CheckSig, azienda italiana specializzata in soluzioni per il mercato crittografico, ha annunciato1 di aver ottenuto la licenza MiCAR da CONSOB, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari. È il primo operatore del settore autorizzato in Italia secondo il nuovo regolamento europeo Markets in Crypto-Assets.
La licenza permette alla società di offrire i propri servizi in un quadro di regole chiare e condivise a livello europeo, cosa che garantisce agli investitori privati e alle istituzioni finanziarie una protezione molto più alta rispetto al passato.
Ferdinando Ametrano, CEO di CheckSig, ha definito il riconoscimento CONSOB come «la realizzazione della nostra visione: portare i crypto-asset all’interno di un sistema regolamentato, sicuro e trasparente. Essere il primo operatore autorizzato in Italia conferma la solidità del nostro modello e il lavoro svolto fin dalla nascita dell’azienda».
Cosa cambia per chi usa CheckSig
L’autorizzazione MiCAR introduce regole molto precise che servono a proteggere i soldi degli utenti e a evitare brutte sorprese. La norma impone infatti la separazione tra il patrimonio della società e quello dei clienti, il che significa che i capitali degli investitori restano al sicuro anche se l’azienda dovesse avere problemi finanziari.
CheckSig deve inoltre seguire obblighi di trasparenza molto severi, perciò deve spiegare in modo semplice tutti i costi e i rischi collegati agli investimenti, con l’intenzione di rendere il mercato dei bitcoin simile a quello delle banche tradizionali.
L’azienda milanese ha anticipato queste richieste già da tempo, poiché fin dal 2019 pubblica la “Prova-delle-Riserve” per dimostrare di possedere davvero i fondi dei clienti e ha attivato diverse coperture assicurative.
Il riconoscimento ottenuto assume un peso rilevante perché la CONSOB applica criteri di selezione tra i più rigidi in Europa, e questo certifica che la piattaforma italiana rispetta standard di sicurezza molto elevati.
Grazie a questi controlli, chi vuole comprare o vendere criptovalute può farlo affidandosi a un soggetto che viene monitorato costantemente dalle autorità dello Stato.
Sguardo su banche e istituzionali
La licenza non è importante solo per i singoli risparmiatori, ma serve anche a far entrare i grandi attori della finanza classica nel mondo digitale.
Michele Mandelli, Managing Partner di CheckSig, ha commentato che questo risultato permetterà di portare i loro servizi regolamentati a banche e gestori di patrimoni, e questo passaggio è fondamentale per integrare le criptovalute nell’economia reale italiana.
Fino a oggi molti investitori istituzionali sono rimasti alla finestra per la mancanza di un quadro legale certo, ma l’arrivo della licenza MiCAR cambia le carte in tavola.
La normativa prevede procedure di governance molto rigide per prevenire conflitti di interesse e condotte scorrette, cosa che rassicura le istituzioni finanziarie che vogliono offrire asset digitali ai propri clienti.
E con CheckSig, il settore crypto italiano potrebbe aver mosso un passo in avanti verso la trasformazione in ambiente professionale e controllato.
