Era Fintech: 4 nuove tendenze per il 2018

Quali predizioni e quali sono i Trends che dobbiamo attenderci per il corrente 2018? Quest’anno sarà un anno davvero ricco di novità e di innovazioni tecnologiche in ambito Fintech, cosa c’è da attendersi? Rispetto all’anno appena salutato, il 2017, per l’anno 2018 dobbiamo attenderci degli ulteriori “balzi” in avanti dato che l’applicazione della tecnologia al comparto della Finanza Digitale è oramai un’esigenza sempre più impellente.

Non possiamo negare ad oggi che in questo comparto le banche e tutti gli istituti creditizi, finanziari ed assicurativi stanno già giocando una grande partita ed affrontano una sfida dopo l’altra.

Come si sta evolvendo il mercato dei servizi finanziari e dei pagamenti digitali alla luce dell’adozione e dell’introduzione di nuove tecnologie? Quali sono le nuove opportunità e i vantaggi per tutto coloro che ne usufruiscono? Cosa ci riserverà il 2018? Tra continuità e novità in vista, per il 2018 possiamo enucleare i trends e nuove tendenze a 4 principali categorie.

Fintech: 4 trends attesi per il 2018

Cosa ci riserverà l’anno 2018 in ambito di adozione di nuove tecnologie digitali nel comparto della Finanza Digitale? Ecco i 4 Trends da tenere in considerazione e da non sottovalutare.

  1. Sviluppo di nuove Piattaforme Fintech alla luce di PSD2

L’introduzione della direttiva europea sui pagamenti la PSD2, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, riserverà per l’anno 2018 un potenziale enorme per le prospettive di business che può aprire per il comparto bancario.

Gli istituti di credito e tutti gli intermediari operanti nel settore dei pagamenti saranno chiamati ad aprire l’accesso delle Piattaforme Fintech a soggetti esterni ed ai correntisti che diventeranno proprietari dei propri dati.

Finalmente, dopo 24 mesi per vedere finalmente approvata dal Parlamento Europeo la nuova direttiva sui servizi di pagamento PSD2 segna un ulteriore passo in avanti all’interno dell’era Fintech e porta con sé novità e cambiamenti rivoluzionari che hanno una loro portata storica, tecnologica ed economica.

Come ha notato e sottolineato Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia «La PSD2 è una grande sfida, la normativa non è solo la risposta UE a una oggettiva e corretta necessità di mettere ordine a una situazione di deregulation, ma sarà la chiave per trasformare un obbligo di legge in un’occasione di crescita del business per molti attori».

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La normativa PSD2 cambia radicalmente lo scenario per il comparto bancario e per i TPP (Third Party Providers) chiamati sempre di più a gestire la fase di accesso ai dati del bacino d’utenza che gli istituti bancari devono approntare.

La normativa sui servizi di pagamento PSD2 cambia il flusso dei pagamenti digitali nel settore creditizio e finanziario e farà crescere sempre di più la necessità di disporre di API (Application Programming Interfaces) in grado di gestire una connettività sicura tra i conti dei clienti e i vari fornitori di servizi di pagamento.

Anche per gli stessi Prestatori di Servizi di Pagamento si vengono ad aprire nuove prospettive di crescita e per le Piattaforme Fintech si aprono nuove opportunità di integrazione con il mondo bancario.

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Non si può negare il fatto che dall’esordio della prima direttiva sui servizi di pagamento nel 2007, i progressi nella tecnologia dei pagamenti sono proseguiti a un ritmo rapido e sempre più incessante.

Autorizzare pagamenti tramite soluzioni mobili come Apple Pay, wearable technology o riconoscimento delle impronte digitali sono diventate realtà sempre più fruibili da parte dei consumatori mediante l’utilizzo dei (POS) presso gli esercizi fisici commerciali.

Allo stesso modo anche nel mondo online, i consumatori creditizi sono sempre più in grado di poter accedere a tutti i servizi di pagamento digitale come la cronologia delle transazioni o il loro ID per semplificare il cambio di account o per avviare pagamenti dai loro conti bancari al di fuori del loro sistema bancario online.

I fornitori di tecnologie innovative – noti come “Payment Initiation Service Provider (PISP)” hanno assunto sempre di più una presenza consolidata e di “nicchia” sui diversi mercati europei. Tanto è vero che questo mutamento contestuale ha indotto la stessa Commissione europea ad includerli all’interno della Direttiva PSD2.

Chi sono I PISP e che ruolo crescente avranno per il 2018? I PISP sono in gran parte società Fintech che hanno colto e coglieranno sempre di più l’opportunità di espandersi in mercati in cui le forme di pagamento online tradizionali come le carte di credito non sono dominanti.

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I PISP svilupperanno e concentreranno la propria attenzione sullo sviluppo di tecnologie di pagamento che permetteranno ai consumatori di effettuare pagamenti online fornendo le proprie credenziali di accesso bancario a un PISP in modo sicuro, al fine di concludere una transazione mediante accesso al proprio conto bancario.

I PISP consentiranno sempre di più ai consumatori di beneficiare di bassi costi ed oneri per concludere pagamenti digitali, oltre alla possibilità per gli esercenti commerciali di fruire di metodo di pagamento sicuro e senza ristorni di addebito.

  1. Il Gigante asiatico: il grande Hub del Fintech

Nell’attuale scenario macroeconomico e geopolitico, il Gigante asiatico assumerà sempre di più un ruolo di grande Hub del Fintech mondiale. In linea di continuità con l’anno 2017, nell’area dell’Asia Pacifica il Fintech ha raggiunto un totale di 14.8 miliardi di dollari contro gli 8.3 in USA e i 2.4 del Regno Unito.

Il continente asiatico è il vero “motore” del Fintech e la Cina e l’India espletano il ruolo di “volani” anche se la discrepanza tra domanda ed offerta per i servizi è caratterizzata da una netta sproporzione: si pensi che solo il 52% della popolazione in Asia possiede un conto corrente.

Non a caso l’importanza del Fintech in Asia è legato alla performance dei promettenti mercati cinese e indiano, come sottolinea lo stesso Stan Vazhenin, Investment Analyst of Life.SREDA VC.

Le banche, le assicurazioni e gli intermediari finanziari, alla luce del processo di privatizzazione iniziato da decenni sul continente asiatico, hanno spostato la loro visione strategica sul settore delle tecnologie digitali finanziarie e hanno iniziato ad avviare pesanti e sostanziosi investimenti in diverse società.

Singapore sta rafforzando sempre di più la sua posizione sulla mappa geografica del Fintech asiatico, battendo Hong Kong e diventando il “gateway preferito” in Asia. “Ernst & Young ha classificato Singapore al quarto posto come hub globale del Fintech, dietro a Gran Bretagna, California – sede della Silicon Valley – e New York“, osserva Roger Crook, CEO di Capital Springboard.

  1. Blockchain: una tecnologia sempre più “pervasiva”

Il potenziale della tecnologia blockchain di pervadere in qualsiasi settore non può essere assolutamente ignorato e sottovalutato, anche se ci sono ancora diversi ostacoli da superare.

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La tecnologia blockchain è paragonabile ad un registro “aperto” o ad un database che viene costantemente aggiornato in tempo reale: ogni record è crittografato e contrassegnato dal timestamp, inoltre gli utenti possono accedere e modificare il blocco tramite una chiave privata. Ogni blocco è collegato a quello precedente e a quello successivo e, ogni volta che viene apportata una modifica, l’intera catena viene aggiornata.

La tecnologia Blockchain aiuta a proteggere e ottimizzare le transazioni in modo efficiente senza richiedere l’intervento di Autorità centrali per gestire il processo. La tecnologia blockchain è rivoluzionaria in termini di archiviazione e può tracciare e documentare ogni modifica di un record o di una transazione.

Ad oggi i vantaggi della blockchain nel settore finanziario sono piuttosto evidenti e palesi, ma per il prossimo recente futuro la tecnologia sarà destinata ad “invadere” anche il settore sanitario, la domotica, l’automotive, le telecomunicazioni, l’edilizia, la telemedicina etc. etc.

  1. e-Fattura 2018-2019: quali cambiamenti?

Nuove regolamentazioni avranno un impatto sempre più rilevante sulla fatturazione elettronica: nel corrente anno 2018 l’Unione Europea imporrà a tutti gli stati membri degli standard comuni in materia di e-invoicing.

Bruxelles si propone di accelerare il tasso di adozione dal 24% al 95% entro il 2024 con notevoli vantaggi in termini di risparmio per circa 64.5 miliardi per il mondo corporate.

La nuova normativa espleterà un ruolo di incentivo per la digitalizzazione delle imprese nazionali e si propone al contempo di combattere l‘evasione fiscale.

Non a caso, in Italia la Legge di Bilancio 2018 prevede “l’obbligo di fatturazione elettronica dal primo luglio del 2018 per quanto riguarda la certificazione delle operazioni relative a cessioni di benzina e gasolio e delle prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti negli appalti pubblici. Dal primo gennaio 2019 l’obbligo sarà esteso a tutte le operazioni tra privati (B2B) e nei confronti dei consumatori finali (B2C)”.

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