TiCoin: la nuova criptovaluta del “Made in Ticino” (CH)

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Hai mai sentito parlare della TiCoin? Se non ne hai ancora sentito parlare allora segui la guida. Qui troverai tantissime importanti informazioni sulla nuova criptovaluta “Made in Ticino” (Svizzera), con lo scopo di favorire il commercio elettronico e il trading.

Ancora in fase prematura, la TiCoin sta attirando l’attenzione da parte degli investitori, non solo dei più esperti ma anche di quelli meno esperti.

Il potenziale di crescita della TiCoin è piuttosto interessante per i trader e per chi ha a disposizione di un capitale risparmiato da poter investire.

Il TIC (acronimo di TiCoin) non è altro che una mera risposta a livello locale alla criptovaluta numero uno, il Bitcoin (BTC o XBT): l’iniziativa proviene da due italiani Michele Fiscalini e Claudio Rossini. Il primo ha avuto l’idea di lanciare su scala locale la criptovaluta che consente di concludere transazioni commerciale e finanziarie senza utilizzare contanti o carte di credito o ogni altra valuta corrente. Il secondo si occupa in particolare di sviluppare la parte informatica del TiCoin. Una bella sfida questa dato il TIC si affiancherà a tutte le altre criptomonete, con similitudini e differenze.

TicinoCoin o TiCoin: Che cos’è, la pagina FB

Su questa pagina FB è possibile reperire tantissime interessanti informazioni sulla neonata criptovaluta ticinese: il TiCoin è una criptovaluta locale che andrà ad affiancarsi alla pletora di altre monete elettroniche regionali che stanno facendo la loro fortuna, nonostante il predominio del famoso Bitcoin; si pensi alla Scozia con il suo Scotcoin, all’Islanda con l’Auroracoin, alla Francia con il suo Bonus, alla Grecia con il Tem, alla Spagna con l’Eco della Catalogna, alla Sardegna che ha lanciato in tutta Europa il suo Sardex.

Con “furore” dal Ticino, nella vicina Svizzera italiana, da un anno è stato lanciato il TicinoCoin, criptomoneta basata sulla tecnologia Bitcoin, la c.d. Blockchain.

Per ora abbiamo solo creato una pagina su Facebook, senza pubblicizzarla, perché prima di mettere a punto una strategia di sviluppo vogliamo capire innanzitutto che impatto, ma soprattutto che potenzialità può avere il TicinoCoin“, spiega Michele Fiscalini, che insieme a Claudio Rossini di Faido, esperto informatico e programmatore, ha creato la criptomoneta ticinese.

È nato tutto quasi per caso durante un incontro, poi siamo andati avanti e abbiamo provato a scambiarci i TicinoCoin. Infine abbiamo creato la pagina su Facebook, ma senza clamore, lavorando assolutamente sottotraccia“, ha continuato a spiegare Fiscalini in un articolo apparso su caffe.ch, “Mi piacerebbe capire se si può usare il TicinoCoin per finanziare un progetto pilota tutto ticinese, cioè limitato sin dall’inizio alla nostra area geografica, legato al reddito di base incondizionato. Potrebbe essere un modo per finanziare questa proposta, senza pesare troppo sulle spalle dello Stato“.

L’intento dichiarato da Fiscalini sarebbe quello di utilizzare la tecnologia che ha consentito di produrre il TiCoin per essere limitata e legata a servizi e prodotti ticinesi, favorendo quindi l’economia locale. Lo studio e l’obiettivo sarebbe fattibile dato che esistono già terminali che gli esercenti commerciali potrebbero utilizzare per incassare i TiCoin.

TicinoCoin: la fattibilità e lo studio del progetto

Dalla pagina Facebook si legge: “Circa due anni fa, è nata l’idea di creare il TicinoCoin, una moneta virtuale basata sulla tecnologia del Bitcoin che si chiama Blockchain. Di questa tecnologia ne stanno parlando molto anche al WEF.

Praticamente grazie a Claudio Rossini, informatico ed esperto di programmazione che abita a Faido, abbiamo già realizzato questa criptovaluta. L’abbiamo fatto quasi per scherzo ma soprattutto per capire se era fattibile. L’abbiamo creato anche come Token di Ethereum (la concorrenza del Bitcoin sempre basato sulla tecnologia della Blockchain ma più adatto per gli smart contracts. Lo chiamano bitcoin 2.0-computer mondiale o web 3.0) in questo caso il programmatore si chiama Adriano di Ponte Capriasca.

Abbiamo quindi due possibilità. Si tratta di scegliere la miglior piattaforma/blockchain. Bitcoin o Ethereum? Il TicinoCoin presenta tutti i vantaggi del Bitcoin ma in più è ticinese.

Si tratta ora di capire come la si potrebbe utilizzare e se c’è il potenziale.

Leggendo un articolo sul Bitcoin e il reddito di base universale ho pensato: perché non utilizzare il TicinoCoin per un progetto pilota ticinese legato al reddito di base incondizionato?

Grazie a questa tecnologia si risparmierebbero molti costi amministrativi e ogni transazione sarebbe trasparente, sicura e verificabile da tutti. L’utilizzo della stessa potrebbe essere limitato ai servizi e ai prodotti ticinesi, favorendo quindi l’economia locale. Esistono già dei terminali che i commercianti potrebbero utilizzare per incassare i TicinoCoins.

Si potrebbe eventualmente limitare l’uso per i turisti o per acquistare prodotti bio, km zero ed etici.

Il tuo smartphone sarà la tua banca, non sarà necessario avere dei conti presso istituti finanziari. Con un App si potrà scaricare il proprio Wallet come deposito e mezzo di pagamento. Si potranno quindi fare acquisti semplicemente usando lo smartphone.

Ogni ticinese potrà diventare un nodo della rete TicinoCoin utilizzando il computer di casa […] il TicinoCoin sarà quindi in mano al popolo ticinese.

Non ci sarà bisogno di stampare buoni di carta (fisici) quindi meno costi.

Il valore potrebbe essere fissato a 1 TIC = 1 CHF.

Se siete interessati e credete in questo progetto potete contattare l’indirizzo email bitcointicino@gmail.com.”

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