I costi di un conto corrente sono da sempre uno dei principali parametri da valutare. Spesso però si pensa che l’unica spesa sia il canone mensile. Offerte a canone zero, promozioni per under 35 e sconti per chi accredita stipendio o pensione invogliano gli utenti ad aprire un conto online basandosi principalmente su questo parametro.
La sorpresa arriva con il primo estratto conto, che presenta costi non considerati: l’imposta di bollo, le commissioni per bonifici o prelievi, le spese di cambio valuta e quelle per la carta di debito sono alcuni esempi. Di conseguenza, ci si ritrova a spendere più del previsto, intaccando i propri risparmi.
Questa guida nasce proprio per evitare queste spese extra e scegliere con attenzione il conto online più adatto alle proprie necessità. Abbiamo indicato i principali costi di un conto, dove trovarli, con esempi pratici basati sui conti correnti online più richiesti in Italia che abbiamo testato.
Conti correnti più convenienti
Quali sono i costi di un conto corrente
I costi di un conto corrente bancario o postale sono di due tipi.
Costi fissi
Sono quelli collegati al servizio offerto dalla banca e che rimangono costanti nel tempo, tra cui:
- canone mensile conto;
- canone carte di debito e di credito;
- commissioni di estratto conto (opzionali);
- tasse e imposte di bollo.
Costi variabili
Sono legati ai singoli servizi e possono cambiare in base alla tipologia di conto o alle singole operazioni, come ad esempio:
- commissioni sui bonifici;
- bollettini, PagoPa, addebiti diretti, domiciliazioni;
- commissioni sui prelievi;
- commissioni di conversione valuta;
- commissioni sul trading.
In base a questi costi si distingue quindi tra conti a consumo o ordinari, tipici delle banche tradizionali come Intesa Sanpaolo, UniCredit, Crédit Agricole Italia, in cui c’è un singolo costo per ogni transazione.
Dall’altro lato ci sono i conti a pacchetto, con diversi piani tariffari, anche a canone zero, che includono un certo numero di operazioni. Una volta superate, c’è poi una commissione aggiuntiva.
Vediamo nel dettaglio quali sono i costi di un conto corrente. Per ognuno abbiamo testato alcuni conti in modo da avere un parametro di riferimento.
Imposta di bollo di un conto corrente
L’imposta di bollo è una tassa sul conto corrente sempre dovuta allo Stato. Di norma è pari a 34,20€ all’anno, ma si paga solo per quei conti correnti che hanno una giacenza media superiore ai 5.000€. Non è dovuta se non si supera questo limite. L’imposta si applica anche sui conti deposito, pari allo 0,20% annuo sulle giacenze presenti.
Vi sono però delle eccezioni. Per gli istituti di moneta elettronica come Hype e Tinaba non c’è l’imposta di bollo ordinaria prevista per i conti bancari, ma un costo di 2€ all’anno nel caso in cui, al 31 dicembre, il saldo contabile sia superiore a 77,46€. In Hype è a carico del cliente, con Tinaba invece è la banca a versarla.
Ci sono poi alcune banche che includono promo con canone zero per il primo anno, compreso il versamento dell’imposta di bollo.
Canone mensile
Il canone mensile è il costo applicato dalla banca per la gestione del conto corrente postale o bancario. Alcuni istituti di credito offrono piani tariffari diversificati, inclusi profili gratuiti. Altre hanno un canone fisso e unico, che tuttavia può essere azzerato.
Nel primo gruppo rientrano le banche online come Revolut, N26, Hype e Fineco con un piano a costo zero, e diversi a pagamento:
- Revolut: i piani sono Standard (0€), Plus (3,99€), Premium (9,99€), Metal (15,99€) e Ultra (55€);
- N26: Standard (0€), Smart (4,90€), Go (9,90€) e Metal (16,90€);
- Fineco: prevede Fineco One (0€), Classic (3,95€) e Max (29,95€);
- Hype: offre i profili Standard (0€), Next (2,90€) e Premium (9,90€);
- Conto Corrente Arancio: Light (0€), Arancio Più (5€).
Il vantaggio principale è la possibilità di effettuare l’upgrade o il downgrade tra i diversi piani in base alle proprie necessità.
Canone azzerabile
Abbiamo testato anche un conto online a canone fisso, con la possibilità di azzerarlo al soddisfacimento di specifiche condizioni: SelfyConto di Banca Mediolanum.
È a costo zero per tutti il primo anno. Dal secondo in poi il costo è di 3,75€ al mese, ma azzerabile per gli under 30 e per chi accredita la pensione o lo stipendio (per almeno 500€ al mese).

Conto corrente a canone zero
I conti online a canone zero possono essere interessanti, soprattutto per chi effettua pochi movimenti o ha bisogno di un secondo conto. Quasi sempre questa è una prerogativa delle banche online. Oltre a Revolut, N26, Hype e Fineco, un ottimo esempio di conto senza canone è Trade Republic, che propone un unico piano gratuito per sempre.
Bisogna però prestare attenzione alla durata delle offerte, come nel caso del Conto Online di Crédit Agricole, che offre il primo anno a canone zero e prevede successivamente un costo di 2€ al mese.
Pagamenti
Altra spesa da considerare sono le commissioni su:
- bonifici SEPA e istantanei;
- bollo auto e PagoPA;
- domiciliazione delle utenze o addebiti diretti;
- bollettini;
- F24 e adempimenti fiscali.
È raro trovare banche che applicano costi sui bonifici online. Tra quelle che continuano a mantenerle c’è il Conto Online di Crédit Agricole che applica un costo di 1,20€ per ogni operazione fatta verso banche del gruppo, che sale a 1,50€ per altre banche. Se poi si ci si rivolge allo sportello, il costo per il bonifico SEPA è di 8€.
Per i pagamenti online, ogni conto include una serie di costi. Nella tabella seguente abbiamo inserito alcuni esempi.
| Descrizione | Bollettini | Addebiti diretti | Bollo auto | F24 |
|---|---|---|---|---|
| Revolut | 0€ | 0€ | 1€ | 0€ |
| N26 | – | 0€ | 1 | – |
| Hype | Da 2,15€ | 0€ | 1€ | – |
| Trade Republic | Non supportato | 0€ | Non supportato | Non supportato |
| Conto Corrente Arancio Più | 0€ | 0€ | 0€ | 0€ |
| Fineco | 1,55€ | 0€ | 1,95€ | 0€ |
| Credit Agricole | 4€ | 0€ | 1,50€ | 0€ |
| SelfyConto | da 2,50€ | 0€ | 1,80€ | 0€ |
Carte di debito, prelievi e pagamenti
La carta di debito è collegata direttamente al saldo del conto con cui prelevare denaro o pagare online o presso i POS. Quelle virtuali, dove disponibili, sono a costo zero. Diverso è il discorso per la spesa della carta di debito fisica.
Testando i conti a canone zero di N26, Hype e Trade Republic ci siamo trovati con una spesa una tantum per la carta di debito rispettivamente di 10€, 9,90€ e 5€. Invece, questo costo è compreso nel canone per i conti a pagamento.
Ci sono poi banche che applicano anche un canone annuale alla carta. Fineco Online, dopo il primo anno in cui c’è la promo a costo zero, applica un costo di 9,95€ per il conto One, che scende a 5,95€ per quello Classic. Il Conto Online di Crédit Agricole rispetta lo stesso schema: primo anno carta di debito internazionale gratis, poi 2€ al mese.

Prelievi
Per i prelievi alcuni conti inseriscono un certo numero di operazioni incluse nel pacchetto o una soglia entro la quale l’operazione è gratis:
- Revolut: 200€ al mese o 5 operazioni per il conto Standard e Plus, importo che sale a 400€ nel conto Premium, 800€ nel Metal e 1.000€ nell’Ultra;
- N26: conto Standard 3 prelievi gratis, per i piani successivi non ci sono commissioni;
- Hype: fino a 250€ al mese per il conto Standard, 0€ per quelli a pagamento;
- Fineco: gratis per il piano Max, per il piano One e Classic 0€ per prelievi superiori a 99€, altrimenti si applica una commissione a partire da 1€ a operazione;
- Trade Republic: gratis sopra i 100€, altrimenti 1€ a transazione.
Ci sono poi conti che azzerano i costi se i prelievi vengono effettuati presso un ATM in Italia o in Europa: nelle banche che abbiamo provato, questa condizione si applica a SelfyConto, al Conto Online di Crédit Agricole e a Conto Corrente Arancio.
Pagamenti online e all’estero
Un costo a cui fare attenzione sono i pagamenti in rete o fisici con le carte. Oggi tutti i conti online hanno costi zero per le transazioni online, nei negozi con POS e tramite Apple Pay e Google Pay.
Per quelli in valuta diversa dall’euro, ci sono delle commissioni che vanno dal 2% al 4% ad operazione. Tuttavia, alcuni conti includono un certo numero di operazioni di cambio a costo zero, molto utili per chi viaggia spesso o effettua acquisti all’estero.
Un esempio è Revolut che, in base al piano tariffario, offre dai 1.000€ a un numero illimitato di operazioni senza commissioni, ma anche N26. Fineco, grazie al sistema Multicurrency, include questa opzione per i pagamenti in una delle tre valute che possono essere aggiunte gratis all’euro: dollaro statunitense (USD), sterlina britannica (GBP) e franco svizzero (CHF).
Altri costi
Per i conti con trading online c’è una commissione di operatività in entrata e in uscita che può variare in base all’asset e alla tipologia di piano. Prendiamo il caso di Revolut, divenuto popolare per l’opzione di investire in crypto, in azioni, obbligazioni, ETF e creare dei piani di accumulo.
Per ogni piano ci sono un certo numero di operazioni a costo zero sulle azioni, poi si applica lo 0,25% ad operazione e l’1,49% a scendere per la compravendita di crypto.
Un altro esempio è il conto Trade Republic, famoso per offrire la possibilità di creare un PAC a partire da 1€. In questo caso non c’è una commissione di acquisto, ma solo di vendita pari a 1€. Invece sul trading di azioni e crypto si applica una commissione fissa, sempre di 1€.
Infine, per la richiesta di prestiti e di fidi bancari si dovrà fare attenzione non tanto al costo dell’istruttoria, spesso gratuito, ma al TAN (Tasso annuale) e al TAEG (Tasso annuo effettivo globale) sul denaro preso in prestito.
Dove trovare i costi di un conto corrente
Prima di sottoscrivere un conto corrente è utile verificare i costi. Per farlo è possibile utilizzare:
- l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo): riepiloga tutte le principali spese di un conto seco do i parametri della Banca d’Italia;
- foglio informativo: è un documento che include tutte le spese collegate al conto;
- foglio servizi accessori: questo foglio include costi e spese collegate ad altri servizi finanziari che possono essere attivati.
Questi documenti sono disponibili nella sezione “Trasparenza” o “Note legali” di ogni sito online, oltre che per le banche tradizionali presso le filiali.
I costi effettivi applicati dalla banca su un conto sono verificabili nell’estratto conto. Quest’ultimo oggi è quasi sempre online, emesso su base mensile o trimestrale a costo zero. Si può richiedere anche cartaceo, ma ha un costo che va a partire dai 2€ a invio.
FAQ
La convenienza di un conto corrente non è solo economica, ma anche collegata ai servizi offerti. Quindi non esiste in assoluto un conto corrente più vantaggioso di altri, ma bisogna sempre rapportarlo alle necessità dell’utente.
I costi fissi di un conto corrente sono il canone, l’imposta di bollo, l’invio dell’estratto conto e i costi della carta di debito.
Per valutare il costo mensile di un conto corrente si deve prendere come riferimento sia il canone mensile, sia altri costi come l’imposta di bollo, le commissioni su bonifici, pagamenti, prelievi e commissioni sugli investimenti.
La portabilità di un conto corrente è un diritto di ogni utente di trasferire il suo conto e i rapporti aperti su un’altra banca, senza costi di chiusura o di trasferimento.
