Xi Jinping rieletto presidente, tracollo delle azioni cinesi (ecco perché)

Non sembra arrestarsi "l'impero" del presidente Xi Jinping in Cina giunto al suo terzo mandato, ma le reazioni dei mercati bocciano il suo strapotere.

xi jinping

La scorsa domenica è stato rieletto segretario del Partito Comunista in Cina l’attuale Presidente Xi Jinping, giunto al suo terzo mandato nonostante la regola imponesse il limite di età a 67 anni.

Lo strapotere del leader comunista cinese si è imposto nonostante le sue 69 candeline che non sembrano pesare sulla sua ferma volontà di guidare la superpotenza asiatica, ma le reazioni dei mercati non si sono fatte attendere.

Le Borse hanno infatti registrato perdite a Shanghai e Shenzhen, inoltre i risultati negativi pesano anche sull’indice Hang Seng e di conseguenza sulle imprese cinesi quotate in Borsa.

Il presidente Xi Jinping al suo terzo mandato in Cina

presidente Xi Jingping al suo terzo mandato in Cina

Il presidente Xi Jinping è stato rieletto alla guida del partito comunista cinese all’età di 69 anni, nonostante sia stato imposto il limite massimo di 67 anni per evitare di ripetere l’imperialismo di Mao Tsê-tung.

I 2.338 delegati hanno quindi votato la fiducia a Xi Jinping al Congresso nazionale del partito presso la Grande Sala del Popolo a Pechino.

Il presidente Xi sembra essere uscito rafforzato dal terzo mandato, sia in termini di durata che di fedeltà da parte dei suoi uomini di fiducia all’interno del Comitato permanente del Politburo.

Appare chiaro l’intento di ripetere la storia di Mao Tsê-tung, dato che Xi Jinping si presenta come un uomo solo al comando, con pieni poteri di Stato e l’assoluto controllo delle forze militari.

Xi Jinping si appresta quindi a diventare presidente e a guidare la Cina per almeno altri 5 anni, con il chiaro intento di stabilizzare il ruolo di superpotenza mondiale e progredire sul piano economico e sociale.

Se da un lato conferma per altri 2 anni i rapporti bilaterali con il Vaticano sulla nomina dei Vescovi, dall’altro spazza via l’ala democratica del Paese, muove i fili sui rapporti internazionali, media il rapporto tra l’oriente e l’occidente ed impone i punti fermi sulla politica interna.

La reazione dei mercati

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Dopo l’annuncio del terzo mandato al presidente Xi Jinping, la reazione dei mercati è stata negativa e si sono registrate perdite del 2% a Shanghai e Shenzhen.

Nella Borsa di Hong Kong (HKEX), l’indice Hang Seng ha perso il 6,36%, mentre l’Hang Seng China Enterprises Index che ingloba le aziende cinesi ha lasciato il 7,3%.

Le perdite attestate in Cina hanno attenuato sensibilmente l’entusiasmo dei risultati positivi ottenuti dall’incremento della produzione e dall’export, i cui dati potrebbero di conseguenza subire significativi cali.

Conviene investire in Cina nel 2022? Una domanda che sorge spontanea e che vede gli investitori combattuti tra chi crede fortemente nell’evoluzione del mercato cinese e chi invece è preoccupato dalla forte instabilità internazionale e dalla crisi economica.

Da valutare la crescita esponenziale che sta dimostrando la Cina, pronta a ricoprire un ruolo di primo piano sullo scacchiere globale, con una crescita economica che potrebbe rilanciare i mercati.

Il sentiment degli operatori finanziari potrebbe propendere verso un’attenta strategia di investimento sul mercato cinese, i cui titoli sono negoziabili sulle piattaforme di trading online.

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Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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