Poste Italiane ha ufficialmente avviato l’operazione finanziaria per acquisire la quasi totalità delle azioni ordinarie di Tim che ancora non possiede. Tecnicamente si tratta di un’Opas, una sigla che significa “Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio volontaria totalitaria”: in parole semplici, Poste si rivolge a tutti i piccoli e grandi azionisti di Tim e propone loro di cedere le proprie quote. Chi decide di accettare riceverà in cambio una parte in denaro e una parte in nuove azioni di Poste Italiane.
L’operazione ha ottenuto il via libera sia dalla Consob, l’autorità pubblica che vigila sui mercati finanziari, sia dal consiglio di amministrazione della stessa Tim. Gli azionisti hanno ora quaranta giorni di borsa aperta per decidere se vendere le proprie quote. Il periodo per aderire è iniziato oggi e si concluderà il prossimo 11 settembre 2026, salvo eventuali proroghe.
Come funziona la proposta economica
Poste Italiane possiede già una quota iniziale della compagnia telefonica e si rivolge ora ai proprietari del restante 79,9 per cento del capitale, che corrisponde a circa 1,7 miliardi di azioni. Per convincere i soci di Tim a vendere, l’acquirente ha strutturato un pagamento doppio per ogni singola azione consegnata.
I dettagli dell’offerta economica:
- Quota in contanti: 1,67 euro per ogni azione Tim cossa in adesione;
- Quota in azioni: 0,218 nuove azioni ordinarie di Poste Italiane.
Se l’adesione dei soci sarà ritenuta soddisfacente, i pagamenti e il passaggio dei titoli avverranno il 18 settembre 2026. Esiste anche la possibilità che la finestra per aderire venga riaperta per altri cinque giorni lavorativi alla fine di settembre.
In questa seconda ipotesi, la data ultima per incassare il denaro e ricevere le azioni slitterà al 2 ottobre 2026. Nei documenti ufficiali viene specificato che Poste Italiane non intende procedere a una fusione tra le due aziende nel caso in cui l’offerta non riesca a ottenere il ritiro definitivo di Tim dalla borsa.
La posizione di TIM
Il consiglio di amministrazione di Tim ha analizzato l’offerta e l’ha dichiarata “congrua” dal punto di vista finanziario, considerandola quindi conveniente per i propri azionisti. Per formulare questo giudizio, i vertici della società si sono affidati alle valutazioni tecniche di due note banche d’affari internazionali, Evercore e Goldman Sachs.
Tim ha deciso di non aggiornare il proprio piano industriale in attesa di capire come si concluderà l’operazione. Per questa ragione, durante gli incontri finanziari previsti a fine luglio, l’azienda presenterà al mercato esclusivamente i risultati economici dei primi sei mesi del 2026.
Reazione sui mercati
Nel frattempo, a Piazza Affari, i mercati finanziari hanno accolto la notizia con una leggera cautela, con i titoli di entrambe le società che hanno registrato piccoli ribassi. Gli analisti finanziari delle grandi banche d’affari valutano la mossa in modo positivo: secondo gli esperti di Barclays e Banca Akros, la rapidità con cui si sta muovendo l’operazione è un fattore favorevole per le strategie a lungo termine di Poste Italiane, in particolare per lo sviluppo e il rafforzamento dei suoi servizi finanziari integrati.
I consulenti di Equita hanno calcolato che l’attuale prezzo di borsa di Tim è già molto vicino al valore complessivo offerto da Poste.
