Il percorso di integrazione tra Banca CF+ e Banca Sistema entra nella fase finale. Le assemblee straordinarie delle due banche hanno approvato il 12 ottobre il progetto di fusione per incorporazione di Banca CF+ in Banca Sistema e il relativo rapporto di cambio: 1,35 azioni ordinarie di Banca Sistema per ogni azione di Banca CF+ che sarà annullata con l’operazione.
Si tratta, di fatto, di una fusione inversa. Banca CF+ è oggi la controllante di Banca Sistema: dopo le offerte pubbliche di acquisto e scambio concluse nei mesi scorsi è arrivata a detenere circa l’85,67% del capitale della banca quotata. Con la fusione sarà invece CF+ a essere incorporata in Banca Sistema, che resterà la società risultante dall’operazione e continuerà a essere quotata su Euronext Milan.
Il concambio avverrà in due parti. Le 68.899.562 azioni di Banca Sistema già possedute da Banca CF+ saranno assegnate agli azionisti di CF+. A queste si aggiungeranno 50.246.553 nuove azioni di Banca Sistema, emesse appositamente a servizio della fusione. Le azioni che compongono il capitale di Banca CF+ saranno invece annullate. Il meccanismo era già stato definito nel progetto approvato dai consigli di amministrazione delle due banche a giugno.
L’approvazione delle assemblee arriva dopo il passaggio regolamentare più importante. L’11 settembre Banca d’Italia aveva autorizzato la fusione e aveva preso atto della possibilità di classificare le nuove azioni emesse da Banca Sistema come strumenti di capitale primario di classe 1, il cosiddetto CET1.
La fusione completa il processo cominciato con l’OPAS lanciata da Banca CF+ su Banca Sistema tra la fine del 2025 e il 2026. Nel progetto presentato a giugno, le due società avevano indicato tra le ragioni dell’operazione la semplificazione della struttura societaria e della governance, l’eliminazione delle duplicazioni organizzative e l’integrazione delle rispettive attività di credito specializzato.
Restano ora da soddisfare le condizioni sospensive previste dal progetto. Se non interverranno cambiamenti, la fusione produrrà effetti civilistici dal 7 novembre 2026; l’atto di fusione potrà comunque indicare una data diversa.
