Salvataggio Banche Venete: “Operazione necessaria ed urgente” ha commentato Gentiloni, ok dall’UE

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Come Comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) in data 23 giugno 2017 “L’autorità di vigilanza della Banca Centrale Europea ha dichiarato che Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono in una condizione definita “failing or likely to fail”.

L’autorità europea responsabile delle decisioni di risoluzione bancaria (SRB – Single Resolution Board) ha deliberato che non sussistono tutti i requisiti previsti per una risoluzione.

Il Governo si riunirà nel fine settimana per adottare le misure necessarie ad assicurare la piena operatività bancaria, con la tutela di tutti i correntisti, depositanti e obbligazionisti senior”.
E così è stato, “Un intervento a favore di correntisti e risparmiatori e delle economie del territorio per evitare un fallimento disordinato“, ha commentato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine del CDM, riunitosi per discutere e prendere decisioni in merito salvataggio di Veneto Banca e Popolare VicenzaSi è trattato di una decisione importante, urgente e necessaria” – ha voluto aggiungere Gentiloni – “non è stato un regalo ma, un’operazione necessaria”.

Unione Europea e Salvataggio Banche Venete: l’ok al Governo

Anche la stessa Commissione europea da Bruxelles ha approvato le misure italiane per facilitare la liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca in base alle norme sull’insolvenza. Alcun timore che la liquidazione delle banche venete possa arrecare danni e pregiudizi per la buona stabilità economico-finanziaria dell’Eurozona. Il problema centrale ora è quello di dover valutare se e quanto l’intervento pubblico possa incidere sulle casse delle finanze pubbliche. La Commissione europea, tuttavia, non esclude che gli aiuti pubblici non graveranno su deficit e debito pubblico.

D’altra parte a rimettersi sono sempre i contribuenti e cittadini e nella storia delle crisi bancarie la regola è sempre la stessa che, forse, mai cambierà: “Utili privati e perdite pubbliche, a danno della collettività!”. Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca gravavano in condizioni assai disastrose da ben cinque anni, e il fatto che questi istituti di credito siano stati posti in liquidazione aiuterà il comparto bancario a recuperare la sua competitività e a stabilizzarsi.

Si deve considerare anche il fatto che, ora, dal fallimento delle Banche Venete almeno il 40% dei posti di lavoro è destinato ad andare “in fumo”: si stima una cifra di circa quattromila nuovi disoccupati, oltre alla messa a punto dello schema di compensazione per i clienti oggetto di vendite fraudolente. Queste comprendono la cessione di alcune attività che saranno integrate a Banca Intesa Sanpaolo. I depositi restano pienamente protetti. I detentori di debito senior non dovranno contribuire al burden sharing.

Banca Intesa di assumere i rischi sulle Banche Venete

La partecipazione di Banca Intesa è stata criticata nonostante lo stesso istituto offre garanzia agli scoperti delle banche venete, difficilmente colmabili dal mercato. Non solo, offre flussi di capitali e finanziamenti e si espone ai crediti deteriorati detenuti dalle Banche Venete, stimabili in un ammontare di 17 miliardi di euro e questa è, pure, la garanzia offerta dallo Stato italiano, qualora Banca Intesa non dovesse onorare le obbligazioni assunte.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che l’importo complessivo delle risorse mobilitate è di 17 miliardi di euro, anche se l’esborso immediato nei confronti di Banca Intesa, ammonterebbe a circa 5,2 miliardi di euro. Inoltre, ha aggiunto lo stesso Padoan che le risorse approntate non impatteranno sui saldi di finanza pubblica, in quanto già stanziate e previste nel Decreto salva-banche.

Il governo italiano ha utilizzato le regole europee nel migliore modo possibile, l’alternativa sarebbe stato “lo spezzatino”. Tutelati correntisti e obbligazionisti senior. Per i titolari di obbligazioni subordinate sarà previsto un ristoro dell’80% da parte dello Stato, con la quota restante che dovrebbe essere a carico di Banca Intesa, che metterà a disposizione fino a 60 milioni”, così a concluso Padoan.

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