Wall Street, Fed punta il dito contro Sequester

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Brutta chiusura in calo per Wall Street ieri sera dopo l’annuncio di politica monetaria del Fomc.

Due le novità di rilievo dello statement del consiglio direttivo della Fed: maggiore flessibilità di manovra sull’acquisto mensile di asset e colpevolezza delle misure governative dietro rallentamento economia.
È la prima volta da dicembre scorso che la Fed torna a parlare di nuovi possibili ritocchi agli acquisti mensili di asset dopo i recenti dati macro particolarmente deludenti.

La Banca centrale statunitense ha puntato il dito contro l’operazione Sequester, ovvero i tagli automatici alla spesa scattati a marzo, che ha indebolito l’attività economica del Paese a stelle e strisce. Gli operatori hanno risentito dei commenti negativi sull’economia e hanno dato seguito alle vendite. Iniziare il mese di maggio con una forte battuta d’arresto sulle borse con gli indici azionari vicino ai massimi potrebbe essere una conferma del detto Sell in May and Go Away. Dal punto di vista tecnico, il Dow Jones questa settimana si avvicinato ai massimi storici a 14.885 punti, livello da cui sono scattate le vendite.

L’incapacità di superare i massimi di metà aprile è un chiaro segnale di sfiducia del mercato che ora potrebbe approfittarne per respirare un po’. La prima area di pull back si colloca a 14.435 punti, minimi di aprile e livello da cui è partito il recente rimbalzo. Al di sotto di questo si aprirebbe lo spazio per una discesa più marcata in area 13.800-13.760 punti, bottom di febbraio. Segnali positivi giungerebbero solo con una perforazione dei 14.800 punti, che aprirebbe a un allungo in area 14.885 e poi alla resistenza psicologica dei 15.000 punti.

A cura di Vincenzo Longo, Market Strategist IG Markets Italia

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