Che fine hanno fatto gli NFT

Il mercato delle opere d'arte e dei certificati digitali ha perso gran parte del suo valore dopo il picco speculativo del 2022. I volumi di vendita continuano a calare nonostante il nuovo (timido) sostegno politico statunitense.

Pubblicato il 1 Maggio 2026 4 min di lettura
Investire in NFT

C’era un tempo in cui si faceva a gara per accaparrarsi un’immagine digitale di una scimmia, un replay di una schiacciata, il primo tweet della storia. Sono passati solo cinque anni dall’entusiasmo del biennio 2021-2022, e il mercato degli NFT (i non-fungible token, certificati di proprietà digitale basati sulla blockchain) ha perso quasi tutto il suo valore.

I contenuti digitali che venivano venduti per centinaia di migliaia di dollari (o milioni) oggi valgono una frazione del prezzo originale, cosa che ha segnato la fine di una stagione caratterizzata da speculazioni estreme e massiccio interesse mediatico.

Come funzionano gli NFT

La tecnologia alla base degli NFT serve a certificare l’unicità di un file digitale tramite la blockchain, che si può definire come una sorta di database condiviso con informazioni certificate e consultabili da chiunque. Il concetto di “non fungibile” indica che il gettone è unico e non può essere sostituito con un altro identico, a differenza di quanto accade con le valute tradizionali.

L’idea è nata nel 2014 con l’obiettivo di permettere agli artisti di controllare il proprio lavoro e guadagnare dalle opere digitali, ma il sistema è stato poi usato per vendere accessori nei videogiochi o vestiti virtuali nel metaverso.

L’interesse del grande pubblico è venuto meno quando la rete non è stata sostituita da ambienti virtuali in cui fare acquisti e perciò è sparita l’esigenza di possedere certificati di proprietà particolari.

Il settore tecnologico ha poi spostato i propri investimenti verso l’intelligenza artificiale dopo il debutto di ChatGPT, cosa che ha ridotto la liquidità disponibile per i progetti legati al Web3. La reputazione degli NFT è rimasta inoltre legata a numerosi scandali e truffe, oltre che al collasso di piattaforme di scambio come FTX, e questo ha allontanato i creatori di contenuti che cercano strumenti più sicuri per proteggere le proprie opere.

Il crollo dei prezzi

La collezione Bored Ape Yacht Club, una delle più famose nel settore delle illustrazioni digitali, ha registrato un calo del valore medio pari al 96% rispetto al picco di maggio 2022. Molte celebrità hanno subito perdite ingenti, come il cantante Justin Bieber che nel gennaio del 2022 ha pagato 1,3 milioni di dollari per un esemplare e oggi riceve offerte che non superano i 16.000 euro.

Una stima di inizio 2026 del sito specializzato NFTevening ha rilevato che già nel 2024 il 96% dei progetti era considerato inattivo, il che significa che non registrava più vendite né discussioni sui social network.

Le perdite maggiori hanno colpito gli utenti comuni che avevano acquistato i gettoni digitali con la speranza di arricchirsi rapidamente. Il settore è stato poi travolto dalla chiusura dei dipartimenti specializzati nelle grandi istituzioni, come la casa d’aste Christie’s che a settembre 2025 ha interrotto le attività del suo ufficio dedicato all’arte digitale.

Questa decisione è arrivata a pochi anni di distanza dalla storica vendita di un’opera dell’artista Beeple per 69 milioni di dollari, l’evento che nel marzo del 2021 aveva dato inizio alla bolla speculativa globale.

La situazione nel 2026

Il mercato ha tentato una timida ripresa nel corso del 2025 grazie alla nuova linea politica del governo statunitense. L’elezione di Donald Trump ha portato un approccio più permissivo verso le criptovalute e ha favorito l’approvazione del Genius Act, una legge che serve a legittimare l’uso delle stablecoin (un tipo di criptovaluta dal valore stabile) nei pagamenti comuni.

Lo stesso Trump ha lanciato una propria collezione di figurine digitali chiamata “Trump Bitcoin Digital Trading Cards”, e questo ha ridato una parziale visibilità a uno strumento che sembrava ormai destinato all’oblio.

I dati più recenti mostrano comunque un settore in forte ridimensionamento rispetto al passato. Le vendite totali di NFT nel 2025 hanno raggiunto un giro d’affari di 5,6 miliardi di dollari, ma la cifra rappresenta un calo del 37% rispetto ai volumi dell’anno precedente.

Alcuni marchi della moda come Louis Vuitton e Balenciaga continuano a sperimentare con i certificati digitali abbinandoli a prodotti fisici reali, e così provano a trasformare gli NFT in uno strumento di autenticazione per beni di lusso piuttosto che in un asset puramente speculativo.

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Ultima revisione: 5 Maggio 2026 Come lavora la redazione