Boris Johnson si dimette: quali saranno le conseguenze sui mercati

Le dimissioni di Boris Johnson da Premier britannico comportano un fase di incertezza economico-politica in Gran Bretagna, con ripercussioni sui mercati.

boris johnson

Il Premier inglese Boris Johnson è stato costretto a dimettersi da Primo Ministro e da leader del partito conservatore dei Tory dopo che i suoi ministri hanno abbandonato in massa il suo esecutivo.

Le dimissioni di Boris Johnson comportano una forte instabilità politica, una corsa alla leadership del partito conservatore, ma soprattutto una guida all’altezza di ricoprire l’importante incarico da Premier britannico.

Quest’ultima delicata poltrona potrebbe essere occupata non prima del prossimo autunno e come conseguenza di ciò la Gran Bretagna rischia di vivere un periodo di forte incertezza che non risparmierà neppure l’economia britannica.

Sterlina in rialzo dopo le dimissioni di Boris Johnson

Dopo le dimissioni di Boris Johnson si è registrato un rialzo della sterlina che ha superato 1,2 dollari. Solo un caso oppure si tratta di una reazione finanziaria dettata dalla decisione presa dall’ormai ex Premier britannico?

Secondo gli esperti analisti, le dimissioni di Boris Johnson hanno favorito il rialzo della sterlina proprio perché i mercati vedono di buon occhio un’eventuale riapertura della Gran Bretagna verso l’Europa e soprattutto una politica economica più collaborativa verso l’Unione Europea. 

Dimissioni di Boris Johnson: reazioni alla borsa di Londra

boris johnson dimissioni

Ad ottenere una reazione rialzista alle dimissioni di Boris Johnson non è soltanto la sterlina, ma anche la Borsa di Londra ha registrato un +1% dopo la notizia.

Secondo quanto dichiarato agli organi di informazione dall’esperto analista Ben Laidler, global markets analyst di eToro, la sterlina si è rafforzata, l’FTSE 100 e l’FTSE 250 che rappresentano il mercato interno della Gran Bretagna hanno registrato segnali positivi dopo le dimissioni dell’ex Premier.

Un segnale che evidentemente vede di buon occhio una fase politica britannica meno sotto pressione, dato che le prossime elezioni potrebbero non essere programmate prima del 2025.

Inoltre, una politica interna più aperta verso la collaborazione con i mercati europei ed un maggiore dialogo con l’Unione Europea potrebbe favorire l’economia britannica che, stando ai primi dati, offre già reazioni positive.

Il successore di Boris Johnson e l’economia britannica

borsa di londra

Il successore alla poltrona da Premier del Regno Unito dovrà fare i conti con una pressione inflazionistica in netto rialzo e che il prossimo autunno potrebbe anche toccare quota 10%.

Secondo il sondaggio pubblicato da BoE, l’economia inglese potrebbe anche registrare il prossimo anno un ulteriore aumento dei prezzi che, secondo le previsioni, potrebbero raggiungere il +6,3%, mentre i salari potrebbero salire del +5,1%.

Previsioni più realistiche dipenderanno in modo particolare da chi sarà il successore di Boris Johnson e che tipo di politica economica attuerà, soprattutto sulla voce fiscale, visto che il populista Premier uscente ha preferito una pressione fiscale sulle aziende, risparmiando le persone fisiche.

Dal futuro Premier dipenderà anche la reazione delle Borse Europee e l’attenzione alla poltrona del Premier è molto alta anche in ottica di investimento.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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