BCE alza tassi di interesse a luglio: mercati in calo e spread in aumento

La Banca Centrale Europea ha previsto l'innalzamento dei tassi di interesse di 25 punti base nel mese di luglio, generando instabilità nei mercati

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Dopo una lunga fase di incertezza sulle misure da adottare per far fronte alla storica pressione inflazionistica che ha raggiunto livelli preoccupanti che in alcuni casi sfiorano anche l’8%, la Banca Centrale Europea comunica l’innalzamento dei tassi di interesse.

Non erano ancora giunte conferme, ma si percepiva già l’intenzione delle BCE di innalzare i tassi di interesse per frenare l’inflazione che ha colpito il continente europeo.

Dopo una riunione sul preoccupante tema tenutasi ad Amsterdam, la BCE ha annunciato l’innalzamento dei tassi di interesse di 25 punti base già nel mese di luglio.

Termina così il periodo dei tassi zero, con significative conseguenze sui mercati azionari europei e sulla stessa crescita economica del continente.

Probabilmente la più grande preoccupazione derivante dall’applicazione dei tassi di interesse che implicano di fatto un rallentamento della ripresa economica in programma.

Perché BCE alza i tassi di interesse

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La fase post-pandemica rappresentava il momento di rinascita economica dopo 2 anni storicamente duri e difficili.

Tuttavia i recenti sviluppi bellici tra Russia ed Ucraina, l’aumento dei prezzi e l’inflazione galoppante hanno costretto la BCE ad intervenire applicando i tassi di interesse allo scopo di raggiungere un alquanto sperata stabilità finanziaria.

Dopo l’annuncio dell’applicazione dei tassi di interesse, com’era di fatto prevedibile, il mercato azionario e i titoli di stato hanno registrato dati negativi, mentre sono riusciti a limitare le perdite solo i settori assicurativo, utility e telecomunicazioni.

Se da un lato permane lo spauracchio della recessione che potrebbe portare la BCE a rivedere l’intervento sui tassi di interesse prima della fine dell’anno, dall’altro lato la recessione potrebbe essere l’unica strada percorribile per tenere a bada l’aumento dell’inflazione.

Le conseguenze dell’aumento dei tassi di interesse sono attualmente tangibili se analizziamo lo spread BTP-BUND a quota 223 e, secondo gli esperti, in forte rialzo a 330 punti.

Intanto dopo la comunicazione dell’aumento dei tassi di interesse, Ftse Mib perde il 2,5%, Francoforte e Madrid sono in calo dell’1,5%, di poco sotto Parigi al -1,3%, Londra ed Amsterdam al -1%.

Unicredit (MIL:UCG) perde 5 punti percentuali, così come Banco Bpm. Perdite anche per Intesa Sanpaolo (MIL: ISP) che cede oltre il 4%.

Previsioni dopo l’aumento dei tassi di interesse delle BCE

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Con l’applicazione dei tassi di interesse imposti dalla Banca Centrale Europea, come saranno le previsioni sull’inflazione e sul prodotto interno lordo?

Certamente la drastica misura adottata dalla Banca Centrale Europea comporta una diminuzione della pressione inflazionistica che rischia di paralizzare anche l’economia europea, tuttavia l’intervento causa anche un notevole ritardo sulla crescita economica dei Paesi europei.

Le nuove stime prevedono già un decremento del tasso di inflazione al 6,8% per il 2022 e nel prossimo biennio un calo al 3,5% nel 2023 e al 2,1% nel 2024.

Scendono invece le previsioni sul Pil che nel 2022 prevede un +2,8% e nel 2023 stima un +2,1%.

Una situazione che preannuncia di conseguenza un incremento delle vendite dei Bond.

Termina quindi l’era dei tassi di interesse negativi o pari a zero, con l’applicazione di un loro incremento di 25 punti base già nel mese di luglio e non si esclude un ulteriore incremento di 50 punti base nel mese di settembre.

Achille Bellelli

Imprenditore tech e investitore indipendente, esperto in criptovalute e strumenti di trading speculativo. Scrive per FinanzaDigitale e altri magazine economici.

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