Russia lancia il rublo digitale obbligatorio

Dal Cremlino giungono notizie sulla possibilità di imporre la criptovaluta come moneta legale già entro il 2022.

Russia lancia rublo digitale obbligatorio

Il Governo russo sembra proiettato all’idea di lanciare il rublo digitale già entro la fine del 2022, immettendo sul mercato un prototipo che possa testare la valuta elettronica nel Paese.

Sulla scia delle criptovalute, anche Mosca appare interessata a sfruttare la forte tendenza della moneta digitale, ma con la ferma intenzione di imporre l’obbligo del suo utilizzo a commercianti, imprese ed aziende.

È quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dalla governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabiullina e diffuse agli organi di informazione, secondo le quali, entro la fine dell’anno in corso, la Russia potrebbe lanciare l’obbligo del rublo digitale.

Pare siano già programmati i passi per l’introduzione del rublo digitale – che potrebbe diventare obbligatorio già da gennaio 2023 se i test effettuati porteranno i benefici fortemente sperati dalla Banca Centrale russa.


Gli obiettivi del rublo digitale obbligatorio in Russia

Gli obiettivi del rublo digitale obbligatorio in Russia

A spiegare gli obiettivi generali che si pone l’introduzione obbligatoria del rublo digitale ci ha pensato il primo vice governatore della Banca Centrale russa, Olga Skorobogatova.

L’obbligo del rublo digitale potrebbe migliorare i sistemi di pagamento e ridurre i costi a beneficio di famiglie ed imprese, con la possibilità di rendere le transizioni più accessibili e sfruttare la tecnologia che ben si presta all’utilizzo della valuta digitale.

Gli step programmati entro il 2022 permetteranno di valutare la transizione tra la valuta cartacea ed il rublo digitale, senza recare troppe difficoltà durante il passaggio.

Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di banche ed istituti finanziari in grado di avviare le fasi di transizione e testare effettivamente l’introduzione dell’obbligo del rublo digitale.

Anche Andrey Kostin, direttore della banca commerciale Vtb, è intervenuto sul tema, sottolineando le caratteristiche e le peculiarità di una criptovaluta digitale russa che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione finanziaria.

Così come sta già facendo la Cina, il cui passaggio alla moneta digitale è già in stato avanzato, lo Yuan digitale permetterà di controllare, attraverso appositi sistemi informatici, i flussi di denaro, abbattendo di fatto i pagamenti in nero, le attività illecite e l’evasione fiscale.

Il chiaro intento del Governo russo sembra essere quello di arrivare a un taglio netto con il dollaro USA ed offrire un prodotto ufficiale sotto il controllo di Mosca, rispetto alle criptovalute come il Bitcoin (BTC) che non sono ben viste dal Cremlino. Quest’ultimo li ritiene infatti investimenti pericolosi che non dovrebbero neppure essere accettati nel territorio russo.

Conviene investire sul cambio Rublo-Dollaro?

Alla luce delle recenti notizie che arrivano da Mosca sull’introduzione obbligatoria della moneta digitale russa, conviene investire sul cambio Rublo-Dollaro?

Analizzando il grafico in tempo reale di seguito riportato, è possibile notare come il conflitto tra Russia ed Ucraina abbia indebolito il rublo rispetto al dollaro, che negli ultimi mesi si è imposto sulle valute estere ed ha raggiunto la storica parità con l’euro.

Anche l’inflazione che in Russia ha raggiunto il 18% sta incidendo fortemente sull’andamento del rublo in rapporto alle altre valute. Tuttavia, sembra ancora resistere tra alti e bassi. Molto dipenderà anche dall’evoluzione del conflitto in atto.

Investire sul cambio rublo-dollaro è possibile scegliendo uno dei migliori broker di trading legalmente autorizzati con i quali puntare sull’andamento del cambio valutario, che potrebbe registrare significativi cambiamenti in vista dell’obbligo del rublo digitale.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

Lascia un commento