Inflazione USA sale meno del previsto: le Borse mettono il turbo a rialzo

L'inflazione USA segna un calo che batte le previsioni e Wall Street apre in rialzo, trascinando anche le Borse europee. Potrebbe essere davvero un primo segnale di ripartenza?

nasdaq

I dati in calo sull’inflazione negli Stati Uniti scuotono Wall Street che segna rialzi robusti e trascina anche le Borse europee. Dai dati emersi sembra intravedersi la luce in fondo al tunnel dopo la recente crisi pandemica e l’attuale crisi economica internazionale.

Per la prima volta l’inflazione Usa cala al 7,7% e si colloca al di sotto delle previsioni che si attestavano al 7,9% ed in rapporto al mese precedente scende dello 0,5%.

Un dato che ridona fiducia ai mercati americani, con il Dow Jones che registra un +3,08%, l’S&P 500 che segna un +4,65% e il Nasdaq che sale del 6,11%, così come le Borse Europee in rialzo trascinate dai risultati d’oltreoceano.

Scende dello 0,7 la quotazione del gas naturale a 112,3 euro al megawattora, mentre il cambio euro-dollaro vede la valuta europea a 1,0167 recuperare sul biglietto verde.


Analisi sul calo dell’inflazione in Usa e sulle Borse in rialzo

Wall street

Le previsioni degli analisti attendevano per il mese di ottobre un incremento dei prezzi dello 0,6% rispetto al mese di settembre, eppure l’aumento si è fermato allo 0,4% generando un sentiment positivo e spingendo in rialzo i mercati.

I prezzi del settore energetico e dei generai alimentari sono saliti dello 0,3%, sotto le stime che attendevano un +0,5%, mentre su base annuale il risultato si è attestato al +7,7% sotto le previsioni che attendevano un +7,9%.

Risultati che spingono verso un cauto ottimismo e danno ragione alla politica severa della Federal Reserve che con i vari interventi che hanno portato all’aumento dei tassi di interesse sembra essere riuscita a contenere l’inflazione galoppante.

Potrebbe avviarsi quindi una fase meno aggressiva delle FED, mentre dal Vecchio Continente la Banca Centrale Europea spinge verso nuovi aumenti dei tassi di interesse per contrastare la forte pressione inflazionistica, sperando di ottenere nel medio termine gli stessi risultati negli Usa.

I primi dati incoraggianti sono giunti da Amazon (NASDAQ: AMAZN) che, dopo le delusioni del terzo trimestre 2022, ha segnato un +11% annunciando una revisione sui costi così come hanno già fatto Meta (NASDAQ: META) e Twitter, licenziando anche personale dipendente.

I risultati Usa trascinano le Borse europee

I risultati Usa trascinano le Borse europee

I dati positivi sull’inflazione negli Usa e i rialzi di Wall Street hanno generato segnali positivi anche nelle Borse europee, con Piazza Affari che sale del 2,58%, il Dax40 di Francoforte cresce del 3,51% e il Cac40 di Parigi segna +1,96%.

Tra i titoli migliori del Ftse Mib, le azioni Telecom Italia (MIL: TIT) hanno registrato un incremento del +5,19%, Generali (MIL: G) ha segnato un+ 4,72%, Poste Italiane (MIL: PST) è salita del +4,32% ed Enel (MIL: ENEL) del +3,96%.

Secondo le stime dell’Unione Europea, il tasso inflazionistico dovrebbe attestarsi all’8,7% entro le fine dell’anno in corso, per poi scendere al 6,6% nel 2023 e al 2,3% nel 2024.

Il quadro finanziario sembra vedere la luce in fondo al tunnel, ma secondo le previsioni potrebbero servire circa 2 anni per riportare il tasso inflazionistico sotto il 2%, motivo per cui sarebbe interessante valutare di investire con l’inflazione alta, salvaguardare i propri risparmi e tentare di ottenere interessanti margini di guadagno.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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