Prestito Sociale: dopo le Banche Venete, ci mancava anche la COOP

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Dopo la marea di “fallimenti-salvataggi” che si sono verificati negli ultimi anni nel comparto delle banche, ora spunta il “Caso della COOP”. Vi chiederete che cosa si incastra la COOP con il risparmio? Sicuramente, la COOP è nota per il suo “core” business di commercializzare e distribuire prodotti e beni di largo consumo come generi alimentari e di prima necessità ma, in effetti, oltre a questa attività di business, la COOP offre ai propri associati la possibilità di aprire un “libretto di risparmio”, al pari delle Banche e della Posta. Si parla di Prestito sociale, che cos’è? Scopriamolo meglio in questa guida e vediamo che cosa sta accadendo ai soci-risparmiatori; il tutto di fronte a Bankitalia che fa finta di non vedere.

Coop: il Prestito sociale Alleanza 3.0

Con il Prestito sociale Alleanza 3.0, il socio-risparmiatore può prestare i propri risparmi alla cooperativa che li fruisce per effettuare investimenti per sviluppare la rete di vendita e corrispondere al meglio alle esigenze dei soci. Il prestito effettuato dal socio è ben remunerato se si confronta con analoghe tipologie di impieghi.

Il prestito sociale non costituisce raccolta di risparmio tra il pubblico ed è disciplinato dalle istruzioni impartite dalla Banca d’Italia e dal regolamento del Prestito Sociale approvato dall’assemblea generale dei soci del 12 giugno 2010.

Gli interessi corrisposti sul prestito sociale sono soggetti alla ritenuta d’imposta e il prestito sociale è assoggettato all’imposta sulle successioni al pari dei conti correnti bancari e postali. Il socio può effettuare il proprio prestito, decorsi tre mesi dall’avvenuta annotazione sul Libro Soci, con un documento d’identità valido, il codice fiscale e la tessera socio.

In pratica, il Prestito sociale è uno strumento di risparmio utile e conveniente, che permette ai soci di Coop Alleanza 3.0 di affidare i propri risparmi alla Cooperativa, e contribuire al suo sviluppo (o, perlomeno, così doveva essere!).

Prestito sociale Coop: disposizioni Banca d’Italia

Il 1° gennaio 2017 sono entrate in vigore le nuove disposizioni della Banca d’Italia, che “investono” e disciplinano anche il Prestito sociale Coop Alleanza 3.0, per soddisfare le esigenze dei soci prestatori e risparmiatori. Tra e tante novità introdotte, è obbligatorio prenotare il prelievo con 24 ore di anticipo. Si può continuare a ritirare somme di denaro dal libretto in contanti, con assegno o tramite bonifico.

La prenotazione e il ritiro possono essere effettuati sia dal socio prestatore sia dai delegati. Invariati anche gli importi massimi di prelievo in contanti (per la normativa antiriciclaggio 2.999,99 euro a settimana nell’arco di 7 giorni e 300,00 euro al giorno dalle casse nei negozi ex Coop Adriatica e dagli sportelli automatici, anche in questi casi sempre previa prenotazione) e il limite massimo di deposito (36.500,00 euro).

“Trappola” del Prestito sociale Coop: Banca d’Italia finge di non vedere

Si dice che Banca d’Italia “finga di non vedere”: 11 miliardi di risparmi a rischio e si chiamano pure “prestiti sociali”, sono quasi peggio delle obbligazioni bancarie. Le cooperative li hanno utilizzati per trasformarsi in banche e Banca d’Italia ha permesso di arrivare a questa “trappola” che rischia di trasformarsi in una vera Bolla. Ben 19mila i soci delle cooperative di Udine e Trieste finite in concordato che rivedranno solo una parte dei loro 129 milioni di euro e oltre 11 miliardi di risparmi sono in serio rischio.

Le sei cooperative di consumo più grandi d’Italia (Novacoop, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Alleanza 3.0, Unicoop Firenze e Coop Centro Italia) sono intervenute per salvare Unicoop Tirreno, la catena di supermercati che ha accumulato perdite per più di 100 milioni negli ultimi sei anni. E’ certo che i rischi siano altissimi: i rendimenti dei “libretti di risparmio” sono bassi e non compensano affatto i rischi che i soci-prestatori stanno correndo. Eppure, Banca d’Italia ed il Governo continuano a fare finta di niente.

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