in continua espansione: Asia, Africa e America Latina.
I consumi di gelato risultano in costante crescita: accanto ai gusti tradizionali, sono richiestissimi quelli legati più al “mondo esotico”. Oltre ai tradizionali cioccolato, crema, panna e pistacchio, avanzano molto il lime, lo zenzero, la menta e il cocco, oltre al ginger.
La classifica del consumo mondiale di gelato pro-capite (in litri) è la seguente:
Nuova Zelanda 22-23
Stati Uniti 24
Australia 18
Finlandia 14
Irlanda 13
Svezia 11.9
Canada 8.7
Italia 9.2
Danimarca 8.7
Regno Unito 8
Cile 5.6
Spagna 5
Malesia 2
Cina 1.9
Giappone 0.01

Gelato artigianale: prezzo in incremento, ma non per molto!

Secondo la rivista Financial Times, l’incremento del prezzo della vaniglia è dovuto al ciclone Enawo che ha colpito irruentemente le piantagioni dell’isola africana, cagionando una carenza della vaniglia. Di qui, gli effetti negativi sui prezzi del gelato artigianale ma, i prezzi si sono innalzati anche su tanti altri prodotti che hanno come ingrediente la vaniglia e, non solo sul gelato! Si tratta, secondo gli esperti del settore, di un incremento destinato a non durare per molto.

 

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