Piani individuali Pensionistici (PIP): guida utile

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Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 252/2005, a partire dal 1 gennaio 2007, le forme individuali (FIP) sono state sostituite dai piani individuali pensionistici (PIP).

Questa tipologia di forma pensionistica è stata equiparata, sotto tutti gli aspetti, alle altre forme pensionistiche complementari (Fondi pensione chiusi ed aperti) vigilate dalla COVIP, unica Authority di controllo per tutte le forme pensionistiche complementari.

Piani Individuali Pensionistici: come funzionano

I PIP non possono essere destinatari di conferimento con modalità tacite del TFR; si sviluppano in due fasi: un primo periodo viene definito di accumulo mentre, un secondo periodo concerne quello dell’erogazione. Per fase di accumulo si intende il periodo compreso tra la data di effetto del contratto e la data di accesso alle prestazioni pensionistiche.

In tale periodo il contraente versa i premi che concorrono alla determinazione del capitale che sarà utilizzato per l’erogazione della prestazione pensionistica. Per fase di erogazione si intende il periodo, successivo a quello di accumulo, durante il quale l’impresa di assicurazione eroga le prestazioni pensionistiche al beneficiario.

PIP: tipologie di forme di gestione finanziaria

Per quanto concerne le forme di gestione finanziaria dei PIP sono ascrivibili alle seguenti:

  1. Contratti di tipo rivalutabile, la cui prestazione è legata all’andamento di un fondo a gestione separata. Essi offrono la garanzia di rimborso del capitale, molto spesso accompagnata dalla garanzia di un rendimento annuo minimo, un’altra peculiarità di queste polizze è il consolidamento dei rendimenti conseguiti di anno in anno, che sono acquisiti definitivamente e non risentono degli andamenti successivi. Le gestioni separate di queste polizze vita sono investite prevalentemente in obbligazioni: loro rendimenti sono essenzialmente costanti nel tempo, ma non raggiungono valori particolarmente elevati,
  2. I contratti di tipo Unit Linked, in cui i premi versati sono investiti in uno o più fondi assicurativi interni della compagnia o in un fondo comune d’investimento. In questo caso non c’è più la garanzia di un rendimento minimo ed il risultato finale è legato all’andamento dei fondi. La scelta è tra più linee di gestione, dalle più prudenti fino a quelle a maggiore contenuto azionario,
  3. I contratti multiramo (I e III) con gestione life cycle cioè un meccanismo automatico di investimento che collega le diverse linee di investimento alle diverse età anagrafiche/fasi della vita lavorativa. Si prevede in misura preponderante l’investimento di tipo azionario ad inizio carriera per poi progredire gradualmente verso linee obbligazionarie, monetarie e con minimo garantito in età prossima al pensionamento.

PIP: contribuzione

Nel caso di PIP attuati mediante contratti di tipo rivalutabile la posizione individuale consiste nel capitale accumulato di pertinenza di ciascun soggetto aderente: è alimentata dai contributi netti versati, dagli eventuali importi derivati dai trasferimenti da altre forme pensionistiche complementari e dai versamenti effettuati per il reintegro delle anticipazioni percepite ed è ridotta da eventuali riscatti parziali ed anticipazioni. Per contributi netti si intendono versamenti al netto dei costi e dei contributi destinati a copertura delle prestazioni accessorie espressamente esplicitate.

La posizione individuale viene rivalutata in base al rendimento della gestione interna separata riconosciuto all’aderente (o in base al rendimento dei fondi interni).

PIP: modalità di adesione e trattamento fiscale

L’adesione ai PIP è volontaria e libera, non essendo necessariamente legata ad una determinata occupazione o all’esercizio di una libera professione o di un lavoro autonomo. I soggetti che possono aderire ai PIP sono gli tessi interessati ai fondi pensione aperti ed anche le prestazioni ed il trattamento fiscale sono simili.

Sono deducibili dal reddito del capofamiglia anche i versamenti effettuati a favore di familiari fiscalmente a carico. Va sottolineato, tuttavia, che un domani sulla pensione che si percepirà si dovranno pagare le tasse, per cui la deducibilità fiscale ha lo scopo più che altro di evitare una doppia tassazione. Una caratteristica che accomuna questa soluzione di previdenza alla più comune polizza vita è il fatto che tutte e due sono impignorabili e insequestrabili.

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Autore: Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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