Investire in titoli azionari? Ecco cosa c’è da sapere: le azioni di risparmio

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Investire in titoli azionari?

Ma cosa sono le azioni?

Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella società per azione, si tratta di quote di partecipazione sociale, omogenee e standardizzate liberamente trasferibili e, di regola, rappresentate da documenti (i titoli azionari) che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito.

Diventare investitore: sottoscrivere azioni delle SpA

Nelle società per azioni, infatti, il capitale sociale sottoscritto è diviso in un numero predeterminato di parti di identico ammontare (criterio astratto-matematico), ciascuna delle quali costituisce un’azione ed attribuisce identici diritti nella società e verso la società.

La singola azione rappresenta nel contempo, l’unità minima di partecipazione al capitale sociale e l’unità di misura dei diritti sociali. E’ perciò indivisibile: se più soggetti diventano titolari di un’unica azione devono nominare un rappresentante comune per l’esercizio dei diritti verso la società (articolo 2347 codice civile).

La tecnica di divisione del capitale in parti comporta che, in relazione all’ammontare del capitale sottoscritto, ciascun socio diventi titolare non già di un’unica ed unitaria quota di partecipazione, bensì di tante quote di partecipazione quante sono le azioni sottoscritte.

Ciascuna azione costituisce una partecipazione tendenzialmente distinta ed autonoma rispetto alle altre possedute dallo stesso soggetto. Uguaglianza di valore e di diritti, indivisibilità, autonomia e circolazione in forma cartolare sono, quindi, i caratteri tipizzanti delle azioni.

Valore azioni: valore nominale

In finanza con valore nominale è indicato il valore “teorico” (o “cartaceo”) del medesimo bene, titolo o valuta, in contrapposizione al valore reale (o “di mercato”) che tiene conto dell’influenza della domanda e dell’offerta del bene sul suo valore e, se applicabili, degli aspetti monetari (svalutazione, inflazione e tasso di cambio).

Nel caso delle azioni il valore nominale è il valore della quota del capitale sociale rappresentato da ogni singola azione, mentre assai diversi possono essere i prezzi, o i valori reali della stessa.

In particolare, si distinguono:

  • Prezzo di emissione: si tratta del costo reale che viene sopportato dall’investitore che intenda acquistare un certo numero di azioni di una nuova società o di nuova emissione da parte di una società esistente;
  • Valore di mercato: concetto applicato prevalentemente alle società quotate presso la Borsa valori, per le quali corrisponde alla quotazione rilevata a listino all’atto della compravendita del titolo o al momento stabilito dal compratore e dal venditore;
  • Book value: si tratta del valore di una partecipazione che viene iscritto all’attivo nel bilancio della società che la possiede; esso non corrisponde solitamente al valore nominale, bensì al valore di mercato al quale la partecipazione stessa è stata acquisita, eventualmente modificato da rivalutazioni o svalutazioni effettuate successivamente in considerazione dell’andamento positivo o negativo della partecipata.

Azioni di risparmio: incentivare l’investimento

Tra le varie categorie speciali di azioni espressamente regolate, meritano attenzione le azioni di risparmio, la cui finalità è quella di incentivare l’investimento in azioni, offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro specifici interessi.

Titoli che tengano conto del disinteresse degli stessi per l’esercizio dei diritti amministrativi e del preminente rilevo attribuito invece al contenuto patrimoniale ed alla redditività dei titoli azionari.

Le azioni di risparmio sono state introdotte dalla Legge 216/1974, con esse è derivata la distinzione tra azionisti imprenditori ed azionisti risparmiatori. Le azioni di risparmio sono del tutto prive del diritto di voto: esse si differenziano da quelle senza diritto di voto, emesse dalle società non quotate (dopo la riforma del 2003) per il fatto che devono essere necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale.

Inoltre, a differenza delle altre azioni, possono essere emesse al portatore: assicurano l’anonimato e ciò costituisce un forte incentivo alla loro sottoscrizione, anche perché, può essere previsto il diritto di conversione in zioni ordinarie dopo un certo lasso di tempo.

Le azioni di risparmio possono essere emesse solo da società le cui azioni ordinarie sono quotate in mercati regolamentati italiani o in altri paesi dell’Unione europea, sia in sede di aumento di capitale sociale, sia in sede di conversione di azioni già emesse, richiedendosi una delibera dell’assemblea straordinaria solo per attribuire ai soci il diritto di conversione.

Azioni di risparmio: dividendi all’investitore

Le azioni di risparmio non convertibili, che possono essere al portatore, attribuiscono il diritto di intervento e di voto nell’Assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio.

Alle azioni di risparmio compete un dividendo privilegiato secondo la seguente ripartizione dell’utile netto risultante dal bilancio, dedotte la quota da destinare a riserva legale e la quota non disponibile in ossequio a norme di legge: alle azioni di risparmio non convertibili un dividendo fino alla concorrenza del 5% del valore nominale dell’azione; qualora in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio non convertibili un dividendo inferiore al 5% del valore nominale la differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato nei due esercizi successivi; gli utili che residuano, e dei quali l’Assemblea deliberi la distribuzione, sono ripartiti fra tutte le azioni in modo che alle azioni di risparmio non convertibili spetti un dividendo complessivo maggiorato, rispetto a quello delle azioni ordinarie, in misura pari al 2% del valore nominale dell’azione.

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