Investire in vino, nuovo bene rifugio (esentasse): le bottiglie su cui puntare

Tempi duri per i mercati finanziari e per i risparmiatori vittime della forte pressione inflazionistica.

I mercati registrano fasi negative, le Borse crollano e si fa sempre più alto lo spauracchio dell’inflazione. Neanche investire in oro, il bene di rifugio per eccellenza, si è dimostrata la mossa finanziaria necessaria per garantire un’adeguata stabilità.

Per non parlare di investimenti innovativi che hanno visto il crollo del Bitcoin e delle altre criptovalute, trascinate giù dall’andamento dei titoli tecnologici.

Interessante notare, però, come investire in vino stia diventando una pratica sempre più diffusa, collocabile tra i beni di rifugio che tuttavia non sono soggetti a tassazione in quanto beni deperibili.

Un buon vino di qualità infatti, pur non essendo un asset finanziario, accresce il proprio valore nel tempo, diventa più buono ed incrementa la sua quotazione, collocandosi a tutti gli effetti come un investimento che potrebbe preannunciarsi fruttuoso.

Investire in vino e nelle cantine italiane quotate in Borsa

investire in vino e nelle cantine quotate in borsa

Un buon vino di qualità acquista valore e sta diventando un bene di rifugio per collezionisti, appassionati e risparmiatori per via della rivalutazione annua che ha già fatto registrare un interessante +10%.

Analizzando le performance degli indici di Liv-Ex è possibile apprezzare come il valore dei vini pregiati sia cresciuto negli ultimi 25 anni tra il +400% e il +500%. Dati che hanno fatto drizzare le orecchie anche a molti investitori interessati a puntare su importanti champagne, Borgogna, Bordeaux e sui migliori vini che offre il territorio italiano.

Basti considerare il vino Solaia, frutto della vendemmia del 1997 e venduto nel 2000 per circa 60mila lire. Oggi la stessa bottiglia non vale meno di 1.500 euro e difficilmente il possessore si priverebbe di un bene di rifugio capace di lievitare così tanto il proprio valore.

I vini italiani su cui investire

vini italiani su cui investire

Sassicaia, Ornellaia, Tignanello e Solaia sono i vini italiani più importanti e rinomati in tutto il mondo, la cui bottiglia oggi può essere venduta anche a 150 euro.

Ma il mercato del vino non si limita a questo. Ci sono bottiglie pregiate che custodiscono il vino prodotto dalle migliori annate oppure edizioni limitate che fanno schizzare il valore di una bottiglia a 500 euro e fino anche a 5mila euro.

Un mercato per veri appassionati, intenditori, collezionisti, ma anche investitori che credono fortemente nel valore del vino di qualità.

Ne è un esempio l’Ampio delle Mortelle, un vino derivante dai vigneti in provincia di Grosseto oppure Matarocchio San Walfredo, prodotti nell’Alta Maremma ed imbottigliati in edizione speciale solo se raggiungono elevati parametri di qualità.

Una condizione che rende questi vini tra i più pregiati che il mercato possa offrire, prodotti in edizione limitata per circa 3mila bottiglie, motivo per cui il valore cresce nel tempo in maniera esponenziale e spinge tanti investitori ad investire in vino.

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Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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