Crollo di Wall Street a causa dell’alta inflazione negli USA

Il tasso inflazionistico negli Stati Uniti supera le stime e raggiunge l'8,3%, provocando il crollo dei titoli a Wall Street. Borse in tilt, con cali compresi tra il -4% e il -5%

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Mentre il mercato attendeva dati incoraggianti circa la pressione inflazionistica statunitense, l’inflazione negli USA ha superato le previsioni, raggiungendo quota 8,3% su base annua.

Il conseguente crollo di Wall Street non è tardato ad arrivare e non si esclude un intervento aggressivo delle Federal Reserve per limitare l’inflazione galoppante.

Gli analisti più fiduciosi stimavano un intervento della Federal Reserve più cauto sui tassi di interesse, intorno ai 75 punti base, ma il dato inflazionistico allarmante potrebbe indurre la Banca Centrale Statunitense ad alzare i tassi di 1 punto percentuale.

Anche le Borse europee hanno risentito del tonfo di Wall Street. Dall’indice italiano FTSE Mib, che perde l’1,36% dopo una lieve ripresa, al tedesco DAX 40, che registra un -1,45%.

Male anche il CAC 40, che perde lo 0,55%, così come l’FTSE 100 di Londra, che scende dell’1,50%, e l’IBEX 35 di Madrid, che va giù dello 0,18%.


Il crollo di Wall Street dopo il dato sull’inflazione

Il crollo di Wall Street dopo il dato sull'inflazione

A subire le conseguenze maggiori della forte pressione inflazionistica è stato Wall Street, dove il Dow Jones ha perso il 3,94% a 31.105,03 punti, il Nasdaq è crollato del 5,16%, a 11.633,57 punti, e l’S&P 500 è sceso del 4,32%, a 3.932,64 punti.

Un andamento dei mercato che spiazza anche gli esperti analisti del settore finanziario, i quali stimavano un decremento del tasso inflazionistico intorno all’8% su base annua.

Analizzando i dati dei prezzi al consumo, si registra un incremento dello 0,1% in rapporto al mese precedente, così come i prezzi dei generi alimentari, aumentati dell’0,8% su base mensile e dell’11,4% su base annuale (dato che non si registrava dal maggio 1979).

L’attuale quadro economico potrebbe spingere la Federal Reserve ad intervenire in maniera più incisiva sui tassi di interesse, applicando già la prossima settimana un incremento di 1 punto percentuale, contro i 75 punti base inizialmente previsti prima del crollo di Wall Street.

Secondo le stime sui Fed Funds, sussiste un 80% di possibilità che la prossima settimana la FED intervenga con un innalzamento di 75 punti base, mentre per il restante 20% è possibile che la Banca Centrale applichi una misura più aggressiva, con un rialzo dei tassi di 1 punto percentuale.

Le Borse europee risentono del crollo di Wall Street

Le Borse europee risentono del crollo di Wall Street

Borsa italiana ha mostrato segnali di debolezza a causa del crollo di Wall Street, dal quale si sono salvati solo alcune delle migliori banche italiane, tra le quali:

Crollano i comparti energetici, industriali e tecnologici, in particolar modo Amplifon che perde l’1,06%, mentre mostrano segni di volatilità Unicredit (MIL: UCG), che sale dell’1,37%, e Bper Banca, che chiude con un +2,89%.

Giù anche Iveco Group, che scende del 1,95%, Pirelli (MIL: PIRC), che perde il 1,67% e Generali (MIL: G), che cala dello 0,03%.

Dati che attirano l’attenzione di tanti investitori interessati a sfruttare il trend ribassista di molti titoli, puntando sulle piattaforme per investire in Borsa per ottenere margini di guadagno in vista di potenziali rialzi.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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