UE alza il tetto contante a 10mila euro: nuove regole sul cash, limiti sulle crypto

L'Unione Europea alza il tetto sul contante a 10mila euro ed impone regole antiriciclaggio sulle transazioni in criptovalute

tetto contante

Mentre in Italia è al vaglio l’ipotesi di incrementare il limite al contante a 5.000 euro, dai 1.000 euro inizialmente previsti a partire dal 1° gennaio 2023, dall’Unione Europea è arrivata la conferma sul tetto massimo a 10mila euro.

In Italia, la proposta aveva creato non pochi dissidi tra i parlamentari al Governo, con il centro-destra orientato ad innalzare il tetto massimo ed il centro-sinistra proiettato a limitarne l’uso come misura per contrastare l’evasione fiscale.

L’Europa sembra dare ragione alla maggioranza di Governo, raddoppiando addirittura l’utilizzo del contante a 10mila euro ed ampliando di fatto la disponibilità di utilizzo del proprio denaro cash.

Sul tavolo di Governo si valuta anche la proposta di rendere obbligatori i pagamenti elettronici solo per importi pari o superiori a 60 euro, in netto contrasto con il decreto vigente che impone ad oggi l’obbligo di garantire pagamenti con bancomat e carta di credito.

Tetto al contante per l’UE e gli Stati membri

Tetto al contante

L’indicazione fornita dall’Unione Europea non impone l’obbligo di alzare per tutti la soglia a 10mila euro, ma gli Stati membri hanno facoltà di decretare anche limiti al di sotto di tale importo.

Quanto regolamentato dall’UE rientra all’interno di un più ampio pacchetto di misure volte a contrastare il riciclaggio di denaro e i finanziamenti per scopi terroristici.

Non a caso l’intervento dell’Unione Europea prevede l’istituzione di un’apposita Commissione antiriciclaggio, denominata AMLA, Anti Money Laundering Authority, per la cui sede l’Italia intende candidarsi.

Gli Stati membri dell’Unione Europea non potranno quindi applicare un tetto al contante superiore a 10mila euro, ma avranno libera facoltà di ridurre tale importo, purché si rispetti l’indicazione della Commissione Europea volta alla lotta al riciclaggio di denaro ed all’anonimato sulle transazioni.

Quest’ultima indicazione punta il dito su chi investe in criptovalute in completo anonimato, obbligato quindi a misure di verifica per transazioni pari o superiori a 1.000 euro.

Stesso discorso vale anche per gli intermediari finanziari che trattano gioielli, metalli e pietre preziose, che saranno obbligati al tracciamento delle transazioni e registrati in appositi database allo scopo di limitare quanto il più possibile il riciclo di denaro e le sovvenzioni legate al terrorismo.

Come cambieranno il tetto al contante e le crypto transazioni

Come cambieranno il tetto al contante e le crypto transazioni

Quanto approvato dal Consiglio dell’Unione Europea è un vero e proprio regolamentato che sostituisce la quarta direttiva antiriciclaggio 2015/849/UE, approvando quindi per la quinta volta delle misure che possano rendere più difficili le operazioni illecite.

Oltre al limite al contante fissato a 10mila euro, le transazioni in criptovalute dovranno obbligatoriamente essere trasparenti, identificando tutte le persone fisiche che operano con le monete digitali per importi pari o superiori a 1.000 euro.

Sarà attiva dal 2024 una super-autorità che coordinerà le operazioni antiriciclaggio imposte dall’Unione Europea a tutti gli Stati membri, tentando di infliggere un duro colpo alla criminalità.

In vista delle nuove modifiche imposte dall’Unione Europea, chi desidera comprare Bitcoin anonimamente potrebbe trovare ostacoli difficili da superare, del resto la direzione intrapresa dai Governi sembrerebbe quella di procedere ad una più accurata regolamentazione delle monete digitali.

Investire in criptovalute attraverso i migliori exchange legalmente autorizzati potrebbe essere quindi la soluzione più consona per chi desidera operare in maniera oculata con i crypto asset.

Achille Bellelli

Imprenditore tech e investitore indipendente, esperto in criptovalute e strumenti di trading speculativo. Scrive per FinanzaDigitale e altri magazine economici.

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