Vendesi Rolling Stone: la crisi ha “colpito” anche la celebre rivista musicale

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Crisi economica che non “risparmia” neppure la nota e storica rivista musicale Rolling Stone. La rivista starebbe cercando un nuovo acquirente: anche il recente ingresso di un’azionista cinese non è bastato per “risanare” i bilanci della storica rivista musicale Rolling Stone Magazine che ha fatto la storia della musica, della politica e della controtendenza.

Rolling Stone Magazine in vendita: “È tempo di dare una svolta” ha annunciato l’ex hippie Wenner

La crisi dell’editoria ha letteralmente “spiazzato” e messo in ginocchio la famosa ed iconica rivista musicale dopo ben 50 anni di storia che hanno attraversato il mondo della musica tra controtendenze e rivoluzioni sociali.

Il giornalista e Founder della rivista Rolling Stone Jann Wenner, Direttore ed Editorialista ha annunciato al New York Times: “Amo il mio lavoro. Mi piace, mi è piaciuto per molto tempo”. Ora, però, vendere è “l’unica cosa intelligente da fare”, aggiunge il 71enne giornalista.

La Wenner Media, che recentemente ha già venduto Us Weekly e Men’s Journal, ha già ceduto l’anno scorso il 49% di Rolling Stone alla BandLab Technologies, una Start Up con sede a Singapore, «per posizionare al meglio il marchio per una crescita futura», aveva annunciato il Founder.

Ora lo stesso Jann ed il 27enne figlio Gus, CEO della società, sono pronti a cedere la quota di controllo, restando disponibili a rimanere alla guida del magazine, anche se la scelta sarà del nuovo proprietario.

Rolling Stone Magazine, dopo mezzo secolo di storia è costretto a “lasciare le redini” dinanzi alla crisi dell’editoria che “silente ed impetuosa” avanza indisturbata mettendo in ginocchio anche l’iconico magazine musicale.

Jann Wenner, stanco ed in difficoltà ha annunciato: «È tempo di dare una svolta, cerchiamo qualcuno che voglia costruire un business esponenziale sulle nostre fondamenta».

La fine di un’era musicale? Un “vecchio” hippie stanco? No, è colpa della crisi dell’editoria, di alcuni vani tentativi di investimento e di una strategia (nel 2016 l’accordo con la Start Up BandLab Technologies) non del tutto riusciti che hanno “gettato nella fossa” la celebre rivista di musica.

«C’è un livello di ambizione che da soli non riusciamo a sostenere; per questo dobbiamo svoltare. Abbiamo fatto grossi sforzi per trasformare Rolling Stones in una società multipiattaforma, e siamo eccitati all’idea che qualcuno costruisca sulle nostre fondamenta e faccia crescere il business in maniera esponenziale», ha detto il figlio Gus, il CEO della società. Lui e il padre vorrebbero rimanere nella società, ma lasceranno la scelta definitiva al neo proprietario.

“Aleggiano” rumores sui possibili acquirenti, qualche celebre nome o Paperone milionario? Tra gli acquirenti possibili spunta il patron di American Media, David Pecker, sostenitore del Presidente Trump.

Rolling Stone Magazine: i cinquant’anni di storia

Una vera “Bibbia” musicale e rivoluzionaria, Rolling Stone Magazine è un periodico statunitense di musica, politica e cultura di massa.

Fondato nel 1967 a San Francisco da Jann Simon Wenner (l’attuale Founder, editore e giornalista) e dal critico musicale Ralph J. Gleason, Rolling Stone Magazine venne inizialmente identificato con la cultura hippie, per poi prendere le distanze dal mondo delle riviste underground e dall’orientamento politico radicale delle stesse, abbracciando anche canoni giornalistici più tradizionali. Ma la politica rimase un elemento fondamentale della rivista, che ne fece il suo “cavallo di battaglia” nei primi anni settanta

Negli anni ‘80, Rolling Stone Magazine assunse alcune caratteristiche che aveva precedentemente evitato: molti collaboratori lasciarono la rivista e molti altri firmarono, e le copertine si orientarono sempre di più alle star del cinema.

Alla fine degli anni ‘90 la rivista pubblicò una foto della nascente popstar Britney Spears, che fece molto scalpore anche perché mostrò chiaramente che la diciassettenne aveva subito un’operazione di “gonfiamento” chirurgico. 

Nei primi anni del Nuovo Millennio, Rolling Stone Magazine si reinventò e la rivista iniziò a rivolgersi ad un’audience più giovane ed a orientarsi verso le giovani sexy-star della TV o del cinema, o ancora della pop music.

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