Isolamento diplomatico e commerciale Qatar: che succederà al prezzo del greggio?

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Paura, crisi geopolitica e chiusura commerciale: si tratta di un vero e proprio isolamento diplomatico e commerciale per il piccolo e ricchissimo emirato del Qatar. La grave accusa sarebbe stata mossa dagli altri Paesi del mondo e penisola araba, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Yemen, i quali avrebbero mosso l’accusa al Qatar di sostenere e di finanziare l’Isis o lo Stato Islamico.

Una grave accusa questa: difatti, diversi media, tra cui Sky News Arabia e Al Arabya, avrebbero fatto trapelare la notizia che l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thanil, avrebbe sostenuto l’Iran, Hamas, Hezbollah e Israele.

Come riportato dall’Ansa: “ L’Iran invita tutte la parti in causa, nella crisi che ha portato vari Paesi arabi e del Golfo a tagliare i rapporti con il Qatar, ad imparare “dalle amare esperienze” di conflitti nella regione ed a ridurre le tensioni, evitando reazioni eccitate e ricorrendo “alla saggezza e alla moderazione”. E’ la posizione ufficiale dell’Iran espressa oggi dal portavoce del ministero degli Esteri Bahram Qasemi. Il ministro degli Esteri Javad Zarif ha twittato che “I vicini sono permanenti, la geografia non cambia. La coercizione non è mai una soluzione. Il dialogo e d’obbligo, soprattutto durante il sacro Ramadan”.

Sempre su Twitter Hamid Aboutalebi, vice capo di gabinetto del presidente Hassan Rohani, ha detto che il periodo in cui si tagliano i rapporti è finito, aggiungendo che quanto sta accadendo è il risultato della “danza delle spade”. Con implicito riferimento a quella messa in scena a Riad per il presidente Usa Donald Trump in occasione della sua recente visita.”

Timore per il prezzo del petrolio: la crisi del Qatar avrà un impatto sul greggio?

Quello che si teme ora deriva dal fatto che il Qatar rimane un emirato piccolo e ricchissimo di greggio; questa crisi geopolitica potrebbe avere ripercussioni sull’andamento altalenante del petrolio? Nella giornata dell’annuncio dell’isolamento, i prezzi del petrolio hanno fatto registrare una sensibile volatilità, per poi scendere.

Si inizia a fare largo la convinzione che la rottura tra questi paesi possa condizionare gli accordi commerciali che si prenderanno nel corso della prossima riunione OPEC, annullando quelli sui livelli di produzione che in qualche modo avevano permesso al prezzo di Brent e WTI di riprendere un po’ di quota.

Si tratta di una crisi geopolitica ed economica che avrà conseguenze inevitabili sull’andamento delle borse internazionali e sull’andamento dell’oro nero. Il rapporto tra domanda e offerta del greggio è il fattore che determina maggiormente l’andamento dei prezzi del petrolio.

Per questo motivo, gli investitori seguono con molta attenzione i dati sull’industria petrolifera che rilasciano regolarmente. Da quanto si evince, a seguito di questi ultimi sviluppi, secondo gli analisti di Jbc Energy, la spaccatura che si è creata tra il Qatar e i quattro Stati renderà più difficili e complesse le prossime scelte dell’Opec.

Mentre vorremmo non vedere problemi per l’Opec in questa situazione, l’atteggiamento dell’emirato nei confronti dell’Iran è un elemento chiave di questa situazione e potrebbe rendere più complesse le prossime riunioni del Cartello, nel caso in cui non si arrivasse ad una soluzione di queste tensioni diplomatiche“, concludono i business analists.

I prezzi del greggio hanno accelerato al rialzo dopo che Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrain hanno interrotto i rapporti diplomatici con il Qatar, accusandolo di interferire negli affari interni di altre Nazioni e di fornire supporto al terrorismo. Ora i prezzi del greggio sono tornati a scendere e lasciano sul terreno lo 0,9% circa. “Quando si tratta del petrolio, ogni tensione nel Medio Oriente fa muovere il mercato“, ha sottolineato Harry Tchilinguirian, analista di Bnp Paribas.

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