Arriva il tetto sul prezzo del petrolio russo: cosa prevede, quali impatti e conseguenze

Il G7 è pronto ad introdurre un tetto massimo sul prezzo del petrolio per ridurre le entrate di Mosca con le quali finanzia la guerra in Ucraina. Putin pronto a chiudere i rubinetti ai Paesi che aderiranno al price cap

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Per contrastare le azioni belliche della Russia e ridurre gli impatti negativi sull’economia internazionale, i Paesi del G7 sembrano intenzionati ad applicare un tetto sul prezzo del petrolio.

Una misura fortemente voluta dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen, con l’obiettivo di ridurre drasticamente le entrate russe determinate dall’incremento del prezzo del petrolio e del gas naturale che finanziano la guerra contro l’Ucraina.

La strategia del tetto sul prezzo del petrolio russo finita sul tavolo del G7, da un lato chiude i fondi a Putin e dall’altro rende più stabile l’andamento del prezzo del greggio.

Per rendere la misura realmente efficace, tutto dipenderà da quanti Paesi aderiranno al tetto sul prezzo del petrolio, visto che Putin è già partito al contrattacco minacciando la chiusura a tempo indeterminato del gasdotto Nord Stream, principale erogatore di gas all’occidente.

La contromossa di Mosca potrebbe essere quella di chiudere i rubinetti a tutti quei Paesi che aderiranno all’imposizione del tetto sul prezzo del petrolio.

Una partita strategica che potrebbe trovare risvolti positivi a favore dell’Occidente se al tetto imposto sul prezzo del petrolio aderissero anche altri maggiori acquirenti, Cina ed India in primis.


Conseguenze del tetto sul prezzo del petrolio

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Le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen diffuse agli organi di informazione non lasciano nessun dubbio. Secondo la Von der Leyen, il tetto sul prezzo del petrolio e del gas russo in Europa è un intervento da adottare per rendere più efficaci le sanzioni inflitte a Mosca.

Non è tardata ad arrivare la risposta del Vice Capo del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, deciso a tagliare le forniture di petrolio e gas russo a tutti quei Paesi che aderiranno al price cap.

Una prima azione dimostrativa da parte di Mosca è arrivata con la comunicazione di Gazprom sul gasdotto Nord Stream, i cui lavori di manutenzione che hanno già comportato 3 giorni di stop sulle forniture, si protrarranno a tempo indeterminato.

Impatti del tetto sul prezzo del petrolio

Il blocco a tempo indeterminato del gasdotto Nord Stream che fornisce l’Occidente, chiara contromisura russa contro l’applicazione del tetto sul prezzo del petrolio, ha già creato un impatto notevole sul prezzo del gas.

I future Ttf che rappresentano il termometro del gas in Europa, dopo la chiusura di Nord Stream sono crollati del -11,7% a 214 euro.

Sul prezzo del petrolio, invece, la partita si giocherà sul tavolo del G7 e potrebbero essere determinanti le adesioni di India e Cina, importanti acquirenti del petrolio russo.

Nell’attesa di capire meglio le evoluzioni, la von der Leyen non lascia margini di incertezza circa la necessità assoluta di procedere a centellinare quanto il più possibile le risorse, senza tuttavia fermarsi di fronte alle minacce di Mosca.

Variazioni che certamente attirano numerosi investitori che puntano sull’andamento del prezzo del petrolio per tentare di generare guadagni sfruttando la volatilità, al netto dei rischi tipici dei mercati.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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