Re-Lender è una piattaforma italiana di lending crowdfunding che ha cessato ufficialmente le proprie attività di raccolta a febbraio 2026, entrando in una fase di liquidazione volontaria. La decisione, maturata dopo un biennio di forte pressione normativa dovuta al pieno recepimento del Regolamento UE 2020/1503, ha portato al blocco di ogni nuovo progetto sul portale.
Per gli oltre 55.000 utenti registrati, è iniziata una fase di “run-off” (gestione a esaurimento) dei capitali ancora investiti, supportata da una partnership tecnica con EvenFi per garantire la continuità dei pagamenti.
Secondo quanto riportava il sito, Re-Lender ha sostenuto 190 progetti con oltre 46 milioni di finanziamenti erogati, con un interesse medio del 9% e una percentuale di successo del 97%.
Perché Re-Lender ha chiuso
Re-Lender ha avviato la liquidazione per l’incapacità di sostenere i costi operativi del nuovo regolamento UE e per un aumento dei default nei progetti di riconversione.
La chiusura non è stata un fulmine a ciel sereno. Già dalla fine del 2025, la piattaforma fondata da Francesco Marella aveva mostrato segni di rallentamento nelle nuove pubblicazioni. I fattori determinanti sono stati tre:
Costi di compliance
Il regime autorizzativo europeo ha imposto requisiti di capitale e procedure di controllo molto più onerose rispetto alla precedente normativa Consob.
Qualità del credito
Alcuni progetti storici delle categorie Re-Urban e Re-Convert hanno subito ritardi superiori ai 12 mesi, erodendo la fiducia degli investitori e riducendo la liquidità complessiva.
Concorrenza e calo del settore
L’aggressività di competitor come Recrowd e Walliance potrebbe aver sottratto quote di mercato in un momento di contrazione della domanda immobiliare, ma soprattutto in una fase di calo generalizzato nel mondo del crowdfunding.
Come recuperare i capitali investiti
Il recupero dei fondi avviene tramite la dashboard di EvenFi, che ha assunto la gestione tecnica dei flussi finanziari e dei rimborsi residui per conto di Re-Lender.
Nonostante la società sia in liquidazione, i contratti di prestito tra investitori e aziende richiedenti restano validi. Re-Lender ha stipulato un accordo con EvenFi, piattaforma autorizzata UE, per migrare i dati degli utenti e i calendari di ammortamento.
Gli investitori devono accedere al portale dedicato di EvenFi utilizzando le proprie credenziali Re-Lender (previa accettazione dei nuovi termini) per monitorare l’accredito delle rate e degli interessi.
Qual era il modello operativo di Re-Lender
Fino al 2025, Re-Lender permetteva di finanziare progetti di riqualificazione a partire da 50 euro, agendo come sostituto d’imposta per i residenti in Italia.
Nella sua fase operativa, la piattaforma si era distinta per un approccio molto verticale sulla “riconversione”. Gli investitori potevano scegliere tra diverse etichette:
- Re-Convert: riqualificazione di ex aree industriali;
- Re-Green: progetti legati all’efficientamento energetico;
- Re-Digital: finanziamento di infrastrutture tecnologiche per le imprese.
Il rendimento medio si era attestato intorno al 9% lordo annuo, con pagamenti degli interessi a cadenza mensile. Un punto di forza era la gestione fiscale: Re-Lender applicava la ritenuta alla fonte del 26%, sollevando l’investitore privato da ogni obbligo in dichiarazione dei redditi.
Cosa succede ai progetti in ritardo o in default
Per i progetti deteriorati, il liquidatore di Re-Lender ha attivato procedure di recupero crediti stragiudiziali, i cui costi gravano pro-quota sui singoli investitori.
Questo è il punto più critico per gli utenti: se un’azienda finanziata tramite Re-Lender non è in grado di rimborsare il prestito, la gestione passa a società specializzate in debt recovery.
Gli investitori potrebbero ricevere rimborsi parziali o dilazionati in diversi anni. È fondamentale scaricare tutta la documentazione contrattuale dalla vecchia area riservata prima che il dominio relender.eu venga definitivamente dismesso.
Assistenza
L’assistenza telefonica (02 00701263) è stata disattivata. L’unico canale ufficiale attivo è l’indirizzo email della procedura di liquidazione (solitamente indicato in home page) o il supporto tecnico di EvenFi per questioni legate alla piattaforma di pagamento.
Infine, è possibile mandare anche un’e-mail a [email protected] dall’indirizzo di posta elettronica con cui ci si è registrati.