L’indice PMI, tutto quello che devi sapere

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L’indice PMI, acronimo di Purchasing Managers’ Index, viene stabilito intervistando i direttori del settore acquisti di varie aziende. Ai responsabili del settore acquisti sono poste numerose domande volte a definire l’andamento della società e ad estrapolare informazioni importanti circa un possibile investimento sull’azienda.

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Le domande dell’indice PMI poste ai responsabili del settore acquisti delle singole aziende sono state ideate per poter analizzare in modo dettagliato l’andamento economico delle società stesse. Ai responsabili, ad esempio, sono chieste delucidazioni circa il numero di impiegati assunti, l’andamento della produzione aziendale, l’andamento dei prezzi dei prodotti e la loro distribuzione su territorio nazionale ed internazionale.

Gli intervistati devono rispondere indicando se, circa la domanda posta, la situazione è stabile, in miglioramento o in peggioramento. Terminata l’intervista tutti i dati raccolti sono analizzati, confrontati con quelli delle altre società ed infine pubblicati mensilmente sul calendario economico.




Il valore dell’indice PMI, come del resto vale per tutti gli indici, varia da 0 a 100. Il valore massimo di 100 sta ad indicare che il responsabile del settore acquisti dell’azienda ha affermato, ad ogni domanda posta, che la situazione è in miglioramento. Con un discorso analogo, il valore minimo di 0 sta ad indicare che la situazione è in peggioramento su tutti i fronti.

In generale, si può considerare un buon indice PMI nel caso in cui il valore sia maggiore di 50, perché significa che a più della metà delle domande poste la risposta è stata positiva, registrando un crescita dell’azienda.

Gli istituti che si occupano della pubblicazione degli indici PMI sono diversi, alcuni di essi sono riconosciuti ed ufficializzati dal governo, altri invece operano in modo indipendente. Concentrandoci sul mercato Europeo, ad occuparsi della pubblicazione ufficiale dell’indice PMI è l’istituto Markit, il quale condivide due differenti versioni: la prima è la cosiddetta versione Flash e la seconda, pubblicata una settimana dopo la prima, è la versione Finale.

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Detto questo è bene prendere in considerazione anche questo indicatore, quando si investe sui mercati finanziari. Sempre più spesso, infatti, l’analisi tecnica da sola non è in grado di dare una risposta al trader. Oggi entrano in campo numerosi fattori che possono determinare un rialzo o un crollo dei mercati che, apparentemente, non trova spiegazione nei fondamentali. L’indice Purchasing Managers’ Index può essere un qualcosa in più, un fattore a cui guardare per capire, almeno, quale è il sentiment comune. Il tutto senza dimenticare una visione di mercato globale dove il trader deve avere la capacità di essere flessibile e veloce nelle proprie analisi e nel prendere le decisioni operative.

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