Strategie di finanziamento per le imprese: i titoli ibridi

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Le imprese che devono reperire i giusti fondi di risorse economiche per finanziare i nuovi progetti di investimento, hanno dinanzi a sé due strade da percorrere: emettere debito oppure capitale netto. La distinzione tra le due diverse forme e la gamma di strumenti finanziari a disposizione dell’impresa in ognuna delle due categorie è veramente eterogenea e ampia; tuttavia, vi è una categoria che condivide caratteristiche e peculiarità proprie sia del debito che del capitale netto: i titoli ibridi o hybrid securities. In questa guida cerchiamo di capire meglio cosa sono e come funzionano.

 

I Titoli ibridi: cosa sono e quali sono

Il capitale netto rappresenta un diritto residuale sui flussi di cassa e sulle attività dell’impresa ed è in genere associato al controllo sulla gestione. Il debito rappresenta un diritto fisso sui flussi di cassa e sulle attività dell’impresa e non implica in genere il controllo sulla gestione. Esistono tuttavia, come già anticipato in premessa, molti titoli che non rientrano esattamente in nessuna delle due categorie e condividono caratteristiche sia del debito che dell’equity: i titoli ibridi.

Tra le varie categorie di Titoli ibridi possiamo enucleare le seguenti:

  • debito convertibile (convertible debt), un’obbligazione che può essere convertita in un numero prefissato di azioni, a discrezione del possessore dell’obbligazione. Mentre normalmente, al momento dell’emissione, convertire non conviene, l’opzione di conversione acquista valore via via che il prezzo dell’azione aumenta. In genere, le imprese aggiungono l’opzione di conversione alle obbligazioni per abbassare il saggio di interesse da pagare sulle obbligazioni. Tipicamente un’obbligazioni convertibile consente al possessore di convertire l’obbligazione in determinato numero di azioni: l’indice di conversione misura il numero di titoli azionari per il quale ciascuna obbligazione può essere scambiata, mentre il valore di mercato di conversione è il valore di mercato attuale delle azioni nelle quali è possibile convertire l’obbligazione. Il premio di conversione rappresenta la differenza tra valore di mercato dell’obbligazione e valore di mercato di conversione dell’obbligazione. Per esempio, un’obbligazione convertibile con un valore nominale di 1000 euro, convertibile in 50 azioni, ha un indice di conversione di 50. L’indice di conversione può essere utilizzato per ottenere un prezzo di conversione, dato dal valore nominale diviso per l’indice di conversione (nel caso 1000 euro/50 = 20 euro)
  • azioni privilegiate o preferred stock, altro titolo che presenta caratteristiche proprie sia del debito che del capitale netto. Come il debito, le azioni privilegiate pagano un ammontare fisso; però, se l’impresa non ha liquidità disponibile per il pagamento dei dividendi, l’ammontare dovuto viene accumulato e pagato non appena ci sono gli utili sufficienti, senza incorrere in alcuna inadempienza contrattuale. Come per il debito, i possessori di azioni privilegiate non hanno il controllo sulla gestione dell’impresa ed il diritto di voto nell’assemblea degli azionisti privilegiati è limitato alle decisioni che possono avere implicazioni ai loro diritti. Come per il capitale netto, i pagamenti agli azioni sti privilegiati non sono fiscalmente deducibili e sono effettuati con i flussi di cassa al netto d’imposta. Come avviene per il capitale netto, le azioni privilegiate non hanno una scadenza. In termini di priorità in caso di liquidazione aziendale, gli azionisti privilegiati devono attendere che siano stati soddisfatti i diritti dei possessori di titoli di debito.
  • Obbligazioni con opzioni (option-linked bond), si tratta ad esempio di obbligazioni indicizzate alle materie prime (commodity-linked bond) che possono essere considerate una combinazione di un’obbligazione e di un’opzione call sulla materia prima sottostante. La componente derivativa equivale pertanto per l’investitore a scommettere sull’andamento di tali parametri; in tali casi si parla di opzioni implicite acquistate o vendute dall’investitore. Nel caso delle obbligazioni equity linked l’obbligazione è di tipo classico con una cedola fissa, solitamente più bassa di quella di mercato, e con rimborso almeno alla pari del capitale investito. L’investitore ha, in aggiunta, diritto ad un eventuale premio calcolato sul valore dei titoli di riferimento, del rialzo dei quali potrà pertanto solo giovarsi. Nel caso dei fixed reverse floater, il rischio assunto dall’investitore consiste nell’indicizzazione della cedola che può essere trasformata da un certo punto in poi da un tasso fisso in un tasso variabile.
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