Bonus 200 euro: a chi non spetta e chi dovrà restituirlo

Il bonus da 200 euro previsto dal Governo non spetta proprio a tutti ed alcuni contribuenti potrebbero ricevere l'accredito ed essere successivamente costretti a restituirlo

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L’arrivo del mese di luglio porta in dono il tanto atteso bonus 200 euro previsto dal Governo Draghi per contrastare il caro vita e venire in aiuto alle esigenze degli italiani che hanno subito l’impennata dei prezzi.

Il recente conflitto tra Russia ed Ucraina e la forte pressione inflazionistica hanno messo in difficoltà numerose famiglie italiane ed il Governo è intervenuto elargendo un bonus una tantum erogabile a partire dal mese di luglio, ma non per tutti.

Si tratta di un bonus destinato a coloro che dimostrano di possedere un reddito basso e di soffrire effettivamente l’aumento dei prezzi.

Tuttavia, in alcuni casi particolari il contribuente potrebbe rischiare di ricevere l’accredito da 200 euro previsto a luglio, ma essere costretto a doverlo restituire. Una situazione che appare paradossale e che necessita di un approfondimento che possa chiarire la faccenda.

Il problema nasce proprio da un chiarimento emanato dall’Agenzia delle Entrate attraverso un’apposita circolare che sottolinea i casi in cui il contribuente si ritroverà costretto a restituire il bonus da 200 euro erroneamente ricevuto.


Bonus 200 euro: come funziona e chi dovrà restituirlo

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Ai sensi del comma 4, articolo 1 del decreto legge n. 50 del 17 maggio 2022, denominato decreto Aiuti, il bonus 200 euro verrà accreditato ai pensionati direttamente nella cedola del mese di luglio, mentre per i lavoratori dipendenti è necessario compilare un’autocertificazione da consegnare al proprio datore di lavoro.

Lavoratori stagionali oppure con contratto a tempo determinato invece devono inviare la consueta domanda direttamente all’Inps che erogherà il bonus da 200 euro nel prossimo mese di ottobre.

L’erogazione del bonus da 200 euro si suddivide in 2 diverse fasi:

  • erogazione del bonus 200 euro;
  • verifica dei requisiti stabiliti dal Governo.

Come si evince dalla circolare n° 73 del 24 giugno dell’Inps, le due fasi comportano l’erogazione del bonus in via provvisoria ed una verifica successiva dalla quale potrebbero emergere incongruenze che comporterebbero l’obbligo di restituzione della somma erogata.

Requisiti per ottenere il bonus da 200 euro

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L’effettivo riconoscimento dei 200 euro avverrà quindi solo dopo che l’Inps avrà certificato il rispetto dei requisiti del contribuente percettore del bonus, periodo in cui potrebbe anche emergere un mancato rispetto dei titoli ed una conseguente richiesta di restituzione della somma versata.

Tra i requisiti richiesti è imprescindibile non superare il tetto dei 35 mila euro annui e per i lavoratori dipendenti verrà verificato lo sgravio sulla contribuzione pari all’0,8% in almeno uno dei primi 4 mesi dell’anno in corso.

Inoltre, il bonus da 200 euro non potrà essere erogato da 2 datori di lavoro diversi.

Secondo quanto stabilito dall’Inps ed emanato nella circolare n° 73 del 24 giugno, dopo le opportune verifiche sui contribuenti percettori del bonus da 200 euro, in caso di rispetto dei requisiti l’importo viene confermato, mentre in caso di mancato rispetto verrà inviata al percettore una notifica e verrà imposta la restituzione della somma indebitamente percepita entro l’anno successivo.

Di fatto, l’istituto chiarisce la possibilità di erogare in prima istanza il contributo e richiedere la restituzione del bonus 200 euro a chi non spetta, ossia quei contribuenti sui quali è emerso il mancato rispetto dei requisiti previsti dal Governo.

Achille Bellelli

Imprenditore tech e investitore indipendente, esperto in criptovalute e strumenti di trading speculativo. Scrive per FinanzaDigitale e altri magazine economici.

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