Euro-dollaro in parità: quali conseguenze per l’economia europea

Dopo aver raggiunto la parità con il dollaro, l'euro sembra soffrire anche le conseguenze dell'ennesimo stop del gasdotto di Gazprom. Quali potrebbero essere le conseguenze sull'export, sulle materie prime e sul turismo?

euro-dollaro

L’euro torna nuovamente ai minimi storici da quando lo scorso 14 luglio è sceso sotto la soglia della parità con il dollaro e dopo circa un mese di equilibrio si è attestato a 0,9971.

L’ultimo segnale di debolezza sembra essere causato dalle notizie negative che giungono dal gigante petrolifero Gazprom, il quale ha chiuso nuovamente per manutenzione il gasdotto Nord Stream 1, riducendo di conseguenza le forniture di gas in Europa.

I lavori di manutenzione sul gasdotto dovrebbero durare dal 31 agosto al 2 settembre prossimi, ma non si esclude lo zampino di Putin in risposta alle recenti sanzioni subite.

Di sicuro l’intervento ha destabilizzato il cambio euro-dollaro a discapito della moneta unica europea, con conseguenze negative per l’economia del Vecchio Continente, ma anche un interessante trampolino di lancio per alcuni settori.

Quali potrebbero essere le conseguenze del sorpasso del dollaro sull’euro? Se da un lato comporta un incremento del costo dell’energia e delle materie prime, dall’altro lato si registrano benefici per l’export verso gli Stati Uniti e i Paesi in cui circola il dollaro, ma anche un’opportunità per il settore turistico.


Euro-dollaro: conseguenze sul costo delle materie prime e sull’energia

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Una delle conseguenze più tangibili della parità tra euro e dollaro è ben visibile sul costo delle materie prime e sull’ulteriore incremento del prezzo dell’energia.

Fattori che potrebbero far schizzare nuovamente l’inflazione galoppante che in Europa ha già raggiunto l’8,6%.

Da non trascurare il blocco del gasdotto Nord Stream 1 che comporterà maggiori forniture dagli Stati Uniti con un cambio euro-dollaro sfavorevole per i Paesi europei e soprattutto per l’Italia che necessita più di tutti dell’importazione.

Nonostante la Banca Centrale Europea abbia alzato i tassi di interesse di 50 punti base, non si esclude un altro intervento già nel mese di settembre per contenere la pressione inflazionistica che ha raggiunto i massimi storici dopo circa 40 anni.

Un’ulteriore impennata del prezzo del petrolio e del costo dell’energia potrebbe recare un altro duro colpo all’economia europea che subirebbe un rialzo dei prezzi dei carburanti e delle bollette.

Per le imprese italiane invece, il cambio euro-dollaro in parità potrebbe diventare un vantaggio per la crescita della domanda dall’estero che favorisce inevitabilmente le vendite, tuttavia non mancano i contro.

Infatti, l’incremento dei costi dell’energia che ha raggiunto anche il +300% comporterebbe un duro colpo per le imprese energivore, mentre per le aziende che puntano tanto sull’importazione la parità euro-dollaro potrebbe incidere negativamente.

Euro-dollaro in parità conveniente per il turismo e per gli investimenti in dollari

Euro-dollaro in parità conveniente per il turismo e per gli investimenti in dollari

Chi invece potrebbe ottenere benefici dal cambio euro-dollaro in parità potrebbero essere le attività del settore turistico, molto più vantaggioso per gli americani interessati a visitare il Vecchio Continente.

I turisti americani potrebbero trovare più vantaggioso approfittare del cambio euro-dollaro favorevole per organizzare vacanze nei Paesi europei, con conseguente incremento dell’indotto turistico ed economico.

Di contro, le vacanze in America potrebbero essere probabilmente meno convenienti per gli europei che subirebbero il cambio negativo dell’euro con il dollaro.

Il decremento dell’euro sul dollaro potrebbe creare dei benefici economici anche agli investitori che in Europa hanno deciso di puntare su investimenti denominati in dollari.

Un ingresso sul mercato al momento opportuno con le migliori piattaforme di trading potrebbe essere la giusta strategia finanziaria per ottenere interessanti risultati economici (con una percentuale di rischio medio-alta), sfruttando proprio la debolezza dell’euro sul dollaro.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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