Investire in Australia: i migliori investimenti da valutare per chi ama l’economia dei “canguri”

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Il fascino dell’Oceania e della sia grande isola Australia da sempre attrae l’immaginario e i capitali europei ed americani che “fuggono” alla ricerca di maggiori e più promettenti progetti di investimento ad alto potenziale di profitto.
Soprrattutto, in un’economia come quella del Vecchio Continente in cui sta attraversando una fase di recessione di labilissima crescita, gli investitori-risparmiatori vanno alla corsa dei beni cosiddetti “rifugio”, in grado di conservare il loro valore anche nel caso di congiunture economiche negative. In questa guida cerchiamo di capire su cosa si potrebbe investire in Australia.


Investire in Australia: mercato immobiliare

Per chi ha accumulato risorse economiche e ha da parte un capitale utile per fare un investimento, oltre ad essere attratto dal continente australiano, può optare per la valutazione dli investimenti immobiliari che da sempre, sebbene la crisi mondiale, rimangono l’investimento più prediletto dalla maggior parte dei risparmiatori.
Il “caro mattone” è la scelta vincente anche in paesi come l’Italia dove la tassazione sul patrimonio immobiliare e mobiliare sta aumentando sempre di più, di anno in anno.
Fortunatamente, nel mondo del mercato immobiliare estero, come quello australiano, è possibile garantire ed assicurare un buon ROI sul capitale.
L’Australia non è un continente così lontano, come si potrebbe pensare ma, è una “miniera” preziosa da cui ricavare una straordinaria opportunità di guadagno.
Ne sono una validissima testimonianza tutti gli impieghi di capitale italiani che “fuggono” dalla nostra penisola alla volta dell’ Australia. Le principali ragioni che spingono gli italiani e tutto il popolo occidentale a preferire il continente australiano sono da individuarsi nei tre principali fattori che caratterizzano da sempre il settore real estate australiano:
1) trend positivo di crescita,
2) la politica governativa,
3) la scarsa presenza di capitali stranieri.

Australia: i fattori “attrattivi” dell’economia e politica oceanica

L’Australia è un paese molto “dinamico” con una popolazione piuttosto giovane e concentrata nelle poche grandi Metropoli del continente. Queste caratteristiche socio-demografiche determinano la nascita e la crescita “a fungo” di nuove aree urbanizzate e alimentano, in un loop di tipo circolare” un mercato immobiliare promettente che attrae sempre di più capitali da investire e da ottenere un valido rendimento.
Il mercato degli immobili in Australia è tutt’altro che statico ed asfittico come quello italiano: vivacità, costante espansione ottima remunerazione dei capitali investiti sono i fattori critici di successo.
Per quanto concerne le scelte di politica economica, il governo dell’Australia con le proprie policy favorisce ed incentiva il mercato real estate tramite una riduzione delle imposte e la concessione di agevolazioni per gli operatori del settore.
In tale quadro, il mercato immobiliare è stato quello maggiormente favorito dagli interventi statali australiani che perdurano ancora oggi.
Una domanda che può sorgere: il mercato immobiliare potrebbe saturarsi in un recente futuro? La risposta è no in quanto il vitalismo è assai sostenuto dalle ottime policy del Governo e dalla domanda interna ma, soprattutto, da quella estera.

Economia australiana: che ruolo hanno le materie prime?

Negli ultimi anni l’economia australiana ha fronteggiato la crisi globale con una costante crescita, ha saputo reagire in maniera positiva, la produzione nell’economia domestica ha contrastato il calo a livello planetario.
Le riforme che la Policy australiana ha messo in atto sono state uno dei principali fattori chiave di successo e di forza economica per il continente.
Che dire le materie prime per l’Oceania e, soprattuto, per il continente australiano rimangono assolutamente una “miniera preziosa” su cui investire e scommetere per il recente futuro.
Non solo preziosi ma, anche, soft commodities quali i capi da bestiame: bovini, ovini, polli, conogli, galline e caprini.
L’itticoltura è assolutamente apprezzata e preservata: balene, oloturie, crostacei, tonni, sogliole, squali e molti altri animali marini sono beni “preziosi”.
Le materie prime dell’agricoltura quali riso, mais, mele, noci di cocco, canna da zucchero, frumento, viti, banane e granoturco rimangono gli assets principali su cui fare trading.
A fare da “volano” alle soft ci sono le hard commodities quali ferro, diamanti, oro, argento, fosfati, petrolio, magnesio, gas naturali e molte altre materie prime che rendono l’Australia una vera “miniera a cielo aperto”.
L’Australia dispone di molti oleodotti e gasdotti per trasportare il petrolio e i gas naturali alle principali Metropoli e le industrie principali sono quelle meccaniche (automobili, macchine agricole, aerei, navi), chimiche, tessili ed alimentari. Molto sviluppato e in fase di piena espansione è il settore terziario (banche, commercio, comunicazione, turismo).

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Autore: Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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