Decreto Aiuti bis verso la decontribuzione: sostituirà il Bonus 200 euro

Per contrastare l'inflazione e sostenere famiglie ed imprese, il Governo Draghi sembra essere orientato alla decontribuzione, incrementando il netto in busta paga

draghi si dimette

Il prossimo Decreto Aiuti bis potrebbe non prevedere più il Bonus 200 euro, ma un misura mirata alla decontribuzione, in modo tale da incrementare il netto nella busta paga dei lavoratori dipendenti.

Questa prospettiva di incentivo potrebbe essere la prossima misura varata dal Governo ad interim guidato da Draghi per la gestione degli affari correnti fino alle elezioni del prossimo 25 settembre.

Il Decreto Aiuti bis potrebbe essere quindi modificato per aggiustare il tiro e rendere più mirato il sostegno ad imprese e famiglie che hanno subito la forte pressione inflazionistica e l’incremento vertiginoso dei prezzi.

La decontribuzione sostituirà il Bonus 200 euro

Da quanto riportato agli organi di informazioni, dopo la riunione di questa mattina tenutasi a Palazzo Chigi tra i segretari di Cisl Luigi Sbarra e Uil Pierpaolo Bombardieri, la decontribuzione potrebbe sostituire il bonus 200 euro inserito nel Decreto Aiuti 2022.

Protagonisti dell’incontro e al lavoro per trovare la giusta quadratura, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Ministro dell’Economia Daniele Franco, il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, il Ministro della Pubblica Istruzione Renato Brunetta, il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ed il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

Non sembra quindi destinato alla continuità il tanto discusso Bonus 200 euro che potrebbe essere rimpiazzato dal sistema decontributivo che permetterà ai lavoratori dipendenti un aumento dell’importo netto in busta paga ed un aiuto concreto ed immediato per far fronte al caro prezzi.

Si tratterebbe ad oggi solo di una valutazione, un confronto tra le parti tenutosi nella sede del Governo con i sindacati che rappresentano i lavoratori. Una delle tante idee sul tavolo di lavoro per trovare la misura corretta per sostenere i contribuenti.

Un’altra soluzione sul tavolo del Governo potrebbe essere l’anticipo della rivalutazione all’inflazione delle pensioni in programma nel 2023, ma che potrebbe entrare in vigore sin da subito, a sostegno dei pensionati.

Un’ultima valutazione all’ordine del giorno riguarda le categorie che sono rimaste fuori dall’erogazione del Bonus 200 euro. Si tratta di quei precari che non hanno beneficiato dell’incentivo di luglio, ma che potrebbero riceverlo con una modifica del Decreto.

Gli obiettivi di Governo a sostegno di famiglie ed imprese

obietti di governo a sostegno di famiglie ed imprese

Il Governo Draghi sarà ancora una volta chiamato a trovare la giusta quadratura per far fronte alle richieste dei partiti politici italiani.

Qui la sinistra sembra orientata a dare continuità al Bonus 200 euro, mentre la destra insiste sul taglio dell’Iva sui beni di prima necessità.

Da non sottovalutare i limiti di un Governo dimissionario che non ha più i pieni poteri ma è incaricato solo di portare avanti gli affari urgenti.

Per tale motivo, appare più probabile una continuità su quanto già programmato prima delle dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi e lo scioglimento delle Camere a firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Una misura che possa essere approvata da un Governo che non è più nel pieno delle sue funzioni, ma obbligato a garantire sostegno e famiglie ed imprese per fronteggiare l’inflazione galoppante ed il forte incremento dei prezzi.

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Luca Conti

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente. Collabora con Finanza Digitale curando i contenuti dedicati al trading.

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