La trasparenza di Ben Bernanke non piace alle Borse

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Proseguono in deciso calo gli indici europei questa mattina all’indomani del meeting del FOMC e del discorso di Bernanke.

Ma cosa ha scatenato le vendite sulle borse?

A nostro avviso la reazione del mercato è stata esagerata. Prima o poi la Fed avrebbe ridotto il piano di acquisto di titoli e Bernanke è stato molto chiaro sulle modalità con cui verrà condotto tale piano.
Il numero uno della Fed ha lasciato aperta addirittura la possibilità di un ampliamento di tale piano qualora l’attività economica dovesse deteriorarsi e le aspettative inflattive di medio lungo periodo diminuire sensibilmente.

Nella stessa occasione la Fed ha rivisto al ribasso le stime sul tasso di disoccupazione del 2013, comprese ora tra il 7,2-7,3%, e del 2014 (6,5-6,8%). In questo modo la Banca centrale statunitense ha messo a disposizioni al mercato dei dati oggettivi che permetteranno di anticipare eventuali decisioni sul cosiddetto tapering. In merito, ci aspettiamo che la Fed possa agire solo dopo il meeting di Jackson Hole e il primo appuntamento utile sarebbe il meeting del 18 settembre o al massimo il 30 ottobre. In ogni caso si tratterà di un ritiro graduale che inizierà dai Treasury.

Per ora le vendite sui mercati azionari possono essere inquadrate come una prosecuzione della fase correttiva dopo i recenti massimi. I forti acquisti sul biglietto verde e il crollo delle quotazioni dell’oro sembrano avvalorare la tesi secondo cui il ridimensionamento del piano di QE non tarderà ad arrivare.

Nei prossimi tre mesi abbiamo ragione di credere che non sarà la Fed a impensierire le borse, ma piuttosto le tensioni arriveranno da altre aree geografiche, che includono Eurozona e Cina. Sul Vecchio continente strategico sarà il Consiglio europeo di fine giugno dove sono attese risposte concrete sulle misure di crescita in grado di rilanciare la ripresa. Attenzioni particolari saranno rivolte anche al gigante asiatico. Ci impensieriscono i dati cinesi che stanno venendo fuori. Questa mattina il Pmi manifatturiero di giugno ha mostrato la peggior contrazione da ottobre allontanandosi da quota 50 punti. In aggiunta, stanno affiorando dei forti segnali di tensione sul mercato monetario, con i tassi swap a 1 anno saliti ai massimi da settembre 2011, con la Pboc (la Banca Popolare Cinese ndr ) intenzionata a non intervenire sul mercato.

A cura di Vincenzo Longo, Market Strategist IG Markets Italia

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