Start Up Innovative: operative le modifiche agli incentivi per gli investimenti in equity

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Con Comunicato Stampa pubblicato dal MISE in data 2 ottobre 2017 sono state rese ufficialmente operative le modifiche che hanno rafforzato e reso permanenti gli incentivi fiscali per chi investe in Start Up innovative, previste dalla legge di bilancio 2017. Quali sono gli incentivi fiscali fruibili? Vediamoli in questa guida.

Start Up Innovative 2017: incentivi fiscali permanenti

Gli incentivi fiscali volti a sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese innovative ad alto valore tecnologico, sono destinati sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche che decidono di investire nel capitale delle Start up innovative.

Per le persone fisiche è prevista una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 30% della somma investita nel capitale sociale delle Start Up innovative, fino ad un investimento massimo di un milione di euro annui.

Le persone giuridiche possono beneficiare di una deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% dell’investimento, con tetto massimo di investimento annuo pari a 1,8 milioni di euro.

Gli incentivi sono usufruibili sia in caso di investimenti diretti, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) e di altre società che investono prevalentemente in tali società.

Start Up innovative: l’Italia un paese più “ospitale”

Il Governo finalmente si sta indirizzando verso opportune misure ed incentivi fiscali volti a sostenere e supportare le Start Up innovative.

Si tratta di rendere l’Italia un paese più competitivo con un’economia che rilanci il settore produttivo, l’innovazione, la tecnologia, la Ricerca & Sviluppo, il commercio, il digitale etc.

La strategia del Governo italiano è quella di innescare un’inversione di tendenza volta a conseguire la crescita economica ed occupazionale, in particolare giovanile e femminile.

Ciò comporta spingere il nostro Paese verso la competitività affinché diventi più veloce e dinamico, capace di tornare a scommettere sulle sue energie migliori e vitali.

Per raggiungere questi obiettivi, dal 2012 il Governo italiano è impegnato nell’elaborazione di una normativa organica volta a favorire la nascita e la crescita dimensionale di nuove imprese innovative ad alto valore tecnologico.

Il Decreto Legge 179/2012, noto anche come “Decreto Crescita 2.0”, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” e convertito dal Parlamento con Legge del 18 dicembre 2012 n. 221 rappresenta un primo pilastro fondamentale volto a regolamentare ed introdurre una valida disciplina per le Start Up innovative.

Da allora si sono susseguiti diversi interventi normativi:

  • Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76, noto come “Decreto Lavoro”,
  • Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, noto come “Investment Compact”,
  • Legge 11 dicembre 2016, n. 232, meglio nota come Legge di Bilancio 2017,
  • Piano Nazionale Industria 4.0.

Quali sono le Start Up Innovative?

Cerchiamo di fare chiarezza in materia di Start Up e cerchiamo di comprendere quali sono le imprese che possono fruire delle misure agevolative sopra delineate.

Possono accedere alle agevolazioni fiscali le Start Up innovative che possiedono questi requisiti:

  • società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione,
  • sono di nuova costituzione o comunque sono state costituite da meno di 5 anni,
  • hanno sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia,
  • presentano un valore annuo della produzione inferiore a 5 milioni di euro,
  • non distribuiscono e non hanno distribuito utili,
  • hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico,
  • non sono costituite da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Per quanto concerne il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei tre criteri:

  1. una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di ricerca e sviluppo;
  2. la forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;
  3. l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato.

Regime di pubblicità delle Start Up innovative

Le Start Up innovative e gli incubatori certificati devono registrarsi nelle rispettive sezioni speciali del Registro delle Imprese (startup; incubatori) create ad hoc presso le Camere di Commercio. L’iscrizione gratuita avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio territorialmente competente una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti su esposti modelli e guida all’autocertificazione sono disponibili su http://startup.registroimprese.it/.

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