Strumenti finanziari di partecipazione: cosa sono e che ruolo espletano

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La riforma del Diritto Societario del 2003 ha introdotto gli strumenti finanziari di partecipazione con l’art. 2346 comma 6. I “nuovi” strumenti finanziari di partecipazione, creati con la riforma del diritto societario, si inseriscono in una posizione “intermedia” tra gli strumenti finanziari di capitale e di debito.

Ancora molto tempo prima della riforma si è assistito allo stemperarsi della tradizionale dicotomia tra capitale di rischio e capitale di credito. Possono essere forniti di particolari diritti patrimoniali o amministrativi, con la sola eccezione del diritto di voto nella Assemblea generale degli azionisti.

Strumenti finanziari di partecipazione: emissione

Gli apporti a fronte dei quali vengono emessi tali strumenti possono consistere sia in beni conferibili a capitale (denaro, beni in natura e crediti), sia in entità non conferibili, come le prestazioni d’opera o di servizi. La causa dell’apporto può essere di tipo diverso:

1) può consistere nella provvista di un finanziamento con obbligo di rimborso: si avrà uno strumento ibrido che a fronte di un finanziamento attribuisce diritti partecipativi e/o patrimoniali sino a ora riservati alle sole azioni.

2)Potrebbe rappresentare un apporto a titolo di associazione in partecipazione, a fronte dell’apporto del socio di attività lavorativa, gli vengono attribuiti diritti amministrativi di controllo oltre alla partecipazione agli utili relativi alla attività svolta dalla società, in un determinato settore o in uno o più affari.

3) Può anche darsi che l’apporto fatto dal sottoscrittore venga acquisito dalla società come capitale di rischio, senza alcun obbligo di restituzione: si avrebbe ancora uno strumento anomalo in quanto di fronte all’apporto di capitale il sottoscrittore si troverebbe privo del diritto di voto e di alcuni diritti amministrativi propri dei soci. Si tratta di una materia in evoluzione per la quale lo Statuto della Società ha piena autonomia nello stabilire i contenuti di tali strumenti, sia in termini di diritti che di obblighi dei sottoscrittori.

Strumenti finanziari di partecipazione: un nuovo strumento di finanziamento

La nascita di questi nuovi strumenti finanziari è dovuta alla necessità di rendere più flessibile il finanziamento delle imprese. Infatti, l’acuirsi della competizione tra imprese, a livello nazionale e soprattutto internazionale, la difficoltà dell’accesso al credito, e la necessità della diversificazione delle fonti di finanziamenti hanno reso necessaria una revisione delle possibilità di approvvigionamento finanziario delle Spa, un tentativo di incrementare la competitività delle imprese attraverso l’accesso al mercato dei capitali.

Tali nuovi strumenti finanziari di partecipazione costituiscono un tertium genus di strumento di finanziamento, che si pone in alternativa e a metà rispetto ai titoli azionari ed obbligazionari, dal contenuto normativo demandato per la quasi totalità all’autonomia statutaria della società che li emette. Quindi, si può affermare che esiste una successione molto stretta tra le varie categorie di azioni e obbligazioni, senza spazi bianchi tra di loro, le cui caratteristiche si sfumano e gli strumenti finanziari di partecipazione rappresentano il punto di incontro.

Strumenti finanziari di partecipazione: una “portata” davvero innovativa

La portata innovativa dell’introduzione degli strumenti finanziari di partecipazione nell’ordinamento italiano è la svolta potenzialmente possibile nelle operazioni di private equity e del venture capital: se c’è la possibilità di controllo o influenza sulla vita societaria è più facile attrarre capitali sotto varie forme. In questo senso un’espansione delle possibilità di private equity o venture capital può rappresentare una soluzione per il problema dell’accesso al finanziamento e al credito delle piccole e medie imprese italiane.

Il concetto di strumento finanziario partecipativo introdotto dall’art. 2346, ultimo comma, c.c. si discosta per alcuni aspetti dalla definizione di strumento finanziario del T.U.F. in primo luogo perché lo strumento finanziario codicistico è stato introdotto come canale di finanziamento per la piccola e media impresa mentre gli strumenti finanziari di cui al T.U.F. sono disciplinati per il mercato finanziario e la loro libera e agevole circolazione e la negoziabilità sui mercati li rendono adatti ad operazioni di massa.

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Autore: Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista.

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