Piattaforme FinTech: prestiti on line tassati al 26%, novità Legge di Bilancio 2018

Peer to peer lending: secondo la Legge di Bilancio 2018 costituiscono redditi di capitale i proventi derivanti dai prestiti on line per i soggetti finanziatori non professionali che mettono a disposizione i propri capitali risparmiati sulle Piattaforme di peer to peer lending gestite da società iscritte all’Albo degli intermediari finanziari o da istituti di pagamento, autorizzati dalla Banca d’Italia.

Con integrazione dell’articolo 44 TUIR si prevede che costituiscono redditi di capitale i proventi derivanti dai prestiti erogati dai soggetti privati mediante le Piattaforme Fintech.

Secondo la previsione normativa tutti i soggetti “gestori” assumono la qualifica di sostituti d’imposta ed operano una ritenuta alla fonte a titolo di imposta sui redditi di capitale corrisposti a persone fisiche, con applicazione dell’aliquota del 26%.

Piattaforme Peer to Peer Lending: Novità Legge di Bilancio 2018

Grande vittoria del Fintech alla Camera: la Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento di Sebastiano Barbanti (PD) che proponeva, per interessi e capital gain derivanti da investimenti in prestiti erogati da privati a privati e imprese tramite Piattaforme Peer to Peer Lending, la medesima tassazione applicata oggi ai redditi degli strumenti finanziari con aliquota del 26%.

L’emendamento ha modificato l’art. 44 del Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR), introducendo la specifica che “le Piattaforme Fintech devono essere gestite da società autorizzate da Banca d’Italia in quanto finanziarie ex art. 106 TUB e/o da istituti di pagamento e che le stesse piattaforme devono operare una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta sui redditi da capitale”.

P2P: che cos’è e come funziona

Il Peer to Peer Lending o P2P negli ultimi anni ha preso piede anche nel nostro Paese, su imitazione dell’esperienza maturata sui mercati anglosassoni e dopo la digitalizzazione che ha rivoluzionato definitivamente il comparto Finance.

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Si pensi a come l’avvento d’Internet ha definitivamente digitalizzato le attività finanziarie che tradizionalmente erano riservate ai soli istituti bancari andando definitivamente a modificare l’organizzazione del lavoro in banca e permettendo ai clienti di entrare direttamente a far parte dell’attività di business della banca fino ad arrivare a modelli di business sempre più indipendenti.

Tantissime le novità che hanno rivoluzionato il settore dei Prestiti e della Finanza e l’era Fintech ha definitivamente imboccato la sua strada verso il continuo sviluppo che ha prodotto grandi e promettenti potenzialità.

Il P2P lending è un prestito personale che viene erogato da soggetti privati risparmiatori ad altri soggetti che necessitano di finanziamenti, i quali si rivolgono ai siti di social lending, senza passare attraverso i canali tradizionali rappresentati dagli intermediari finanziari autorizzati ai sensi dell’art. 106 del Testo Unico Bancario, il Decreto Legislativo n° 385 del 1993 (banche, società finanziarie, ecc.).

La “disintermediazione” del canale dei prestiti tra privati è stata battezzata per la prima volta in Inghilterra dal sito Zopa, che dal 2005 ad oggi ha erogato più di 800 milioni di dollari a soggetti privati richiedenti risorse finanziarie, senza ricorrere al credito bancario.

Piattaforme Fintech: quali sono i vantaggi?

Il ricorso alle Piattaforme Fintech consente ai soggetti richiedenti un prestito di beneficiare di un tasso di interesse mediamente più favorevole rispetto a quello proposto dagli intermediari bancari: ciò è reso possibile grazie alla riduzione ai minimi termini dei costi di intermediazione.

Grazie alle Piattaforme P2P il prestatore e il soggetto richiedente un prestito vengono messi in relazione diretta e gli intermediari, operando sul canale telematico con servizi altamente automatizzati, hanno costi operativi molto bassi e possono “permettersi” di applicare tassi di interesse così favorevoli.

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Tuttavia, tra i rischi occorre ricordare che questo tipo di prestito non prevede garanzie a protezione del prestatore contro l’eventuale fallimento del debitore.

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